• martedì , 14 Luglio 2020
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Debito shock sotto il tappeto


Chiamparino, come Cota, ha nascosto il debito shock sotto il tappeto.
In seguito alla sentenza della Corte Costituzionale 181/2015 che aveva dichiarato illegittima costituzionalmente la legge di assestamento al bilancio del 2013 e la successiva legge di variazione in merito alla contabilizzazione dei 2,554 miliardi di euro erogati tramite il Decreto Legge 35/2013 (cd sblocca crediti), la Corte dei Conti ha di fatto confermato lo scenario peggiore.


Il debito (disavanzo) del solo 2013 dai 365 milioni dichiarati nel documento di bilancio regionale, parificato dalla Corte dei Conti una prima volta in 2,656 miliardi, si attesta definitivamente ad una incredibile cifra record di 5,210 miliardi. Tutto ciò la dice lunga sulla leggerezza e l‘incompetenza con cui i partiti (Lega, Pdl e PD) hanno scritto il DL35 a livello parlamentare e l’hanno poi applicato a livello regionale, senza curarsi della regolarità contabile. Questi soldi andavano messi in una contabilità speciale, a parte, come fatto a partire da fine 2014 con la nomina di Chiamparino, commissario di sè stesso, di modo che non influenzassero il bilancio della Regione né per pagare debiti fuori bilancio né per aumentare la capacità di spesa.
Tutti i documenti di bilancio presentati dalla Giunta ed in particolare il piano di riequilibrio finanziario 2015-2017 poggiano quindi su dati evidentemente sbagliati e sono carta straccia. Serve subito un aggiornamento del piano di riequilibrio che tenga conto di quanto emerso dalla sentenza della Corte dei Conti e venga aggiornato il rendiconto 2014 e il bilancio previsionale 2015.
Un quadro drammatico, già preannunciato lo scorso anno dalla Corte dei Conti. Ma ancora una volta la giunta Chiamparino ha fatto orecchie da mercante. Ora i nodi vengono al pettine, e non si può più far finta di niente. E’ chiaro che a livello nazionale si cercherà una nuova norma “salva Regioni” bis, perché se no il Piemonte, in buona compagnia, il prossimo anno sarebbe fallito.

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