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di Francesca Frediani e Mauro Campo
Più trasparenza per le nomine Corecom, il Comitato regionale comunicazioni. E’ il risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle dopo una battaglia in Commissione regionale nomine. Grazie al nostro intervento abbiamo ottenuto l’audizione di tutti i candidati a comporre il comitato. Si tratta di un organo importante che svolge compiti fondamentali per l’informazione e quindi per la democrazia, una realtà funzionale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM). Organo di consulenza, di gestione e di controllo della Regione in materia di comunicazioni, titolare di tutte le funzioni proprie e di quelle delegate dall’Authority.
Scorrendo i nomi proposti dai partiti ne avevamo notati troppi legati in modo lampante a certe aree politiche. Ex parlamentari, ex consiglieri regionali, ex consiglieri di circoscrizione, addirittura rappresentanti degli editori e chi più ne ha più ne metta. Alla faccia dell’indipendenza da condizionamenti politici o di settore. Quindi,proprio per smascherare i soliti giochi di partito, abbiamo chiesto ed ottenuto l’audizione in Commissione nomine, di tutti i candidati al Corecom.
Ebbene su 19 persone che hanno manifestato interesse a ricoprire l’incarico, ben 8 sono stati esclusi. Nella maggior parte dei casi per la mancanza dei requisiti di indipendenza necessari a svolgere un incarico super partes. L’audizione dei candidati è stata una novità positiva, prevista dalla norma, ed introdotta per la prima volta in seguito alle pressanti richieste del Movimento 5 Stelle. In precedenza invece tutto avveniva solo sulla base dei curriculum presentati.
In questo modo sono emerse informazioni che non erano state fornite dai candidati in merito all’affiliazione a partiti politici o ai loro incarichi che non consentirebbero l’indipendenza richiesta dalla legge regionale n. 1/2001.
Probabilmente non siamo riusciti a mandare all’aria tutti gli accordi politici trasversali per queste importanti nomine. Siamo tuttavia sicuri che il nostro impegno ha contribuito a garantire più trasparenza rispetto alle scelte avvenute in passato a beneficio dei cittadini piemontesi e del mondo delle telecomunicazioni.

