sabato, Aprile 18, 2026

Il primo morto dell’inceneritore di Torino


Di Davide Bono
Sabato pomeriggio alle ore 15, Antonio Carpini, caposquadra della ditta Edil due che lavora alla costruzione dell’inceneritore di Torino, è caduto da un’altezza di 30 metri, morendo sul colpo. Sul posto è arrivato il servizio di Prevenzione dell’ASL, lo Spresal, che è rimasto fino a tarda notte, accompagnato da un magistrato della Procura della Repubblica di Torino. Non sono state spiccate misure restrittive al cantiere che, fatto salvo la giornata di oggi, per motivi di lutto – dice la TRM, SpA a capitale pubblico che conduce i lavori – , continueranno imperterriti nei prossimi giorni. Sembra che l’operaio che era sopra un cassone rampante che veniva alzato di volta in volta da una gru non fosse accuratamente imbragato, per cui, a seguito di una manovra poco chiara, il cassone si è ribaltato da orizzontale a verticale, facendo precipitare nel vuoto l’operaio.


Spiace sottolineare l’ennesima morte sul lavoro in Italia, senza che siano chiare le responsabilità. Chiediamo che venga posta più attenzione da parte dei settori competenti all’ennesimo cantiere che viene condotto con tempi record in città e che, se i sindacati hanno qualcosa da segnalare, lo segnalino.
Sottolineiamo che questo è solo il primo morto dovuto all’inceneritore di Torino, i prossimi avverranno con il funzionamento dello stesso che dovrà bruciare 421.000 tonnellate di rifiuti tal quale della Provincia di Torino, emettendo nell’aria grandi quantità di polveri ultrasottili, metalli pesanti e diossine, non fermati dai filtri, che andranno a rendere ancora più irrespirabile la nostra aria e a causare un aumento delle patologie cardio-respiratorie, dei tumori e delle malformazioni con riduzione dell’aspettativa di vita.
Le scelte miopi ed interessate (agli incentivi chiamati certificati verdi), nonchè l’insipienza dei politici ancora una volta hanno prevalso. Ma il MoVimento 5 Stelle e di pari passo il Coordinamento Rifiuti Zero Torino non si arrendono. Noi, per nostro conto, stiamo lavorando ad un Piano di Gestione dei Rifiuti Regionali che possa contribuire a rendere inutile l’inceneritore di Torino – come detto dai comitati per anni – anche una volta costruito: che la spesa finanziaria se l’accollino le Giunte passate e recenti del Comune di Torino che tanto l’han voluto. Chiamparino e Fassino potrebbero sottrarre qualche milione di euro dai rimborsi elettorali del proprio ricco partito.
P.s.: Il 20/03 alle 20.30 a Torino, presso il Centro Incontri della Regione Piemonte, in Corso Stati Uniti 23, avrà luogo la serata informativa “Rifiuti Zero, Italia chiama USA”.
Parteciperanno Paul Connet (ideatore della Strategia Rifiuti Zero) e medici dell’ISDE.

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10 Commenti

  1. Condoglianze alla famiglia dell’operaio. Mi spiace ribadire le solite parole, ma questa non sarà la prima e ultima vittima dell’inceneritore.

  2. sono dispiaciuto e faccio le mie condoglianze alla famiglia come alla famiglia del lavoratore morto oggi o ieri per un incidente durante il montaggio del palco per il concerto di una cantante italiana . troppe morti bianche sul lavoro , molte volte vedo su ponteggi operai senza imbracature o caschi di protezione , da oggi giuro che tutte le volte che li vedrò li denuncerò alle autorità , solo cosi possiamo cambiare le cose , denunciamo l’irresponsabilità che sia dell’operaio o dell’imprenditore/ datore di lavoro .
    pier vitttorio porro

  3. Penso che sia giusto occuparsi e combattere sul inquinamento e sullo spreco del denaro…questo assolutamente…Mi chiedo una cosa pero,quali altre soluzioni abbiamo per distruggere i rifiuti??Lo chiedo da ignorante,cioè ce ne sono???Perchè se questa e l’unica soluzione scusate tanto,ma c’è poco da fare no???Comunque mi unisco anch’io nel esprimere dispiacere per l’accaduto…

  4. La storia stà diventando vecchia. Per non fare gli inceneritori si sà ci vogliono meno imballaggi inutili all’inizio della filiera, e quelli che servono bisogna che siano il più possibile biodegradabili.
    La tecnologia ce l’abbiamo, ma si preferisce usarla per un tunnel di 54 km “INUTILE”
    Pensate quante morti inutili ci saranno se verrà fatta la TAV

