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Il 18 settembre il M5S ha depositato la proposta di legge per istituire il reddito di cittadinanza piemontese, a prima firma Davide Bono.
Il testo prevede un sussidio monetario atto a raggiungere la soglia di povertà assoluta, così come calcolata dall’Istituto nazionale di statistica (Istat), fino ad un massimo di 800 euro mensili per 36 mesi ripetibili a seconda della situazione reddituale raggiunta.
Il sussidio è rivolto alle persone in cerca di lavoro, disoccupati, inoccupati e sottoccupati. I requisiti sono: cittadinanza italiana o residenza in Piemonte da almeno 5 anni, età tra i 25 ed i 65 anni, reddito famigliare inferiore alla soglia di povertà assoluta ISTAT, iscrizione al centro per l’impiego competente.
Gli obblighi sono: partecipazione ad una delle azioni di formazione professionale regionale con frequenza di almeno l’80%, accettare ogni offerta di lavoro compatibile, partecipazione ad un progetto di utilità collettiva organizzato dal Comune di residenza.
Il nodo sono ovviamente le coperture finanziarie. Impossibile trovarle oggi nel bilancio regionale: la nostra copertura finanziaria proviene dai fondi della Coesione Sociale (in primis fondo sociale europeo cofinanziati da fondi statali e regionali) per un totale di 60 milioni di euro annui (su un totale di 1 miliardo in 7 anni). Tali fondi potrebbero usati come misure di accompagnamento alle politiche attive di ricerca del lavoro (formazione, orientamento) senza violare le direttive europee. Chiediamo quindi alla Regione Piemonte di farsi portavoce di una tale richiesta a livello nazionale ed europeo.
Anche il centrosinistra regionale ha presentato una proposta di legge simile alla nostra che prevede un sussidio di 600 €/mese, senza però reali coperture (fondi delle politiche sociali). Stupisce semmai la doppia posizione del PD. Mentre a livello nazionale Renzi bolla come “assistenzialismo” il Reddito di cittadinanza proposto dal M5S, in Piemonte i democratici rincorrono una delle nostre principali battaglie.
Speriamo comunque che al più presto venga approvata e finanziata una misura di sostegno al reddito universale affinché nessuno venga lasciato indietro.

