sabato, Aprile 18, 2026

PSR Agricoltura: La regione è in ritardo

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Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020, che
rilancia investimenti tramite contributi europei, in Toscana e nell’Emilia
Romagna è stato approvato dalla commissione europea ma la Regione Piemonte cosa
sta facendo?

Siamo rimasti allibiti perchè dopo le circa 800 osservazioni redatte dall’Unione europea è stato fatto pochissimo per la revisione di un piano che appare ancora inadeguato e superficiale, dai servizi di consulenza e formazione, agli investimenti nella banda larga e nelle energie rinnovabili senza contare la distribuzione delle risorse.

In settori strategici e prioritari come gli “Aiuti all’avviamento aziendale per giovani agricoltori” (misura 6), saranno impegnate risorse per meno della metà rispetto ad altre Regioni e  siamo decisamente controcorrente sui progetti integrati di filiera (PIF),  un sesto di quello investito dalla Lombardia importanti perché aggregano le esperienze di varie aziende per un obbiettivo comune nello lo sviluppo del territorio o per la misura11 “Agricoltura biologica” appena il 2% del totale delle risorse, mentre i nostri cugini francesi puntano a raddoppiare le superfici coltivate a biologico.

Dall’assessore all’agricoltura, dopo essere stato rimandato a settembre dall’Europa che ha bocciato una fotocopia della passata programmazione, abbiamo appreso in Commissione Consiliare di alcune variazioni giudicate “improvvisate” dall’Ue e di un taglio orizzontale di tutte le misure al fine di spostare 45 milioni sulla banda larga “che non era stata nemmeno prevista”!  Chiediamo che queste risorse non vengano sprecate ma utilizzate per coprire quei territori rurali e svantaggiati che ancora adesso sono isolati e poco concorrenziali.

Abbiamo chiesto più volte con forza un confronto con l’Assessore all’agricoltura Giorgio Ferrero e lo chiediamo anche alle Associazioni degli agricoltori che come partenariato hanno “suggerito” come impostare il programma di sviluppo rurale.

E’ d’obbligo la chiarezza su chi gestirà la formazione, l’assistenza e i servizi di consulenza, che non erano state specificate chiaramente, sul Psr piemontese, tant’è che l’Europa ha preteso l’obbligo del bando pubblico, casualmente dimenticato, pur con 32 milioni di euro di fondi previsti.

Dulcis in fundo abbiamo scoperto che il 3 agosto 2015 partirà la riorganizzazione dirigenziale avviata dall’Assessorato che ha previsto l’insediamento alla direzione del settore “programmazione”, che gestirà il Psr per un settennato (2014 – 2020), di una persona che andrà in pensione tra 2 anni! Senza sminuire le capacità del dirigente in questione, questa scelta non potrà garantire la necessaria continuità nella gestione della programmazione da parte degli uffici regionali.

Per la Giunta Chiamparino è l’ennesimo errore di una lunga serie, che finirà per scaricare sulle spalle degli agricoltori il peso di scelte fatte senza una vera visione di lungo periodo.

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