Di Fabrizio Biolè
Si sa: il carcere è un mondo a sé, poco conosciuto. Ogni tanto qualche appello disperato riguardo il sovraffollamento di questa o di quella struttura rompe il silenzio, ma si tratta quasi sempre di un fuoco di paglia.
Il MoVimento 5 Stelle ha avuto la possibilità, grazie alla splendida iniziativa promossa ogni anno dal Partito Radicale, di verificare una realtà carceraria del territorio piemontese: la casa circondariale di Cerialdo, nel comune di Cuneo.
E’ importante premettere che Comandante e poliziotti penitenziari, pur lamentando i disagi che riportiamo in questo resoconto, ci hanno descritto la struttura in cui operano come piuttosto equilibrata rispetto a realtà riscontrate in altre città . A conferma di questo fatto, ci è stato possibile visitare una nuova ala che sarà operativa dal prossimo autunno, investimento effettuato con la consapevolezza di andare a integrare un carcere già comunque relativamente ben funzionante.
Note positive vengono dall’occupazione di diversi detenuti, che svolgono, a rotazione, mansioni di manutenzione dell’edificio e del giardino, due sono in semilibertà e lavorano quindi all’esterno del carcere e 5 fruiscono dell’articolo 21.
Ma non mancano purtroppo le note dolenti. Il carcere, diviso in tre sezioni, presenta attualmente un discreto sovraffollamento: i detenuti sono 286 con una capienza di 234 e, a causa di una recente sentenza europea, che prevede una superficie pro capite minima di tre metri quadrati, il numero di posti disponibili dovrebbe salire a 338. Tutto questo senza aumento di superficie.
Passando alle professionalità presenti all’interno della struttura, si nota come siano carenti la parte educativa e quella sanitaria: gli psicologi che lavorano all’interno della struttura sono due, ma con un totale mensile di misere 31 ore di operatività e, riguardo le figure educative in senso stretto, a fronte di una assegnazione di tre professionisti, in questo momento non ne è presente nemmeno uno in pianta organica. La struttura può usufruire solamente di una figura part-time la cui acquisizione è avvenuta grazie ad un progetto regionale.
Dopo la riforma del 2008 che ha trasferito la gestione del settore sanitario dal Ministero di Grazia e Giustizia al Ministero della Salute, sono venute a mancare alcune convenzioni rispetto alla presenza di figure professionali specifiche quali l’otorino o l’oculista. Questo comporta molti disagi di carattere logistico, per esempio, se si pensa che per la traduzione in una struttura sanitaria di un detenuto sottoposto a regime duro (il cosiddetto 41bis) sono necessari come minimo sei agenti di polizia penitenziaria, che devono quindi lasciare momentaneamente scoperte altre mansioni all’interno della struttura.
Gli stessi agenti di polizia penitenziaria sono presenti in numero molto ridotto rispetto alle necessità , soprattutto non è presente alcun turnover a seguito dei costanti pensionamenti.
Ma quello che preoccupa di più la Comandante è che, con l’apertura del nuovo braccio, che avrà una capienza di circa trecento posti, ancora non si sono visti a livello ministeriale programmi di trasferimento o nuove assunzioni. Purtroppo i recenti tagli si fanno sentire anche nella realtà carceraria, con grandi disagi.
Fortunatamente le idee e i nuovi progetti per la popolazione carceraria di Cerialdo non mancano: già in atto quello relativo alla produzione in serra, è in fase di definizione un progetto culturale che trovi la sua realizzazione nella sala teatro.
Molto interessante l’ultima idea che la Comandante ci presenta: un corso-laboratorio da realizzarsi in collaborazione con l’Istituto Alberghiero di Mondovì proprio grazie all’ampiezza e alla disposizione della nuova cucina presente nell’ala in fase di ultimazione, che permetterebbe lo svolgimento di un’attività di sicuro riscontro in termini di occupazione e soddisfazione personale per i detenuti e in più formerebbe operatori del settore adatti all’inserimento nel mondo del lavoro a fine pena.
Lodevole l’iniziativa dei Radicali, sempre attenti alla realtà carceraria, che ringrazio per averci offerto questa interessante opportunità .
Fabrizio Biolé – Consigliere Regionale MoVimento 5 Stelle – dipendente dei cittadini
P.s.: E’ giunta nella calura del ferragosto la notizia che, tra i più di duecento rappresentanti dei cittadini, anche il senatore Dell’Utri ha partecipato all’iniziativa radicale, visitando la casa circondariale di Como.
Pare, dalle recenti notizie che giungono a proposito del suo tour “culturale” di presentazione dei diari mussoliniani, che non sia stato trattenuto all’interno del Bassone più del tempo necessario alla visita…

