sabato, Settembre 12, 2026

GrattaFuksas, danno erariale: “l’avevamo detto”.

Apprendiamo dai giornali delle “corpose” valutazioni della Corte dei Conti che attribuirebbero alle precedenti Giunte (Bresso in particolare) tra i 7 e gli 8 milioni di euro di danno erariale.

Il M5S è stato contrario alla realizzazione dei grattacieli a Torino sin dal 2007, quando come Amici di Beppe Grillo si batteva contro la realizzazione della Torre dell’Intesa San Paolo da un punto di vista squisitamente paesaggistico.

Il Comune di Torino, su propulsione del Comitato “Non Grattiamo il Cielo”, aveva approvato una delibera di iniziativa popolare che impedisce la realizzazione di torri sopra ai 100 metri nell’area comunale e sopra gli 80 metri nel centro storico.

E la Regione a guida Bresso-centrosx ha proceduto a spron battuto a realizzare un’opera da oltre 220 metri di altezza, dal costo spropositato e dal ritorno economico incerto (un leasing finanziario che ci farà pagare anche se la Torre dovesse rimanere vuota, con in più la necessità di vendere molte sedi auliche della Regione, tra cui il Palazzo di Piazza Castello e forse il Palazzo Lascaris), lasciando una pesante eredità gestita ancora peggio dalla Giunta Cota e dai funzionari preposti alla Struttura “Palazzo Unico”.

Già nel luglio del 2013 chiedemmo un’informativa in Prima Commissione a cui rispose nel settembre 2013, in maniera assolutamente non esaustiva, l’ex Assessore al Bilancio Pichetto, confermando sostanzialmente che la Regione si era messa nelle mani di funzionari quanto meno sospetti (caso Ferreri), ditte (coopsette) dalla solidità dubbia e di un invasato “archistar” che continua a chiedere soldi anche per la consulenza “artistica” alla costruzione, pur essendosi trasformata, inspiegabilmente, una torre in acciaio in una torre in cemento.

Come mai? Chi l’ha deciso? per quali motivazioni tecniche? Con quali costi? Forse che qualcuno voleva puntare su una determinata filiera (cave-cementifici) piuttosto che quella, forse meno “remunerativa”, dell’acciaio?

In ultimo è rispuntato il tema che il M5S aveva già sollevato senza risposte e cioè la violazione delle norme sugli appalti pubblici dovuta alla mancata re-indizione del bando a seguito dello spostamento della sede del Palazzo Unico e revisione delle volumetrie.

Non possiamo che chiedere quanto prima una comunicazione in merito del Presidente Chiamparino e del Vicepresidente nonché Assessore al Bilancio, Reschigna, in relazione agli sviluppi contabili e stato dei lavori del Palazzo Unico. Se non proprio una Commissione di Inchiesta in merito. Per il resto spero che la Corte dei Conti faccia presto chiarezza e addebiti il danno erariale ai responsabili.

Davide Bono, consigliere regionale M5S Piemonte

Giorgio Bertola, capogruppo regionale M5S Piemonte

Federico Valetti, consigliere regionale M5S Piemonte

Paolo Mighetti, consigliere regionale M5S Piemonte

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