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Sin dal 2010, il gruppo consiliare MoVimento 5 stelle, rappresentato dal consigliere Davide Bono, aveva preso posizione sul futuro della Sanità nel Verbano-Cusio-Ossola, rilanciando l’ipotesi della realizzazione di un ospedale unico baricentrico.
Una provincia di 168.000 abitanti, a 150 km da Torino, geograficamente molto complessa, con tre realtà territoriali molto diverse, la zona del capoluogo di Verbania ed il lago Maggiore (da Stresa sino a Cannobio), il lago d’Orta con Omegna e l’Ossola con Domodossola, vanta infatti due poli ospedalieri distinti, quello di Domodossola e quello di Verbania, entrambi in difficoltà con la concorrenza di Milano e della Lombardia.
Nel 2004 era stato pure effettuato un referendum che andò semideserto e fallì per l’opposizione strenua dei DS capitanati dall’attuale vicepresidente della Regione, Aldo Reschigna, allora sindaco di Verbania. Il referendum chiedeva se si era d’accordo alla realizzazione di un ospedale unico.
Così negli anni sono stati costruiti i nuovi ospedali di Asti (2003), Mondovì (2009) e Biella (2014) e in costruzione quello di Alba-Bra (che ne avrà ancora per qualche anno), e quello di Nizza Monferrato (At), ora sospeso. Nel frattempo si sono progettate le due “Città della Salute” di Torino e di Novara. Mentre gli ospedali periferici del VCO sono entrati in difficoltà, di personale e di qualità dei servizi esistenti, già a partire dal 2010 con il blocco delle assunzioni e il taglio dei trasferimenti statali. Furibonda la lotta per il mantenimento di un unico punto nascite tra Domossola e Verbania (ancora non deciso) e sull’accaparramento del Pronto Soccorso avanzato (DEA), anche questo ancora non deciso.
Nel 2014 con i tagli di Saitta, abbiamo riproposto con un atto di indirizzo l’ipotesi dell’ospedale unico. Clamorosamente bocciato dal Pd.
Ancora più pensando che, a distanza di un anno, ad ottobre 2015 il Pd propone l’ipotesi di un ospedale unico e la fa accettare da tutti i sindaci. Si cerca e si ottiene in un mese quello che si è osteggiato per 15 anni. La sede baricentrica viene individuata in Ornavasso, piccolo paese all’inizio dell’Ossola, poco sopra Gravellona Toce e Mergozzo.
Adesso si tratta di capire dove trovare le risorse. Dopo che la Corte dei Conti ha chiarito che il project financing è una truffa in cui il rischio rimane alla pubblica amministrazione che paga con tassi di usura la realizzazione da parte di privati, bisogna capire se è possibile accendere linee di finanziamento sicure (finanziamento statale, mutui presso Cassa Depositi e Prestiti, Banca Europea degli Investimenti) o se bisogna sottostare ad altre connessioni con privati come la concessione di gestione o il leasing in costruendo (come fatto con il Grattacielo della Regione Piemonte).
Su questi ultimi strumenti non c’è ancora sufficiente esperienza per sapere se sono procedure vantaggiose o dannose per l’ente pubblico. I dubbi sono tanti. Innanzitutto, non concedere servizi ai costruttori in cambio di una riduzione del “canone di disponibilità” (canone simile ad un affitto). Questi servizi non sanitari (es. mense, pulizie, riscaldamento, energia, ma anche ingegneria clinica) verrebbero infatti affidati non tramite gara ma in maniera diretta, creando un evidente danno erariale. Inoltre, nel caso di tagli al fondo sanitario (che sta compiendo in maniera scellerata Renzi) se l’ASL non fosse più in grado di pagare il canone, si potrebbe trovare obbligata a cedere pezzi di sanità pubblica ai costruttori. Finendo per esternalizzare e privatizzare la nostra Sanità.
Insomma non discutiamo neanche della localizzazione, nonostante sembra sia stata scelta nuovamente una localizzazione collinare (l’ospedale di Alba-Bra che franava a valle dovrebbe insegnare qualcosa), vogliamo capire dapprima le basi finanziarie per non trovarci con un danno erariale e una sanità in vendita in futuro.
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Per questo i consiglieri regionali Bono e Andrissi, il deputato Crippa, il consigliere comunale di Verbania, Campana, insieme ad attivisti di Domodossola si sono recati direttamente in ASL Vco ad Omegna e poi a Verbania e Domodossola per tastare il polso della situazione e far capire che vigileremo sulla questione da vicino.

