Di Fabrizio Biolè
La scorsa settimana le donne torinesi, supportate in entrambi i casi da compagni, fratelli e amici uomini, sono scese in piazza due volte per dire che l’Italia non è una Repubblica basata sulla prostituzione.
Il 25 gennaio in Piazza Castello una delegazione del gruppo “Donne che si ribellano” ha voluto, con cartelli appuntati al petto, ribadire che le donne non sono una merce che si compra e si vende.
Il giorno dopo, 26 gennaio, a Porta Nuova, si è assiepato un gruppo silenzioso di più di trecento persone, autoconvocatesi su internet anche tramite Facebook, per la maggior parte donne, vestite di nero con occhiali scuri e rossetto in evidenza, per un ” flash mob”, un momento di rappresentazione dimostrativa.
Ad un dato segnale scandito dall’accensione di un cd di musica dance si è iniziato a ballare esibendo cartelli contro la prostituzione, intesa soprattutto come modo di scalare velocemente la politica senza concreta militanza e si sono richieste a gran voce le dimissioni di chi simbolicamente e sostanzialmente rappresenta il pappone politico per antonomasia: Silvio Berlusconi.
Con forza, ragazze, mamme, nonne in questi giorni hanno urlato che l’Italia, come dall’articolo primo della Costituzione, è una nazione fondata sul lavoro di tanti uomini e donne e che se la prostituzione viene indotta diventa un reato che va punito, con una ragionevole certezza della pena.
Noi del MoVimento 5 Stelle eravamo lì in tutte e due le occasioni, uomini e donne, perché le vicende penose di questi giorni, con le loro pagine di intercettazioni boccaccesche, se in un primo momento ci infastidiscono e ci fanno vergognare dei nostri politici, sono ancor più aberranti per l’immagine distorta che danno della donna italiana e per lo specchietto per le allodole che rappresentano in senso mediatico.
Il berlusconismo, creato da questa destra e tenuto in vita da questa sinistra, si sta rivelando anche questo: un estremo svilimento della donna che diventa un oggetto ” usa e getta”, anche lei prodotto commerciale di utilizzo immediato, che comprando puoi usare e abusare materialmente e mediaticamente.
Molti hanno deciso per palesare la protesta, di sostituire simbolicamente la propria
immagine profilo sui social network con quella di una donna famosa perché di donne
intelligenti, istruite e importanti, Torino e l’Italia intera ne sono piene.
Noi abbiamo deciso di non cambiarlo per poter rappresentare tutti i cittadini comuni: da un lato persone (soprattutto donne) che rinunciano alla carriera per la famiglia, che combattono ogni giorno perché venga loro riconosciuta dignità anche se non portano a casa lo stipendio, che lavorano tantissimo e senza i contributi previdenziali, che si inventano e fanno mille lavori, che non si possono ammalare e non possono essere stanche e dall’altro lato cittadini che hanno deciso di mettersi in gioco, di riprendersi in mano la propria vita: le scelte di ogni giorno e la politica che le governa, per giungere a una nuova oculata gestione del beni comuni, consapevoli dell’ottusa obsolescenza di una società basata sui consumi.
Per loro Berlusconi, con tutta la sua corte bipartisan, è solo un gran pagliaccio, uno tra i tanti, i suoi festini immondizia, l’informazione a lui prona, nel bene e nel male, una distorsione della realtà il cui unico scopo deve essere l’appetibilità mediatica. In quest’ottica apprezziamo la presa di coscienza e la proteste di questi giorni tenutesi a Torino e in tutto il nostro paese contro la mercificazione politica e mediatica del corpo femminile, perché rappresenta, in un maniera che solletica le pulsioni più istintive, l’ultimo aspetto di quello che decenni di prima e seconda repubblica hanno trasformato in un atto di continua prostituzione.
Dapprima la compravendita di favori politici, di appalti, di voti, in seguito la compravendita dei nostri beni essenziali: il suolo, l’aria, l’acqua. Nelle recenti cronache ha tenuto poi banco la compravendita dei parlamentari ed infine la mercificazione del corpo femminile, che diventa merce di scambio e simbolo distorto della società italiana.
Una società fondata sui consumi non poteva che alimentare una politica basata sui soldi: uno stuolo di comuni che sono diventati società in cui si lucra sui servizi ai cittadini, indebitando le casse pubbliche; una realtà di miopi amministratori che si trovano costretti ad investire gran parte delle risorse nel settore sanitario per curare danni che il mantra della crescita del PIL ha indotto rendendo la nostra aria e la nostra acqua pesantemente inquinate: città intasate dalle automobili, cumuli di rifiuti derivati da un consumo non consapevole inceneriti in inquinanti forni finanziati con risorse pubbliche, intere porzioni di territorio ricoperte da cemento o contaminate da scarti industriali, che inevitabilmente trovano la via per le falde acquifere.
