sabato, Aprile 18, 2026

Obiettivo Raggiunto: Rimborsi elettorali regionali ai terremotati


Di Davide Bono

Dopo continui aumenti dei rimborsi elettorali che noi, come moltissimi Italiani, riteniamo una truffa ai danni dei cittadini italiani che con un referendum abrogativo nel 1993 avevano soppresso il finanziamento pubblico ai partiti, qualcosa si muove.

Il MoVimento 5 Stelle nel 2010 è stata la prima forza politica a rinunciarvi, finalmente nel 2012 una legge nazionale ne ha deciso almeno il dimezzamento, con 187 voti favorevoli, 17 contrari e 22 astenuti. I rimborsi, nazionali e regionali, vengono portati da un costo annuo complessivo di 182 milioni a 91 milioni. Si liberano risorse per 91 milioni nel 2012 e 74 nel 2013, che verranno destinati ai territori vittime di terremoti ed altri eventi calamitosi a partire dal 1 gennaio 2009, includendo quindi anche i terremotati dell’Aquila.
Nella seduta del 19 luglio, con un odg, ho chiesto ai Gruppi consiliari presenti in Piemonte di sollecitare le rispettive segreterie politiche nazionali a devolvere le spettanze dei relativi rimborsi elettorali regionali ai terremotati, per una somma complessiva di circa 3 milioni di euro l’anno. Il Gruppo consiliare della Lega Nord ci ha chiesto di inserire "tutto o parte significativa" dei rimborsi elettorali per evitare un possibile rifiuto in Aula da parte di Pd e Pdl, o da parte dei partiti a livello centrale, che hanno già impegnato parte di tali soldi, o che sono indebitati fino al collo (compresi i partiti defunti come i Ds). Alla fine l’ordine del giorno è stato votato da tutti, esclusi Verdi Verdi e Pensionati per Giovine, astenuti, dimostrando come i partiti, oggetti insostenibili dal punto di vista politico ed economico, siano sempre più preoccupati dalla crisi in cui ci hanno precipitato, a furia di ruberie ed incompetenti promossi ad amministrare.
Fermo restando la nostra contrarietà ai rimborsi elettorali, non possiamo non constatare come ormai sia troppo tardi. Dopo i continui rifiuti (ultimo quello in Emilia Romagna), ed il default alle porte, è duro sottolineare come la classe dirigente inizi a discutere di costi della politica, quando ormai è un problema marginale, o proprio perché serve a coprire la devastazione socio-economica del paese, attuata con la ratifica senza discussione alcuna del Fiscal Compact o del MES
In ogni caso, adesso vigileremo affinchè venga dato seguito all’impegno preso dai gruppi del Consiglio Regionale e i fondi vengano impiegati nel modo corretto. 
Per il resto, aspettiamo le elezioni nazionali…
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