sabato, Aprile 18, 2026

Bollo auto ecologiche: quanto ci costa?

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La Giunta Regionale del Piemonte il 22 ottobre 2015 ha presentato il Progetto di Legge regionale n. 166 “Misure di armonizzazione e razionalizzazione di norme in materia di tributi regionali” che di armonizzazione e razionalizzazione conteneva ben poco. Infatti introduce, senza alcuna logica e con il solo scopo di recuperare soldi dalle tasche dei cittadini, la tassa automobilistica sulle auto alimentate sin dall’immatricolazione a metano, gas da petrolio liquefatto (GPL) ed elettriche, fino a questo momento esenti dal pagamento di tale tributo vista la natura ecologica di tali motori, che contribuisce alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. 


Il progetto di legge 166 originale modifica la l.r. 23/2003, introducendo il pagamento del bollo per le auto ecologiche dopo soli 5 anni dalla data di immatricolazione, andando a pagare il tributo in maniera equivalente ad un auto inquinante con motore a benzina o diesel. Inoltre il progetto di legge introduce la retroattività del  tributo penalizzando chi aveva già acquistato un auto ecologica.

L’azione del Movimento 5 Stelle ha stravolto completamente i piani della Giunta Chiamparino, obbligandola a modificare il progetto di legge. Dopo una vera e propria battaglia, in Commissione Bilancio e successivamente in Aula di Consiglio con centinaia di emendamenti, e grazie ad una raccolta firme di ben 17 mila cittadini (che ringraziamo per il loro impegno e sostegno), la proposta di legge, diventata l.r. 31 del 30 dicembre 2015, ne è risultata fortemente ammorbidita.

Un obiettivo raggiunto grazie al lavoro del M5S è  l’esenzione totale delle auto con motore alimentazione esclusivamente elettrica, e l’applicazione di un bollo RETROATTIVO pari a 1/5 della tariffa piena per le auto a metano e 1/4 per le auto a GPL dal sesto anno dall’immatricolazione. CIO’ VUOL DIRE CHE TUTTE LE AUTO A METANO O GPL IMMATRICOLATE PRIMA DEL 1 GENNAIO 2011, NEL 2016 DOVRANNO PAGARE IL BOLLO. E poi tutte le altre a seguire, alla scadenza del quinto anno.

La misura resta inaccettabile nel suo complesso; l’aumento retroattivo di tasse alle auto meno inquinanti è incomprensibile e ingiusta. Il tutto per racimolare 3 milioni di euro sulle spalle di 180 mila piemontesi.

Il nostro obiettivo è rivedere completamente la tassazione affinché si basi esclusivamente su criteri ambientali e quindi sul tipo di alimentazione e sui consumi al km, non su criteri arbitrari come l’età del mezzo, che penalizza chi non cambia spesso l’auto, o per difficoltà ambientali o per scarso utilizzo del mezzo e quindi sensibilità ambientale. 
Il M5S sposterà quindi l’ambito di questa battaglia a Roma, dove sarà necessaria una revisione della legge nazionale. Un traguardo che ci sembra il minimo per la tutela dell’ambiente e della salute, obiettivi ormai dati per scontati in Europa e anche dal buon senso, su cui l’Italia ha fatto e sta facendo troppo poco.
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