PS: proprio di soldi e politica, o meglio di buona politica fatta con le risorse essenziali, di ragionevoli proposte di riduzione degli stipendi consiliari e di sprechi perpetrati ai danni della casse pubbliche si parlerà nel tour “Fuori i soldi dalla politica”. Si inizia domani 2 febbraio a Sant’Ambrogio, presso la Sala Consiliare in Piazza XXV Aprile 4 (ore 21,00). Presenteremo la nostra petizione per la riduzione dei costi della politica. Per le altre date potete consultare il calendario eventi su questo sito.


Se una parte degli italiani incomincia a svegliarsi ̮̬ un buon segno!!! Bisogna avere il coraggio di insistere. Chi ritiene che Berlusconi e tutta la sua mignottocrazÃÆÃ¬a abbiamo superato ogni limite di sopportazione, puÃÆÃ² venire ad ARCORE (sÃÆÃ¬, proprio dove il nostro baldo premier fa il BUNGA-BUNGA) DOMENICA 6 FEBBRAIO ALLE ORE 14,00 dove il Popolo Viola ed altre associazioni chiederanno le dimissioni del nano-sultano. Chi vuole saperne di piÃÆÃ¹ si colleghi al sito del popolo viola-torino. PiÃÆÃ¹ ci siamo e meglio ̮̬!!!
…quasi…tutte dignitose e per bene! verrebbe da dire, visto che a molte fa comodo accantonare temporaneamente la dignitÃÆÃÂ per potersi riempire il portafoglio alla svelta, o riuscire ad ottenere un buon posto di lavoro, usando per tale scopo il proprio corpo, senza scrupoli e senza vergogna!
Personalmente non mi fa arrabbiare chi pratica il bunga bunga, invece di preoccuparsi dei problemi del paese ma la cosa che mi fa arrabbiare di piÃÆÃ¹ ̮̬ l’indifferenza del popolo italiano.
网友汪洋中的破船:昨晚开车去POP酒吧接女友回去,当时她出来感觉酒气蛮大的,一坐上副驾驶室,她给我来了个深深的吻,谁料我开车经过郭公山的时候,有交警检查,照平时的程序,警察叔叔让我吹了一口(经常在这让交警拦下测酒精浓度),结果是酒后驾车。 我没醉:哇!你女友是不是酒坛子呀,就一吻你成为酒后开车,若吻上个把小时是否会成为醉驾开车呀。 新男人传奇:谁叫你湿吻的! Zsmjqq:这也算酒后啊,倒霉的孩子!大家要引以为戒啊,女孩子不是这么好吻的。 Try_258:开车不接吻,接吻不开车! 铁与小:胡说,哪有这么夸张的。几年前,我在温州喝酒,喝了双鹿五瓶小的,给警察查到,吹了以后,也只有0.233,刚好上线。 Ixk518:酒不醉人,人自醉。 网逝如风:楼主女友在POP喝的是二锅头吧。 马甲鉴定仪:大不了去验血。 Lxz860824:这有什么关系啊,身正不怕影子斜,主动和交警说去验血液。 此帖一发,迅速成为温州论坛上的焦点,昨天早上八点多发出来,到晚上10点半,光是回帖已经有120多个了。网友们纷纷被“雷”到,都在猜测楼主的女友到底喝了什么酒,“杀伤力”如此之大。 记者也联系了温州交警支队机动大队。对于接吻会被查出酒驾一说,该大队相关负责人表示,这倒也真还是第一次听说。 据这位负责人说,前天晚上,温州交警支队机动大队的确在郭公山一带进行酒驾检查,当时至少查到了10几起,被查到的每位司机都向交警承认自己喝过酒。在他们的印象中,没有一位被查到的司机对检查结果提出异议。 该负责人说,如果在现场司机对测试的结果有异议,可以拒绝在有关文书上签字,并可以要求做进一步的血液检测。 后来,christian louboutin線上購物,发帖的“汪洋中的破船”又回了一个帖,他进一步说“后来事情是没事了,至于怎么解决的,不方便告之,总之很郁闷这样也能测到。” 不过,这个小小的风波,正应了另外一位网友说的那样:开车少碰酒,碰酒不开车。 本报驻温州记者 孙燕
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