• martedì , 14 Luglio 2020
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Il futuro della mobilità è… elettrico

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In questo periodo in cui spostarsi è sempre più costoso per il prezzo del carburante che continua a salire (e per la riduzione dei salari), mentre i mezzi pubblici sono vittime di continui ed ingenti tagli (-30% dal 2010) e rincari dei biglietti (quest’autunno +15%), riteniamo fondamentale gettare le basi per un futuro prossimo, in cui almeno gli spostamenti privati possano essere meno costosi e meno impattanti sull’ambiente e quindi sulla nostra salute, rilanciando al contempo una filiera manifatturiera ormai oltre la crisi, come quella dall’automotive.
Per questo in data 26 luglio 2011, ho presentato un primo ordine del giorno, il n. 473, (Programmazione di una filiera alternativa e complementare alla produzione di automobili per lo stabilimento fiat mirafiori e l’indotto piemontese), che chiedeva tra le altre cose di “stimolare l’attecchimento della infrastruttura elettrica in Piemonte”, respinto; in data  2 ottobre 2012 ho ripresentato un secondo ordine del giorno, il n. 883, (Programmazione di una filiera alternativa e complementare alla produzione di automobili a motore endotermico per lo stabilimento fiat mirafiori e l’indotto piemontese), che chiedeva, tra le altre cose, di “stimolare, di concerto con il Governo nazionale e le principali aziende di distribuzione elettrica, la mappatura e l’attecchimento della infrastruttura per la mobilità elettrica (colonnine di ricarica, stazioni di ricambio batterie) nella Regione Piemonte”, approvato!; per questo ho presentato il 26 luglio 2013, un nuovo ordine del giorno più puntuale sulla mobilità elettrica, il n. 1053, “Sostegno della Regione Piemonte alla diffusione di veicoli elettrici (full electric e range estended) e ibridi plug-in”.


