sabato, Aprile 18, 2026

Le banche si mangiano l’agricoltura

banche mangiano agricoltura
Un accordo capestro tra Ministero delle politiche agricole e banche (Abi – Associazione bancaria italiana) sottrae fondi comunitari all’agricoltura regalandoli agli istituti di credito. E’ una vergogna! Come funziona il trucchetto? Semplice. La burocrazia italiana ed europea blocca il pagamento dei fondi PAC (sostegni comunitari alla produzione agricola) con ritardi di oltre un anno.  In Piemonte, ad esempio, migliaia di imprese agricole ancora non hanno ricevuto il saldo 2015.


L’anticipo della Pac è sempre stato fatto da alcune regioni come il Piemonte, attraverso i propri Enti pagatori (con non poche difficoltà), ad inizio estate, mentre il secondo anticipo arriva dall’Europa in autunno (il “vero anticipo comunitario”) e il pagamento del saldo a fine anno. In realtà dovrebbe essere l’Europa ad anticipare i pagamenti senza esporre, Regioni ed aziende agricole a squilibri finanziari pericolosi.
Le banche offrono la soluzione, ma non è gratis. Loro ti anticipano i soldi e tu, agricoltore, non devi pensare a niente. Tutto ha un prezzo però, le commissioni che partono da un Taeg del 5-6% (con garanzie aziendali, qui un esempio di finanziamento pag.3) ed arrivano anche al 6-7% o il 10-11% in base alla banca. L’accordo siglato tra Ministero e l’Abi (Associazione bancari) per l’anticipo dei pagamenti Pac 2015 presenta commissioni di finanziamento elevate ed è l’inizio di un concetto che erode “il reddito” agricolo. Un accordo simile è stato stretto anche dalla Regione Piemonte per gli investimenti in agricoltura con il PSR con costi analoghi (varia dal tipo di banca es.tassi al 14% ai limiti dello strozzinaggio). Oltretutto il pagamento di base agli agricoltori è “sicuro” al 99%, direttamente erogato dall’Europa, il funzionamento è molto semplice, per ogni ettaro di terra a disposizione dell’agricoltore associato ad un titolo di conduzione valido, viene preso un contributo europeo, quindi il rischio delle banche è quasi pari a zero.
Invece di lavorare per snellire le procedure burocratiche a cominciare dall’Europa, passando per Agea (Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura),
il governo ha scelto la strada più comoda appoggiandosi al sistema bancario. Che però fa i propri interessi e non quelli dell’agricoltura.
Facendo due conti, su 45 mila euro di importo medio finanziato ben 3.000 euro vengono “mangiati” dalle banche con la benedizione della Regione. Moltiplicato per un bacino potenziale di circa 200 milioni per 38 mila beneficiari piemontesi, la perdita possibile per il settore agricolo della nostra regione si aggira tra i 14 e i 20 milioni di euro. Replicando quest’aiuto per tutte le regioni durante la programmazione 2014-2020, dei 19 miliardi di euro destinati all’agricoltura in Italia, si parla di almeno un regalo da 1,14 miliardi di euro di euro alle banche.
Occorre ridiscutere l’accordo e diminuire i tassi. Subito. Portando il caso anche in sede di Conferenza Stato Regioni. Questo tipo di anticipo delle banche, potenzialmente strutturale, diminuisce direttamente il reddito degli agricoltori togliendo risorse per eventuali investimenti nel sistema agricoltura.
Chiediamo all’ex banchiere Chiamparino di mettere al primo posto gli interessi degli agricoltori piemontesi e non quelli del sistema bancario. Ricordiamo bene i buoni rapporti tra Chiamparino ed il sistema bancario, anche alla luce del precedente incarico a capo della Compagnia di San Paolo. Tuttavia riteniamo sia suo preciso dovere quello di mettere al primo posto gli interessi dell’agricoltura piemontese e non certo quelli dei banchieri con i quali ha avuto, e continua ad avere, ottimi contatti.
Anche le associazioni degli agricoltori dovrebbero fare la propria parte, invece di pretendere un “contributo” all’inizio di ogni anno alla presentazione della Domanda Unica, potrebbero farsi pagare subito solo una parte delle “spettanze” e il saldo a buon esito della pratica di contributo Pac, sgravando così gli agricoltori dall’ulteriore indebitamento.

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