martedì, Luglio 21, 2026

IL GONFALONE E’ MIO E RESTA IN PADANIA!

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Di Fabrizio Biolé

Domenica 25 settembre si è tenuta in Umbria la “Marcia per la Pace e la Fratellanza dei
popoli” da Perugia ad Assisi. Quest’anno l’appuntamento ha avuto una valenza piuttosto
importante, in quanto si tratta del cinquantesimo anniversario dalla prima
marcia organizzata da Aldo Capitini il 24 settembre 1961.

Il Consiglio Regionale del Piemonte è stato presente con una
delegazione ufficiale costituita dal sottoscritto in rappresentanza di tutto
l’emiciclo consiliare, su autorizzazione esplicita del Presidente.

Come l’anno scorso  la missione, pur ufficiale, è stata ovviamente a costo zero per il bilancio pubblico, in quanto il viaggio è stato
effettuato in pullman, per la precisione con partenza da Rivoli e con arrivo a
Cuneo.

Fin da alcuni giorni prima, comparsa sui canali ufficiali del movimento NoTav l’intenzione di inviare una delegazione di attivisti, amministratori e studenti pacifici attivisti della causa, alcuni esponenti della maggioranza appartenenti al Popolo della Libertà (sic) fecero uscite pubbliche sui giornali locali, consigliando al Governatore Cota di negare l’invio del gonfalone ufficiale della Regione Piemonte, in quanto la presenza della “violenta” gente valsusina, avrebbe potuto svilirlo e sottoporlo a strumentalizzazione.

Attraverso un diretto e assiduo controllo, come gruppo consiliare siamo venuti a sapere della decisione definitiva secondo la quale il Governatore ha negato l’invio del gonfalone solamente il venerdì precedente.

L’interrogazione immediatamente successiva che ne è scaturita intendeva fare luce sul perché Cota avesse ritenuto opportuno vietare i simboli regionali ad una manifestazione partecipatissima come sempre da migliaia di piemontesi riuniti sotto varie sigle associative, rendendoli “orfani” del loro vessillo proprio nel cinquantenario della Marcia.

E’ da tutti facilmente comprensibile che una Giunta che fa spropositati e inopportuni investimenti in campo militare con i famigerati F35 assemblati a Cameri, in provincia di Novara, nascondendosi dietro una volontà di investimento per nuovi posti di lavoro che in realtà non raggiungeranno mai nemmeno lontanamente il risultato sperato, e che tiene nascosta alla popolazione regionale ogni informazione riguardo allo storico referendum che si terrà la prossima primavera in terra piemontese sulla caccia, è perfettamente coerente con se stessa nella propria assenza ad una manifestazione, quella di quest’anno, nella quale temi principali di cartelli ed interventi sono stati proprio quelli legati agli sconsiderati investimenti bellici e all’abolizione di un’attività tanto crudele e pericolosa, quanto obsoleta, come quella venatoria.

La risposta grigia e bruttissima, per la quale il Presidente Cota nemmeno si è scomodato a sedere in aula consiliare, non dà nessun tipo di spiegazione plausibile, però, alla critica precisa che pongo:

Caro governatore: l’articolo 3 della legge regionale 15 del 2004 precisa che “…la partecipazione del gonfalone a manifestazioni ufficiali fuori del territorio regionale e’ decisa dal Presidente della Giunta regionale, sentito il Presidente del Consiglio regionale.” dando la possibilità al Presidente pro tempore di disporre della trasferta delle insegne ufficiali, ma non esiste nessuna legge che stabilisce per lo stesso Presidente la proprietà del gonfalone, che invece appartiene a tutti i piemontesi!

P.S: contemporaneamente ho inviato una lettera ufficiale al Presidente affichè fugasse ogni dubbio circa la non presenza del gonfalone relativamente alla sola presenza del gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle, in quanto, a differenza di alcune liste in suo appoggio, regolarmente votato da 90.000 cittadini! 

Attendo risposta…

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1 commento

  1. Risposta che non arriverà mai dal nostro “Presidente Padano”!
    Suggerimento: stampa del gonfalone ad attivisti NO TAV e partecipazione alla marcia! 🙂

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