sabato, Aprile 18, 2026

T’AVveleno la democrazia


Di Davide Bono e Marco Scibona
Della questione TAV, treni ad alta velocità, si parla dagli anni ’80 con la progettazione e realizzazione della linea AV Milano-Napoli e poi della Torino-Milano, avendo scatenato gli appetiti dei politici, imprenditori e mafiosi di mezza Italia a banchettare di soldi pubblici in opere che fanno girare miliardi di euro con un “netto” di 5-6 volte la spesa al km degli altri paesi “civili”. Dal 1989 è nato un gruppo in Valsusa che si oppone alla realizzazione dell’opera TAV Torino-Lione, comprendente un tunnel di una 50ina di km in montagne amiantifere e radioattive. Cittadini liberi ed indipendenti si sono messi a studiare migliaia di documenti e studi, analisi, diventando essi stessi tecnici in grado di sbugiardare le professioni di fede di politici e loro prezzolati.


Grazie a loro, chiunque voglia chiudere la televisione e i giornali di parte, può apprendere come e perchè questa operazione “fondamentale per lo sviluppo” (prima destinata al trasporto passeggeri poi, vista l’impossibilità a rendere credibile un’opera senza domanda, passata al traffico merci che pure non sta meglio) sia più che altro indispensabile per le tasche di qualcuno e che questo “qualcuno” stia da decenni forzando le leggi e le istituzioni perchè si faccia l’opera ed in fretta.
Tale deduzione deriva non dalla bieca ideologia radical-estrem-anarco-insurrezional-ambientalista, come viene dichiarato ogni piè sospinto dalla nostra stampa “libera”, ma dai dati forniti da chi l’opera la subirà suo malgrado (RFI) e da studi di organismi indipendenti. Questa linea non serve e non servirà mai, stando ai dati degli ultimi decenni che vedono una flessione intorno al 50% del traffico merci che ogni anno passa dalla Valsusa sia su ferro che su gomma e soprattutto non serve e non è economico portare le merci a 160 km/h se queste prima hanno dovuto aspettare per ore o giorni il riempimento del convoglio, rendendo quasi sempre preferibile il più flessibile trasporto su gomma, anche dal punto di vista energetico-ambientale secondo lo studio del dott. Federici (il TAV peggiora i dati di emissione per il trasporto merci e non migliora quello dei passeggeri su gomma). Traffico su gomma che tra l’altro in Italia è fortemente in mano ai “padroncini” (tutti ricordano l’effetto dello sciopero dei camionisti per il caro carburanti del 2008): in Europa il traffico merci su ferro è intorno al 18%, in Italia non va oltre al 12% e per questo si sta al contempo raddoppiando, sempre in Valsusa, il traforo del Frejus, secondo il massimo della coerenza e della comprensione della dinamica della crisi mondiale dei nostri politicanti.
Sottolineiamo che la mancata costruzione della Nuova Linea Torino Lione non isolerà il Piemonte e l’Italia rispetto all’Europa, litania che i lobbysti e loro marionette politiche usano, considerando che esistono già in valle una linea ferroviaria internazionale, un’autostrada ed un traforo autostradale che ci collegano con la Francia e che oltre alla flessione del traffico merci descritta poc’anzi, anche sul fronte passeggeri il calo di richiesta è notevole, talmente esiguo che nel corso degli anni delle 8 coppie di TGV che transitavano in Valle verso Torino ne è rimasta una e che, per chi non volesse crederci, passando nei pressi di Torino Porta Nuova la sera di Venerdì e Domenica alle 19.05 oppure alle 12.40 di Sabato e Lunedì scoprirebbe che alcune delle corse soppresse sono state sostituite con il meglio dimensionato bus che collega le due città. Non solo, la direttrice merci si sta spostando in direzione nord-sud (il cosidetto corrodoio 24 o Genova-Rotterdam con i trafori svizzeri) e Portogallo e Slovenia si stanno tirando fuori dal corridoio 5 che collegherebbe appunto Lisbona a Kiev passando dalla Val Susa. Sì, per i politicanti i territori sono corridoi di transito e/o piattaforme logistiche un po’ come in un grande Risiko, e le nostre case sudate coi risparmi di una vita, birilli da abbattere.
