• mercoledì , 27 Maggio 2020
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La speculativa schizofrenia monregalese


di Fabrizio Biolé
La delibera CIPE n.138 del 4 Agosto 2000 è alla base di tutti quelli che sono stati gli interventi relativi ai progetti di “Movicentro”, che, partendo da una programmazione tutt’altro che partecipata, basano la propria ragione di essere esclusivamente sulla miope volontà di arraffare risorse purchè sia, senza verificare la sostenibilità e il contesto in cui l’intervento eventuale è inserito, nonché la vera utilità dello stesso.
Situazioni siffatte, le quali, analizzate una per una dimostrano come la Regione Piemonte, destinataria di una somma di 58 milioni di euro, abbia distribuito questo denaro sul territorio in base a consolidate logiche di peso partitico, più che di reale esigenza comunitaria, sono presenti nelle principali città piemontesi, non ultima Mondovì.
Per poter attingere a quei fondi, il Comune in oggetto, sollecitato da William Casoni (Alleanza Nazionale, all’epoca assessore ai trasporti della Giunta Ghigo), redige in modo affrettato un progetto che faciliti la “mobilità sostenibile” della città, approvato precisamente nel Consiglio Comunale del 29 settembre 2000 per un ammontare di quasi 5 miliardi di lire (due milioni e mezzo di euro).
Nei mesi successivi la Regione stipula un Accordo di Programma sottoscritto dall’allora Presidente della Giunta Enzo Ghigo e dal Sindaco Riccardo Vaschetti, in cui si impegna a partecipare per l’80% del valore preventivato dal Comune di Mondovì, in rate suddivise negli anni 2001 e 2002.
L’intervento monregalese prevedeva che Mondovì divenisse esempio per altre cittadine, creando una rete di interscambio tra mobilità pubblica e privata, con parcheggi funzionali in quattro piazze cittadine: piazza della Repubblica, piazza Ellero, piazza d’Armi e piazzale della stazione ferroviaria e prevedendo nodi di collegamento tra autobus, pullman extraurbani, auto private, treni e ascensori che collegassero i vari livelli su cui si sviluppa la città.
Ad ottime intenzioni, sono seguite però pessime e parziali realizzazioni, inutili nella loro singolarità e anzi lesive dei contesti urbani in cui sono inserite: le uniche opere mai realizzate sono state il parcheggio di piazza d’Armi, ridimensionato rispetto al progetto preliminare, il parcheggio contiguo alla stazione e il primo lotto di uno degli ascensori, rimasto incompiuto.
Che tipo di controllo c’è stato da parte dell’ente regionale sui fondi erogati? Dove sta l’inghippo di 5 miliardi di lire preventivati per l’intera realizzazione, ma spesi integralmente per meno di metà dell’opera?
Il paradosso si infittisce se si pensa che sulla stessa area su cui insiste uno dei parcheggi, il Comune ha preventivato di realizzare, forte di un nuovo finanziamento europeo di un milione e mezzo di euro, un nuovo polo scolastico, non necessario e osteggiato dalla popolazione residente. Nelle mire “dissociate” della giunta Viglione, dunque è perfettamente lecito pianificare progetti inutili sfruttando risorse pubbliche e demolendo precedenti opere, realizzate sempre a spese della collettività.
1200 monregalesi (su una popolazione di circa 22.000) hanno sottoscritto una petizione per mantenere il parcheggio esistente e bloccare il rimaneggiamento costante dell’area a spese dei cittadini.
Ciliegina sulla torta, poco distante dal potenziale polo scolastico, si consuma la chicca dei piani di consumo di suolo del sindaco Stefano Viglione, in questo caso facendo prevalere l’interesse privato: la trasformazione dell’area soprannominata “La Madonnina” da area privata a servizio del pubblico ad area privata ad uso residenziale, uno strumentale raddoppio del valore dell’immobile e la perdita della fruizione collettiva della zona, in un colpo solo. Se a questo si aggiunge che la direzione intrapresa è “sorprendentemente” contraria al declamato programma di governo, che puntava tutto, a parole, sul recupero del centro storico, è ancor più chiara la schizofrenia dell’amministrazione.
Le inopportune mosse saranno ovviamente oggetto di atti ispettivi presso l’ente regionale, che possano fare luce sul pregresso, salvaguardando le aree destinate ad interventi non voluti dagli abitanti della città.
Ps: da oggi fino al 4 maggio Beppe Grillo sarà in Piemonte per presentare le liste che concorrono alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio. Le date:
1 maggio
ore 15.30 La Loggia – piazza Einaudi
ore 17.00 Caselle – Parco Fiera
ore 19:30 Chivasso. – Piazza Repubblica
ore 21:30 Asti – Piazza Alfieri
2 maggio
ore 17.30 Santena – piazza Martiri
ore 19.30 Rosta – piazza San Michele
ore 21.30 Grugliasco – via Roma angolo viale Echirolles
3 maggio
ore 17.00 Racconigi – piazza Vittorio Emanuele II
ore 19.30 Mondovì – piazza Ellero
ore 21.30 Cuneo – piazza Virginio
4 maggio
ore 19.00 Acqui Terme – piazza San Francesco
ore 21:30 Alessandria – piazza Marconi

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