Colpa anche della crisi economica, dopo quasi due anni di cali nelle vendite, nel 2012 il mercato globale dell’auto è tornato ai livelli del 1979; in Italia nell’aprile 2013 si è assistiti ancora ad un calo del mercato del -10,8%.
Intendiamoci: l’Italia è ancora il paese con più alto numero di autovetture procapite, con 61 vetture ogni 100 abitanti, contro la media europea di 51, e quindi riteniamo corretto ridurre questa quota, con buona pace dei grandi produttori internazionali e delle riviste di settore come Quattroruote che ci vedono, a torto, come la peste bubbonica. Io personalmente ritengo che l’automobile debba diventare un’oggetto di piacere, smettendo di essere uno “strumento di libertà” e tanto meno un “mezzo di sopravvivenza”, vista la costante penuria di mezzi di trasporto pubblici efficaci ed efficienti. Trasformare la proprietà dell’auto da necessità a scelta, grazie anche al potenziamento dei mezzi pubblici, del car sharing, del car pooling e dell’autostop sicuro.
D’altronde molto più interessante del mero dato quantitativo di autovetture vendute e circolanti, sarebbe quello dei km*vettura percorsi in un anno, sceso nel 2013 del 12% sotto i 10.000 km e del carico inquinante per tipologia di vettura. Le auto elettriche, oltre a ridurre di molto il carico di totale di inquinanti, anche nel ciclo di vita, praticamente azzerano il carico di inquinanti emessi nell’utilizzo (cosa fondamentale nelle nostre città, sopratutto d’inverno quando sono accesi anche i riscaldamenti).
Purtroppo nelle vendite 2012, le alimentazioni tradizionali confermano la loro quota (52,3% per il diesel e 32,3% per la benzina); scende il Gpl, all’8,7% rispetto al 10,5% di un anno fa, periodo in cui registrò una crescita vicina al 300%, a beneficio delle motorizzazioni a metano che si posizionano al 5,7%. Crescono le vetture ibride che ottengono lo 0,9% di quota (6.577 contro le 5.061 del 2011) e raddoppiano, pur su numeri bassissimi,  le auto elettriche: nel 2011 erano state 284 e nel 2012 si arriva a 508, (in Germania nel 2012 se ne sono vendute quasi 3 mila e in Francia quest’anno si mira a superare le 15.000). Di queste, secondo lo studio Aniasa/Deloitte, il 77% sono state immatricolate dalle società di noleggio, che si candidano a essere il volano della mobilità elettrica e ibrida.
Sono note le difficolta’ delle auto elettriche: Le principali barriere risultano essere la carenza di infrastrutture di ricarica e i tempi di ricarica (30 minuti minimo con impianti di grossa taglia), l’elevato prezzo d’acquisto (l’auto elettrica più economica parte da 23.000 €, con un affitto di batteria di 80 € mensili), la scarsa autonomia (oggi si arriva massimo ai 200 km).
Alcuni di questi problemi dipendono dalla ricerca e innovazione delle case automobilistiche e dei costruttori di batterie, altre dipendono da una buona programmazione/pianificazione politica, soprattutto in termini di incentivi economici e infrastrutturazione.
In Emilia Romagna è stato approvato il piano regionale per lo sviluppo della mobilità elettrica “Mi Muovo elettrico”, per cui è partita una progettazione e realizzazione dell’infrastruttura di ricarica regionale, tramite “…accordi con i principali distributori di energia elettrica, ENEL ed HERA”. L’elemento chiave di “Mi Muovo Elettrico” è l’interoperabilità della rete, cioè la possibilità di un utente di ricaricare la propria auto presso punti di ricarica di distributori diversi, esattamente come succede oggi con le pompe di rifornimento carburante, evitando di trovarsi di fronte ad una colonnina inaccessibile con la propria automobile elettrica. I distributori si sono fatti carico dello sviluppo dei progetti pilota, il cui costo non grava quindi sulle pubbliche amministrazioni”. “…Inoltre è stato siglato un accordo con il CEI-CIVES (Comitato elettrotecnico italiano – Commissione Italiana Veicoli Elettrici Stradali) per lo studio della mobilità elettrica e per la promozione di iniziative volte ad informare correttamente i cittadini sulle potenzialità della mobilità elettrica”.  Sul sito è già presente una precisa mappatura delle colonnine di ricarica esistenti.
Sulla base dell’esperienza pilota emiliana, ho invitato il Consiglio Regionale ad aprire un tavolo di lavoro interassessorile tra Ambiente, Infrastrutture e Mobilità, Urbanistica e Programmazione Territoriale, Innovazione, Ricerca ed Energia, Bilancio e finanze, con lo scopo di stipulare accordi con le principali aziende di distribuzione dell’energia elettrica operanti sul territorio piemontese, finalizzati a mappare i punti di ricarica esistenti e a lanciare una serie di progetti pilota riguardante la sperimentazione di un sistema innovativo e interoperabile per la ricarica di auto e veicoli merci elettrici basato sulla realizzazione di un numero preordinato di infrastrutture (“colonnine”) in città e luoghi strategici (ad esempio presso la rete di stazioni di rifornimento carburanti esistente); siglare un accordo con il CEI-CIVES; infine redigere un Piano per la Mobilità Sostenibile con programmazione di ampio respiro al 2020.
Tra l’altro i fondi ci sono: il DL 83/2012 convertito nella legge 134 del 7 agosto 2012 “Crescitalia” prevede al Capo IV-bis (Disposizioni per favorire lo sviluppo della mobilita’ mediante veicoli a basse emissioni complessive), tutta una serie di norme atte a favorire lo sviluppo dell’infrastruttura elettrica, tra cui all’art. 17 ter (Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge  di conversione del presente decreto, le regioni emanano le  disposizioni legislative  di  loro   competenza), all’art. 17 septies (8. Ai fini del finanziamento  del  Piano  nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli  alimentati  ad  energia elettrica, è istituito nello stato di previsione del Ministero delle  infrastrutture  e  dei trasporti un apposito fondo, con una dotazione pari a 20  milioni  di euro per l’anno 2013 e a 15 milioni di euro per ciascuno  degli  anni 2014 e 2015.  9. A valere sulle risorse di cui al comma 8, il  Ministero  delle infrastrutture e dei trasporti partecipa al cofinanziamento,  fino  a un massimo del 50% delle spese sostenute  per  l’acquisto  e per l’installazione degli impianti,  dei  progetti  presentati  dalle regioni e  dagli  enti  locali  relativi  allo  sviluppo  delle  reti infrastrutturali  per  la  ricarica  dei  veicoli  nell’ambito  degli accordi di programma di cui al comma 5), tramite il raggiungimento di un accordo all’interno della Conferenza Stato Regioni.
Altri fondi sono presso il Ministero dello Sviluppo Economico, pari a circa 40 milioni di € per il 2013, riconfermati per il 2014 ed il 2015, come confermato dall’Ing. Zezza al recente forum Smart Mobility World.
Notizie positive: il nuovo Assessore Regionale all’Energia è Agostino Ghiglia, che, al di là del suo passato politico, è uno dei due firmatari di proposte di leggi nazionali per incentivare la mobilità elettrica.
E guarda caso il 23 settembre 2013 la Regione Piemonte ha presentato un progetto proprio per installare colonnine di ricarica presso la rete dei 1800 distributori di benzina piemontesi.
Vi terremo informati sugli sviluppi della vicenda!!

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