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Di Davide Bono
Diversi gruppi di cittadini lottano da anni sul territorio, sacrificando tempo libero, energie e soldi, per arrestare la speculazione edilizia, economica, sociale che crea danni enormi alla salute, all’ambiente, al welfare e all’occupazione. Scelte palesemente sbagliate vengono portate avanti dalla classe dirigente per meri interessi personali e i cittadini reagiscono. Dalla Valsusa allo Stretto di Messina, ogni territorio ha la sua croce che i rappresentanti eletti non si curano di sollevare: è ora di dare un senso al proprio voto.
Ecco cosa ci arriva da Vercelli:
“Nell’agosto del 2009 alcuni membri di Società Futura hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Vercelli (seguito da successivi depositi di aggiornamenti) riguardante l’inceneritore di Vercelli.
Due erano i temi contenuti nella denuncia:
– inquinamento dell’ambiente causato dall’interramento non autorizzato nell’area dell’inceneritore delle ceneri da fondo;
– inquinamento oltre i limiti autorizzati per l’impianto di incenerimento.
Nell’esposto chiedemmo di accertare i fatti, di indagare gli eventuali responsabili (che noi riteniamo essere dirigenti e pubblici amministratori) e di sequestrare l’inceneritore.
L’indagine è partita con celerità e, nonostante non si sia arrivati al sequestro, abbiamo pensato che potesse confermare le nostre accuse, soprattutto quando siamo stati accettati come parte offesa nel procedimento, offrendoci la possibilità di seguire con i nostri legali e consulenti le indagini sull’impianto.
Oggi invece, dopo due anni di indagini che di colpo sembrano essersi arenate, siamo stati costretti a presentare opposizione alla richiesta di archiviazione che la Procura ha presentato con motivazioni poco convincenti (ndr: sforamenti sempre dichiarati e documentati in fase di riaccensione dell’impianto e avvio dell’iter procedurale di bonifica).
Il 6 ottobre ci sarà l’udienza davanti al Gip, al quale abbiamo sottoposto una serie di elementi da chiarire ed approfondire [..]. Se il nostro esposto venisse archiviato, verrà stabilito un principio incredibile: a Vercelli, unica città in Europa, è considerato lecito e legittimo lo smaltimento di rifiuti speciali (ndr. Le ceneri dell’incenerimento) tramite il semplice interramento [..] non previsto dalle norme in materia. Persino i carabinieri del NOE hanno evidenziato questo aspetto, senza che la Procura abbia ritenute valide le notizie di reato.
L’altro tema importante che non è stato messo in evidenza dalla stampa riguarda proprio la proroga al funzionamento dell’inceneritore.
Parlare di proroga per un impianto che ha ottenuto l’AIA in tempi biblici, con procedure sofferte e nonostante fosse dichiarato sito da bonificare ci pare paradossale, ma a Vercelli tutto va bene [..] Ebbene, per oltre trent’anni ci hanno spiegato che l’inceneritore serviva a smaltire i rifiuti in modo sicuro e a basso costo. Ci hanno anche spiegato che alcuni danni collaterali alla salute ed all’ambiente sarebbero stati compensati dalla pulizia delle strade e dal risparmio per le famiglie [..] Noi abbiamo sempre sostenuto che era meglio pagare qualche euro in più e non inquinare, ma questa posizione è sempre stata perdente.