  5. Purtroppo, chi non è direttamente interessato da queste tragedie, spesso dimentica, anche velocemente. Per quanto mi riguarda, all’ingresso di ogni edificio (quantomeno quelli di nuova costruzione o oggetto di interventi di riqualificazione) dovrebbe obbligatoriamente essere apposta in bella vista una targa con i “crediti” relativi all’opera. Nomi e cognomi dei responsabili delle ditte committenti, dei progettisti, dei finanziatori e, ovviamente, dei tecnici e degli operai intervenuti nel cantiere. Poi, evidenziato in grande, l’elenco di tutte le persone che hanno perso la vita o si sono infortunate durante i lavori. Una piccola cosa, naturalmente, fra le tante che si possono fare.

  6. Cercando notizie su come le amministrazioni che si sono succedute abbiano deciso la costruzione di questo “Brucia Monnezza”, sono finito sul blog dell’ On. Antonio Boccuzzi. Qui (http://www.antonioboccuzzi.net/?cat=15), nel 2008, Boccuzzi ha pubblicato due articoli presi da Stampa e Repubblica – “L´inceneritore ultima miccia per una lite in casa del Pd” e “Sull’inceneritore il Pd è strabico” (non lo chiamavano ancora Termovalorizzatore…) – molto interessanti perché da essi si evincono quali siano stati alcuni dei giochini di potere e la pochezza di certe motivazioni dietro la decisione di realizzare questa nefasta opera.
    Sempre sullo stesso blog, leggo il post “SOSTEGNO ALLE PROTESTE DEI LAVORATORI DI CARREFOUR GRUGLIASCO PER LA GRAVE SITUAZIONE IN ALCUNI AMBIENTI DI LAVORO” del 18 gennaio 2012. Qui si spiega come l’On. Boccuzzi insieme all’On. Stefano Esposito (insieme hanno anche sostenuto alle ultime elezioni l’oggi Assessore Enzo Lavolta, ndr.) abbiano preso – giustamente – posizione in favore dei lavoratori del magazzino del Carrefour di Grugliasco che devono lavorare in codizioni climatiche critiche, con conseguenti malanni di vario genere. Mi aspetto dai due paladini che si prodighino allo stesso modo quando si tratterà di difendere gli stessi lavoratori dalle nanopolveri e dalle diossine dell’inceneritore del Gerbido, che dista poche centinaia di metri dal centro commerciale Le Gru. Mi aspetto anche che dicano qualcosa a proposito della morte del caposquadra Antonio Carpini.

  7. I rifiuti non si distruggono, sono una risorsa… magari il tuo stesso mouse del tuo PC con cui mi stai scrivendo è di plastica riciclata… e poi una volta bruciati il risultato è che ne restano almeno un terzo, pericolosi da stoccare in modo idoneo, come quelli delle centrali nucleari. Bruciare conviene solo ai costruttori degli inceneritori che lo fanno con i tuoi soldi, ed ai politici che se li dividono.

  8. In primis un enorme dispiacere per i parenti e gli amici a cui porgo le mie più sentite condoglianze.
    In seguito aggiungo che purtroppo non è facendo pagare multe salatissime ammonendo o mettendo in difficoltà una categoria già martoriata .. che si risolve il problema…la questione e ben più grande e va oltre la comprensione di gran parte della popolazione….si tratta di etica.. parola non più usata da tempi ormai lontani surclassata dalla dalla parola “speculazione” che spinge categorie allo sbando per contenere costi .. su appalti milionari (e non) ..
    Queste categorie volutamente hanno assortito la loro manovalanza di persone particolarmente carenti di “etica” ben appunto per non aver problemi a gestirle..
    Sia chiaro.. la carenza di etica in un sistema in cui non esiste formazione di quel tipo è scontata, non una colpa!
    Quindi chi lavora la prende sempre in quel posto .. o paga multe , o muore in incidenti , o perde il lavoro…
    Ma la classe bastarda della speculazione autorizzata (vedi S.R.L.) non paga mai … quanto più gli si chiede quanto più aumenta i prezzi e limita le spese , per preservare sempre il proprio utile..
    tutto scontato direte …. ma fin che le cose andranno così ..continuerà a morire gente nei cantieri ,nell’industria e chi più ne ha più ne metta.
    Ciao a tutti..
    Il mondo è come noi lo vogliamo.

  9. Questa notizia non è circolata nemmeno nel telegiornale regionale. Che disinformazione di massa!!! Eppure nello stesso giorno era di grande attualità un’altra vittima sul lavoro, il ragazzo del palco della Pausini.

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