venerdì, Marzo 5, 2021

Bilancio 2016-2017: Chiamparino non fa i conti con il M5S


A fine novembre 2016 è stata finalmente approvata la legge regionale n. 24 “Assestamento 2016-2018”.


Come nel 2015 anche quest’anno si è sforato il termine massimo di presentazione del 30 giugno , arrivando al limite del 30 novembre, data ultima per effettuare modifiche al bilancio previsionale. Siano esse correzioni di errori o adeguamenti di spesa. Effettuare le verifiche e le modifiche a fine esercizio, rende tutto molto più difficoltoso.
La giunta regionale non ha portato il bilancio nei termini opportuni, sia perché la situazione debitoria e di cassa della Regione continua a rimanere pesante sia perché è comodo utilizzare tale pretesto per ridurre al minimo la discussione da parte delle forze politiche sia in Commissione che in aula, contingentando i tempi. Prassi vista e stravista col Pd. Il documento in discussione in Commissione a inizio novembre è stato sottratto all’esame dei Consiglieri e buttato in Aula dove in neanche due sedute si è arrivati al voto.
La mancanza di una volontà di confronto da parte della Giunta nelle decisioni si è fatta sentire anche nella gestione dell’utilizzo dell’avanzo del Bilancio del Consiglio Regionale 2015 pari a 6,7 milioni, somma di cui l’esecutivo regionale, in combutta con la maggioranza a guida Pd, si è sostanzialmente impossessato.
Gli unici nostri emendamenti approvati, frutto di studio delle carenze dei capitoli di bilancio e non di solite marchette di parte, sono stati:
1 milione di euro in più per il fondo sociale a copertura della morosità incolpevole dei residenti di alloggi di edilizia sociale (prima firma Davide Bono);
500 mila euro in più per la rimozione dei manufatti contenenti amianto dagli edifici pubblici (prima firma Giorgio Bertola);
Il 50% degli incassi dell’ecotassa nel 2017 dovranno essere utilizzati per aumentare la raccolta differenziata. Circa 3 milioni potranno essere utilizzati per avviare la tariffazione puntuale in tutti i Comuni del Piemonte e pianificare la realizzazione della filiera del riciclo (prima firma Gianpaolo Andrissi) .
Per quanto riguarda gli atti di indirizzo collegati al bilancio sono stati approvati:
tre ordini del giorno sui trasporti a firma Federico Valetti. I documenti impegnano la Giunta a modificare la normativa regionale affinché sia introdotto l’obbligo di una rendicontazione periodica da parte del gestore del servizio ferroviario sui dati di bigliettazione e abbonamenti; ad includere nei contratti di esercizio la fornitura di dispositivi per lo stazionamento in sicurezza di bici pieghevoli sui treni regionali ed all’acquisto di autobus elettrici o alimentati a combustibili non petroliferi.
Sempre in tema di Trasporto pubblico locale approvato l’ordine del giorno a prima firma Gianpaolo Andrissi per favorire l’aggregazione delle società di trasporto pubblico locale e garantire la creazione di una società unica piemontese del settore.
due atti d’indirizzo a prima firma Davide Bono mirati al sostegno alla locazione con la creazione di un nuovo capitolo all’interno del programma di Edilizia residenziale pubblica per ridurre gli sfratti e per l’incremento delle risorse per l’assistenza domiciliare di persone non autosufficienti
due ordini del giorno a firma Francesca Frediani per sostenere l’imprenditoria femminile attraverso Finpiemonte e per estendere e riconoscere il marchio “Made in Piemonte” a tutti gli ambiti produttivi procedendo, allo stesso tempo, alla revoca dei contributi regionali alle aziende che hanno delocalizzato la produzione al di fuori del Piemonte.
un ordine del giorno a prima firma Paolo Mighetti che impegna la Giunta all’aggiornamento continuo del RENDIS (Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo) per valutare meglio le zone colpite da eventi alluvionali nell’ultimo triennio.
l’ordine del giorno a prima firma Stefania Batzella per incrementare nel bilancio di previsione 2017 i fondi necessari a prevenire i disturbi del comportamento alimentare (anoressia e bulimia).
Rimane il debito. Mostruoso. Per un totale che buca di molto il muro dei 10 miliardi di euro così composto:
TabellaBilancio2016-2017.jpg
Il disavanzo finanziario, pari a oltre 1,2 miliardi di euro (ora salito a 1,4), spalmato in 10 anni, coperto fino al 2018 grazie all’aiutino dello Stato. Dal 2019 con ipotetiche riduzione di spesa e incremento di entrate di 137 milioni l’anno sino al 2014.
Il disavanzo da ricognizione straordinaria residui di fine 2014, pari a oltre 2,2 miliardi di euro, coperto sempre grazie all’aiutino dello Stato sino al 2017, dal 2018-2019 con ipotetiche riduzioni di spesa pari a 65 milioni di euro sino al 2044.
Il disavanzo dei ritardi di pagamento ripianato dall’anticipo dello Stato, pari a quasi 5 miliardi di euro, da pagarsi con comode rate da 220 milioni di euro l’anno per 30 anni sino al 2044. Coperto dall’aumento dell’addizionale Irpef fatto da Cota prima e da Chiamparino poi.
Il prestito obbligazionario da 1,856 miliardi di euro sottoscritto coi derivati dalla Bresso, il cui tentativo di accordo transativo è miseramente fallito.
Senza dimenticare il buco che riguarda la Sanità: infatti dietro l’uscita dal piano di rientro tanto pubblicizzata dal Pd e fissata dal 1 gennaio 2017, al bilancio regionale verrà chiesto un ulteriore sacrificio per 10 anni per coprire ben 1,505 miliardi a fronte di rate che partiranno dal 2017 con 65 milioni, per poi salire nel 219 a 113 milioni, nel 2023 200, e per il 2026 263 milioni. Si attendono dunque altri anni di tagli e mancate assunzioni?
L’importo delle rate, insieme alla bomba esplosiva dei derivati contratti dalla Bresso nella VIII legislatura, pone pesanti dubbi sull’effettiva capacità da parte della Regione Piemonte di far fronte ai pagamenti, se non a prezzo di una forzatura inevitabile sulla capacità di spesa rispetto agli esercizi passati.
Non è un caso che il piano di rientro dell’anno scorso prevedeva una riduzione di spesa e un incremento delle entrate già dall’anno 2016, oggi il tutto viene slittato e inizia a partire, caso strano, solo dall’anno 2019 (anno fine dell’attuale legislatura, sempre che non cada prima per via delle firme false del pd). Per la serie…chi vincerà le elezioni, vedrà.
Finito l’assestamento 2016, Renzi ha perso il referendum e s’è dimesso. La Giunta ha preso la palla al balzo, per non presentare neanche il documento di bilancio 2016 e mandarci in esercizio provvisorio (cioè spese limitate alle sole spese obbligatorie suddivise per mensilità: quindi stipendi, rate mutui, bollette e poco altro), senza neanche discutere.
Speriamo che il 2017 porti un nuovo Governo nazionale che sappia distribuire in maniera più equa le risorse alle Regioni e agli enti locali investendo sulle opere e i servizi che garantiscono il benessere dei cittadini e non sprechi più soldi in infrastrutture e servizi inutili e dannosi.
Buon anno

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