
Ancora una volta le Regioni, coordinate da Saitta, accettano altri tagli sulla sanità.
La Sanità viene finanziata su base nazionale dal Fondo Sanitario Nazionale, composto da fiscalità generale. E’ la voce principale di spesa del bilancio nazionale, pari a oltre 100 miliardi di euro, in continua crescita per l’aumento della domanda sanitaria, dell’offerta di tecnologie, tecniche e farmaci innovativi e costosi e dell’età media e per questo oggetto di tagli notevoli a partire dai primi anni 2000.
Tant’è che dal 2008 si sono persi per strada circa 30 miliardi di euro e quindi diventa sempre più difficile per le Regioni e le Aziende Sanitarie che ricevono il riparto del FSN far quadrare i bilanci. Che stanno in piedi solo con blocco assunzioni, chiusura ospedali, taglio posti letto, appalti al ribasso, aumento ticket sanitari, incremento liste di attesa, aumento delle spesa sanitaria privata (oltre 30 miliardi di euro) e 11 milioni di italiani che non si curano più.
Col “Patto della Salute” 2013-2015 a firma Lorenzin, la Sanità avrebbe dovuto essere rifinanziata e si sarebbe dovuto mettere mano ai LEA. Cosa sono i LEA?
Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29 novembre 2001, sono stati definiti i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), vale a dire le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket), unitamente alle prestazioni socio-sanitarie che vengono coperte in parte dalla Sanità, e per la restante quota con la compartecipazione del richiedente o in caso di indigenza dello stesso con fondi assegnati alle politiche sociali stanziati da Stato, Regioni e Comuni.
Rinnovare e ampliare i LEA costa e per questo bisogna stanziare più risorse.
Nel 2016 avremmo dovuto avere 117,6 miliardi e invece siamo arrivati a 111 miliardi, poco di più dei 110 del 2014 e nel 2015.
Per il 2017 avremmo dovuto avere 113 miliardi e sembravano confermati, finché le Regioni a statuto speciale si sono opposte all’ennesimo taglio e si è ridotto quindi a 112,578 miliardi. Ma l’aumento di 1,5 miliardi è fittizio perché tra aumento costi farmaci innovativi (1 miliardo), nuovo contratto e stabilizzazioni (500 milioni) resta nulla. Mentre i nuovi LEA costerebbero come stima 1,5 miliardi di euro, secondo il Governo 800 milioni. Quindi ancora una volta si tratta di un taglio pesante.
Le Regioni hanno fatto un po’ di polemica a inizio anno, ma alla fine si sono piegate. Ed il principale artefice è… Saitta, coordinatore degli Assessori alla Sanità regionale.
Nel video sentite cosa dice in Consiglio l’Assessore Saitta, sollecitato dal consigliere Davide Bono, vicepresidente della Commissione Sanità.
Il video è stato accorciato per motivi di sintesi, ma l’originale lo trovate qui.
ps. in appendice al dibattito è stata approvata una mozione a 5 stelle, primo firmatario Davide Bono, per ottenere dal Ministero della Salute quota parte degli 800 milioni di euro promessi per i nuovi LEA anche nel 2016, se già erogati.
Infatti il Decreto sui nuovi LEA si sarebbe dovuto approvare entro il 2016, ma, complici le sbruffonate referendarie dell’ex premier, si è slittati al 2017. Molte Regioni avevano già erogato gratuitamente le prestazioni sanitarie riguardanti i nuovi LEA nel 2016, ma non si sa se il Governo sgancerà i soldi per l’anno appena concluso.