Oggi, però, siamo alla resa dei conti. (ndr L’azienda Territoriale Energia e Ambiente Atena SpA, con quote prevalentemente pubbliche in mano al Comune di Vercelli, proprietaria dell’impianto di incenerimento, attualmente gestito dalla multinazionale Veolia [..]) nel 2012 avrebbe dovuto chiudere l’inceneritore procedendo alla bonifica dell’area e dell’impianto. Sappiamo che per le sole ceneri interrate occorrono almeno 15 milioni di euro. Cosa potrà costare smontare il forno e tutta la struttura? Vogliamo prevedere almeno una decina di milioni di euro (forse in difetto)? La domanda a questo punto è semplice: Atena ha a disposizione 25 milioni di euro per chiudere l’inceneritore? NO. Neppure il Comune né la Provincia di Vercelli dispongono di tale liquidità tanto che, se fossero obbligati a provvedere allo smantellamento, dovrebbero dichiarare il dissesto [..]. Quindi la scelta “tecnologica” di incenerire i rifiuti [..] non solo ha prodotto un ulteriore inquinamento ambientale con sicure ricadute sulla salute e l’aspettativa di vita dei vercellesi, ma ci costerà persino di più in termini cinicamente economici. Altro che risparmio e pulizia!
Gli unici ad averci guadagnato in questi anni sono stati, come al solito, i privati gestori dell’impianto, mentre i Vercellesi e gli abitanti dei Comuni vicini ci hanno soltanto rimesso. Quindi, per evitare il dissesto finanziario, i fallimentari amministratori pubblici dovranno continuare ad alimentare il forno, concedendo proroghe su proroghe, aumentando così negli anni il debito e i problemi per l’ambiente e la salute umana. Questo succederà a tutti gli impianti sul territorio nazionale alla faccia dell’obbligo di raccolta differenziata al 65% nel 2012 e del recupero di materia al 50%”.
Questa catena deve essere interrotta: innanzitutto non devono più essere costruiti impianti di incenerimento, devono essere chiusi quelli esistenti, deve essere avviata la raccolta differenziata spinta porta a porta con obiettivo di almeno il 70% su tutto il territorio, la gestione del residuo indifferenziato secco con tecnologie a freddo per recuperare il recuperabile, e triturazione o estrusione del rimanente, previa analisi per una riprogettazione delle merci e degli imballaggi non riciclabili per una loro progressiva eliminazione, con obiettivo Rifiuti Zero al 2020. La nostra generazione, ormai, è già segnata, ma dobbiamo lottare con impegno per le generazioni future.
Per questo serve un Piano Regionale Rifiuti che ripudi l’incenerimento, come proposto nella delibera di iniziativa popolare del Lazio e l’adesione di più Comuni possibili alla mozione-delibera Rifiuti Zero.
Per approfondire e fare donazioni per le spese legali: www.societafutura.com o il nostro c.c. con causale inceneritore di Vercelli.


http://www.facebook.com/video/video.php?v=1942372076133
Sulla serietà in materia della Provincia di Vercelli, ricordo che a giugno è stata condannata dal TAR per inadempienze riguardo alla centrale a biomasse di Serravalle Sesia. [http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Torino/Sezione%201/2009/200901191/Provvedimenti/201100635_01.XML]
Ambrogio
Non a questi livelli però situazione più o meno identica per l’inceneritore di Mergozzo gemello di quello di Vercelli. Anche qui si parla di sospensione ma chi pagherà queste scelte scellerate? Ovviamente i cittadini perchè sia che si manda in discarica che se si rimodernizza il forno di Mergozzo comunque si pagherà di più. Se poi si chiude definitivamente bisogna pagare la bonifica. I soldi che sono stati presi con i CIP 6 tutti questi anni chi se li è intascati? A chi sono serviti? A quale partito politico sono serviti a rimpinguare le tasche? Ma la gente quando si sveglia?
Sempre in provincia di Vercelli, c’è l’azienda SACAL di Carisio che ha una sorta di fonderia/inceneritore che inquina (diossina) l’area circostante. E’ già stato fatto un atto alla camera:
http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=33121&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%274-09961%27
Il sindaco era arrivato a suggerire alle aziende agricole limitrofe di lavare bene i loro prodotti e a non coltivare determinati ortaggi, se nel raggio di 1Km dalla fabbrica; questo con cittadini che raccontano di piante che muoiono e di problemi alla salute come allergie e asma.