martedì, Luglio 21, 2026

La settimana a 5 Stelle


Di Davide Bono
Questa nota alla Settimana a 5 stelle, ripresa parzialmente da una mia su FB, serve a chiarire la nostra presenza il 6 settembre e invitarvi tutti con la tenda il 10 settembre a Roma!
Dopo un lungo dibattere in cui l’unico punto chiaro per il Gruppo Consiliare del MoVimento 5 Stelle Piemonte era quello di non prendere parte al corteo della Cgil, per evidente netta divergenza tra le rispettive posizioni politiche, economiche e lavorative, lo stesso gruppo ha diramato un consiglio in cui si affermava che per le suddette motivazioni, si sarebbe andati a presenziare alla partenza del corteo alternativo dell’USB a Porta Susa, per poi concentrarsi in Piazza Castello nei pressi dei gazebi No Tav insieme ai quali avevamo deciso nelle riunioni in Valsusa di martedì e giovedì scorso (dove non c’era lo stesso consigliere comunale) il comportamento da adottare (fischiare i dirigenti Sì Tav, i politici, applaudire i lavoratori No Tav e i pompieri Cgil che avevano mandato la lettera per chiedere la loro dismissione dal presidio alla Maddalena di Chiomonte).


E così è stato, col diversivo da parte di un migliaio di No Tav che hanno partecipato al corteo con un effetto scenico e mediatico importantissimo (erano più le bandiere No Tav che le bandiere Cgil), che hanno tentato di raggiungere il palco per fare un loro intervento, brutalmente bloccato dal servizio d’ordine della Cgil con l’aiuto delle forze dell’ordine (che sindacato democratico non fa parlare dei manifestanti?).
Ovviamente i media hanno “stranamente” frainteso i nostri comunicati: sia il Giornale che il GR hanno diramato la notizia che noi avremmo partecipato al corteo della Cgil. Quanto di più falso. In ogni caso chisse ne frega! L’importante era esserci, sia come spettatori che come forza politica a fianco dei No Tav e di chi sa che la crisi economica, creata ad arte per intascarsi altri soldi e altro potere, la vogliono far pagare ai cittadini inermi, ai lavoratori, al territorio, all’ambiente, spacciandoci come progresso ed investimenti necessari le Grandi Opere Inutili.
Una cosa certa: io, a titolo personale, non accetto il troppo facile populismo di alcuni per cui tutti i sindacati e tutti i sindacalisti fanno solo i loro porci comodi e i loro porci interessi per accumulare potere. In questo momento indebolire ulteriormente la forza di tutti i sindacalisti in generale, penso ovviamente a quelli per bene e quindi indirettamente quella dei lavoratori sotto attacco dalla speculazione finanziaria e corporativa è una follia. Non parlo di unità sindacale perchè farebbe ridere, ma di un moVimento che offra una sponda politica chiara e decisa ai cittadini di una Repubblica, ad oggi ancora fondata sul lavoro.
Piuttosto, ragioniamo di miglioramenti della rappresentanza sindacale. Ad esempio estendere anche per loro “il massimo due mandati, 10 anni” per poi tornare a lavorare? Far sì che lavoratori e cittadini abbiano peso sulle decisioni in base a quanto quelle stesse impattino sulla loro vita (es. i no al referendum dei lavoratori alla catena di montaggio dovevano pesare di più dei sì degli amministrativi) sul modello della Parecon?
Certo, è molto più facile stare a casa, e pontificare dalla tastiera: chi non rischia, non sbaglia. Occhio che però è proprio quello che vogliono i media: far sì che noi non prendiamo posizioni sulle giuste cause per paura di essere confusi con l’opposizione. Ma il mondo reale è fatto di lavoratori ed un movimento politico che si candida a guidare il paese, non può non prendere posizione per paura dei media.
E finiamola poi con il mantra dei dipendenti che si mettono in malattia per un raffreddore, io ho fatto il medico fiscale e dietro (oltre a una piccola percentuale che se ne approfitta) ci sono spesso problemi psicologici originanti proprio dal lavoro e situazioni al limite del mobbing. Provino lorsignori a fare un lavoro degradante o fisicamente/psicologicamente impattante per 40 anni. E’ più facile parlare a 30 anni, con un lavoro che è anche una passione, senza vincoli di orari o di presenza. E ancora: perchè dovremmo far passare l’idea che dobbiamo lavorare tutta una vita, 12 ore al giorno per soddisfare dei bisogni indotti? La decrescita, la demercificazione del reale, la decolonizzazione dell’immaginario non ci dicono che dobbiamo ridurre, reimparare, rallentare, ristrutturare, riorganizzare, riprogettare, rimettere in comune?
Serve non una nuova classe dirigente, ma un paese libero dalle Spa di banchieri che impongono come e quanto devono lavorare i nostri concittadini e quante tasse devono pagare, con imprenditori e politici. Ma un paese in cui siano i cittadini a dettare le regole di un’impresa privata che non solo non deve andare contro l’interesse pubblico ma neanche contro l’interesse dei beni comuni e del benessere diffuso.
Perchè la crisi economica è un’invenzione, un prodotto finanziario per espropriare ulteriori pezzi di sovranità, di libertà e di democrazia. La vera crisi è una crisi di risorse, ecologica, e quando arriverà in piena anche in Occidente, ci sarà da piangere per tutti: perchè i soldi non si mangiano, nè si bevono. Se non si è capito questo, siamo messi male.

