• mercoledì , 21 Ottobre 2020
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A processo Crosetto, per diffamazione


Guido Crosetto, co-fondatore insieme a La Russa e Meloni del partito Fratelli d’Italia, è già balzato agli onori delle cronache per le sue “piccole e innocenti bugie“. Ma se inventarsi un titolo di studio, per acquisire più autorevolezza e non certo per arrecare danno al prossimo o truffarlo, già fa capire a che razza di uomo siamo di fronte, diffamare qualcuno citando fonti a casaccio è una scorrettezza degna della peggiore vecchia politica.


Forse ricorderete che durante la trasmissione “Coffee Break” andata in onda il 29 ottobre scorso su La7, il nostro, ribattezzato malignamente dai media lo Shrek della Provincia Granda, affermò quanto segue: “Cosa faranno i quindici [Consiglieri Regionali eletti in Sicilia, nda] lo vedremo… io vedo … perché a me questa visione bucolica, arrivano quelli di 5 Stelle tutti puliti, … io vedo quelli che ci sono in Piemonte, sai il tuo collega in Piemonte con i soldi del gruppo ha assunto il fratello, non è una cosa molto diversa da quello che ho visto fare in Lazio da altri … e a me, che da qualche anno lo faccio, i miei fratelli fanno altro e nessuno della mia famiglia lavora, quindi non è questione del partito” […] ” ti cito la fonte l’ho letto sui giornali e non è stato smentito“.
Ritenendo l’affermazione – oltre che completamente falsa – anche gravissima, poiché mi imputava di aver assunto un congiunto con i fondi del Gruppo consiliare destinati al personale, ho dato mandato al nostro legale di sporgere una denuncia-querela per diffamazione.
Pochi giorni fa la notizia attesa: il giudice ha deciso di respingere la richiesta di archiviazione e di procedere nei confronti di Guido Crosetto, emettendo un’ordinanza di imputazione.
Accogliamo ovviamente con soddisfazione la decisione del giudice, a conferma, qualora ve ne fosse bisogno, che le affermazioni pronunciate da Crosetto miravano a ledere la reputazione mia e del MoVimento 5 stelle, diffondendo informazioni prive di qualsiasi fondamento. Tant’è che sono state pronunciate senza citare la relativa fonte (fonte chiaramente non disponibile in quanto inesistente!).
Ci ha provato, insomma, il “gigante buono di Marene” (buono…ma non troppo), ma questa volta il gioco della calunnia lanciata a casaccio sui media non ha funzionato: i fatti parlano chiaro e la nostra trasparenza anche. Basta dare un’occhiata al nostro sito per appurare che tra i collaboratori del gruppo consiliare M5S Piemonte non è presente nessun parente di Davide Bono, ma ancora più facile sarebbe stato verificare prima di tutto che Bono non ha fratelli
Una fandonia colossale insomma!
Certo, non è un buon inizio per Crosetto, il candidato Presidente su cui Berlusconi (bella referenza!) vuole investire per partire alla conquista di una Regione travolta dagli scandali di Cota&co (scandali che han colpito anche tutti i consiglieri di Fratelli d’Italia, consiglieri di FdI che han partorito l’emendamento “intasca i contributi del vitalizio e scappa“).
Se queste sono le premesse… non ci resta che augurare un in bocca al lupo ai suoi, di Fratelli…fuori dalla politica.

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