Tra l’altro opera andrebbe progettata col consenso di tutte le comunità locali, come richiesto dal Parlamento Europeo al fine di ottenere il finanziamento che coprirebbe per circa un ventesimo il costo totale dell’opera (20 miliardi di euro, il costo dell’ultima finanziaria lacrime e sangue). Quando nel 2005 l’Europa “tirò le orecchie” al governo Italiano per non aver condiviso l’opera con le popolazioni locali, dopo le botte di Venaus, si istituì in fretta e furia l’Osservatorio Tecnico con a capo Vaselin-Virano, dove vennero chiamati al confronto i rappresentanti politici locali, tra cui la Comunità Montana, recentemente caduta in mano al coordinamento della liste civiche e di esponenti di centro-sinistra contrari all’opera e quindi non più degna di rappresentare le comunità locali a Roma. Ora, in seguito alla pubblicazione del progetto per la parte internazionale, le comunità locali stanno raccogliendo di nuovo l’appoggio di quasi tutti i sindaci dei comuni attraversati dall’opera, totalizzando più di venti delibere comunali di contrarietà all’opera. Vista questa mobilitazione si sta pensando di estromettere di nuovo le amministrazioni (e di conseguenza le popolazioni) locali dai tavoli istituzionali in cui si discute dell’opera, ma sembra che l’Europa non stia gradendo. L’inutilità di tali tavoli è quindi svelata al mondo, essendo stati istituiti per valutare il se ed eventualmente il come, senza mai mettere in discussione l’intero progetto, per ‘il minor danno possibile’. Danni ed inutilità dell’opera peraltro già contenuti anche nei Quaderni redatti dallo stesso Osservatorio ma mai presi in considerazione dai “decisori politici”.
Il ruolo del MoVimento 5 Stelle, da sempre contrario all’opera e allo sperpero di soldi pubblici, che dalla Valsusa ha preso fino a oltre il 30% dei voti, è divulgare sia dentro che fuori dal Palazzo della Regione la realtà della situazione, mettendo a disposizione del movimento No Tav il proprio ruolo istituzionale per l’accesso agli atti, atti ispettivi e presidio degli incontri istituzionali. Ad esempio, in risposta ad una nostra recente interrogazione circa il rientro in legge obiettivo (dl 443/01) della Nuova Linea Torino Lione abbiamo avuto risposta, dopo quasi 100 giorni di attesa, con un sintetico riferimento ad un allegato al DPEF 2010-2013 (scaricabile all’indirizzo http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/dpef2010_2013/allegato_infrastrutture.pdf per la bellezza di più di 160 Mb) in cui nè noi nè i No Tav hanno rinvenuto precisi riferimenti al detto reinserimento, al contrario solo riferimenti negativi riguardo l’appartenenza a tale legge del progetto (a titolo di esempio citiamo le note di pagina 75, 84, 90 e 130).
Ricontrolleremo comunque le 426 pagine del documento ufficiale in quanto, non già per fiducia nei politici ma nei competenti uffici regionali, ci parrebbe strano un errore così plateale. Altre
interrogazioni aspettano risposte.Nel frattempo, chi avesse voglia di visitare il blog http://www.lavallecheresiste.blogspot.com/ scoprirebbe che le Viranodixit “al massimo sette case” investite dall’opera anzi ricettori sono “leggermente” di più di quel che si favoleggia, e non solo civili abitazioni ma anche strutture a cui sottendono svariate centinaia di posti di lavoro che farebbero assestare in negativo la conta dei posti di lavoro che l’opera porterebbe. Sabato 9 Ottobre parteciperemo (e vi invitiamo a fare altrettanto) alla marcia che partirà da Vaie alle 14.30 per arrivare a Sant’Ambrogio intorno alle 17.00 per ribadire un fermo NO come italiani allo sperpero di denaro pubblico. Per scaricare il volantino: A4 TAV 2010definitivo.pdf
Ps: tutti i dati citati e molti altri possono essere facilmente reperiti in rete nei tantissimi siti che trattano l’argomento, uno su tutti http://www.ambientevalsusa.it/
PPs: sul Forum di Piemonte 5 Stelle è possibile discutere tutte le proposte di legge in calendario al Consiglio Regionale del Piemonte, e partecipare alle attività del MoVimento.