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6 Commenti

  1. Ciao,
    ieri ho partecipato al corteo (CGIL) insieme ai NoTav e devo ammettere che avevo intepretato eronea la scelta (del Mov5Stellel e prima di USB e Cobas) di non essere presenti, seppur con tutte le divergenze e i distinguo al corteo della CGIL.
    Con il senno di poi, dopo i fatti accaduti in pzza S.Carlo a fine corteo ritengo invece sia stata una scelta più che mai opportuna.
    La CGIL ieri ha dimostato per l’ennesima volta di essere un sindacato democratico e pronto ad ascoltare, ad accettare compromessi e dialogare con chi si trova su posizioni molto distanti … quando deve trattatare con Governo ed industriali, si dimostra sordo, intollerante, incapace di dialogare quando si trova davanti ad un movimento popolare (al quale partecipano anche molti suoi iscritti a cominciare dalla FIOM).
    Alla prossima manifestazione il movimento NoTav dovrà tenerne conto e magari deciderà di partecipare solo… (visto che ieri la presenza NoTav era ben nutrita in entrambi i cortei) ai cortei organizzati dai sindacati di base togliendo la possibilità alla CIGL di farsi “bella” con le forze del movimento.
    Per i migliramenti della rappresentanza sindacale possiamo discuterne, sempre che, approvato l’art 8, ci sia ancora in futuro la possibilità e la necessità di avere dei sindacati nazionali 🙁

  2. il MoVimento deve avere il coraggio delle PROPRIE IDEE, e portarle avanti con decisione a prescindere da quello che fanno, spesso in malafede, i partiti e gli esponenti delle cricche… vorrà dire che se qualche volta diremo le stesse cose di altri (ma di solito le abbiamo dette prima!) per quella volta le avremo dette in due.. sulla difesa dei DIRITTI spero che il MoVimento sia compatto, altrimenti devo aver sbagliato qualcosa io…
    Cetrto, qualche nota stonata da parte di qualche dirigente locale si è sentita: gente che vorrebbe tornare alla servitù della gleba.. per fare gli interessi di CHI? ci vorrà più attenzione nello scegliere i nostri rappresentanti\dipendenti pro-tempore…

  3. Come lavoratrice della funzione pubblica “indignata, sfruttata, prosciugata, offesa”, e come attivita del Movimento, ho sentito la necessità di scendere in piazza per dimostrare, e dare il mio sostegno all’unica iniziativa nazionale intrapresa contro la manovra e contro un governo che sotto l’alibi della crisi sta annullando diritti conquistati con lotte e sacrifici! Ritengo il lavoro, al pari di Davide, un anello importante, se non il più importante, della vita civile, sul quale i poteri forti contano per “giostrare” i loro obiettivi…per controllare e tenere al giogo giovani precari, per creare una generazione che cresce con il “latte della paura”, dell’incognita sul domani. Non a caso hanno cominciano a ledere e rosicchiare pezzi di dignità e di libertà prima di tutto nell’ambito lavorativo e prima ancora nell’ambito lavorativo pubblico…(sanno di avere l’opinione generale a favore!) Quando il pubblico è servito….il gioco è fatto…ecco che passano al privato!..
    Un invito ad una maggiore prudenza e attenzione allora a chi “spara” ancora una volta sul lavoratore pubblico…. è da sempre la cavia, sottopagata e vilipesa, di manovre che interesseranno poi l’intera

  4. Bravo Bono, cazzo!
    Chi c’è c’è, e chi non c’è non c’è.
    Ma chi non c’era non ha diritto di giudicare chi c’era.
    Scendere in piazza è ormai la Resistenza degli anni 2000. Delegare e non partecipare è oramai la cosa peggiore che il popolo possa fare.

  5. voglio anch’io la tua maglietta, è bellissima.
    Sono molto contenta di essere rappresentata da te in regione.
    Domani a Roma dobbiamo fare il botto
    sempre MS5

  6. Complimenti Davide, così si parla, chiaro, schietto, deciso, non come quei vecchi arnesi che ora a Roma ci stanno dissanguando!! Nel M5S vedo freschezza, novità, umanità, insomma un vero futuro… che meraviglia!

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