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11 Commenti

  1. bravi ragazzi..state svolgendo un ruolo importantissimo per il futuro di tutti.
    Andate avanti cosi e state tranquilli che c’è sempre più gente che condivide il vostro modo di fare politica-
    Speriamo solo che sempre più persone si rendano conto del marciume in cui ci troviamo e che si uniscano alle varie lotte-
    Ciao a tutti

  2. Mi sembra più una risposta da ignorante. Possibile che non sappia che il documento indicato dica l’esatto opposto di quello che vienie comunicato a tutta la giunta?
    Insomma, non rientra nella legge obiettivo mentre invece viene fatto credere l’esatto contrario.
    E’ proprio vero che la politica è fatta solo di parole, ma “campate in aria”…

  3. So che corro il rischio di apparire un provocatore ma vorrei porre sul tavolo alcune considerazioni.
    Parto dal presupposto che la portata e le ricadute di opere del genere si valutano a distanza di svariati decenni (per non dire di secoli), tempo in cui anche Nostradamus sbaglierebbe previsioni ma soprattutto tre quarti dei partecipanti al dibattito odierno non sarà più di questo mondo.
    Personalmente (ho abitato vicino alla stazione di Collegno per vent’anni quindi so cosa dico) non sono contrario pregiudizialmente a una linea “di scorrimento” pero a quel punto pretenderei che la vecchia linea venga trasformata in una sorta di “metropolitana” a lungo percorso accompagnata da una serie di provvedimenti che riducano drasticamente le circolazione privata tra un comune e l’altro.

  4. Già, la legge obiettivo.
    Quando in Francia ci sono state proteste contro la TAV, il governo per correre ai ripari ha subito promulgato una legge per favorire la democrazia partecipata, chiamata “dibattito pubblico”. Semplificando al massimo, per ogni “grande opera” c’è obbligo di consultazione della popolazione con capillare informazione di “tutte” le posizioni al riguardo.
    In Italia il governo ha invece fatto la legge obiettivo, centralizzando tutte le decisioni ed esautorando gli amministratori locali.
    Bella pagina di democrazia.

  5. Negli altri paesi le opere si fanno per il bene della collettività mentre quì da noi si fanno solo per il bene di poche persone che si arricchiscono a danno della comunità indipendentemente dalla loro effettiva utilità. Grazie ancora per quello che fate.

  6. Negli altri paesi le grandi opere si fanno per il benessere della collettività, quì in Italia invece si fanno solo pere arricchire i soliti noti.

  7. NO TAV!!!!anzichè spendere tutti questi soldi(naturalmente nostri,e chissà perchè il triplo del tratto francese),perchè non modificano la linea che c’è già e che è sfruttata al 30%(Torino-Modane)?.
    Comunque dobbiamo tenere duro,questa TAV non si deve fare!!!!Stanno facendo degli studi(sempre con i nostri soldi) su un opera che non ha senso!!!
    Mafiosi,speculatori vari,parenti di politici che hanno imprese edili ecc..,sono già pronti a mettere le mani sopra questi soldi!!!
    Purtoppo moriranno delle persone,perchè sotto quelle montagne,non sanno bene che cosa c’è!!
    Dobbiamo batterci per quelle persone che lavoreranno su quell’opera e saranno in continuo pericolo!!!
    NON MOLLIAMO!!!

  8. non voglio fare il provocatore…vorrei soltanto cercare di capire. Perchè bollate come inutile quest’opera? Mi sembra di sentire le vecchie critiche rivolte all’autostrada della val di susa, che era inutile, non se ne sentiva la necessità, deturpava l’ambiente in modo inaccettabile, ecc…. Oggi NESSUNO in val di susa e limitrofi si sognerebbe di tornare come prima… Ribadisco che gradirei provocare soltanto una discussione civile prontissimo come sono a cambiare opinione. grazie

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