• venerdì , 7 Agosto 2020
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Paletta e secchiello, IDV alla fiera della coerenza

Il nostro emendamento all’articolato dell’assestamento di bilancio prevedeva l’innalzamento delle tariffe del diritto di escavazione dagli attuali 0,47 €/m3 a 1,38 €/m3 come rilevati nella cava di Ponzano Veneto nella civilissima e leghista Treviso, per porre un freno, nell’attesa di un piano regionale cave, al fenomeno devastante della cavazione. 

Attesissima la bocciatura anche perché la maggioranza non ha fatto passare nessun emendamento testuale della minoranza (al massimo qualche aggiustamento alle singole voci di spesa) ma interessante il dibattito in Aula. 



Taricco del PD si è detto “dispiaciuto”, Boeti e Ronzani del PD hanno votato a favore (! Cosiccome Lupi dei Verdi Verdi e Artesio di Federazione della Sinistra) e Pedrale, capogruppo del PDL e vercellese, a microfoni spenti si è detto interessato a risolvere la questione che tocca proprio il suo territorio, scrivendo il piano e prevedendo l’utilizzo anche di materiale lapideo dall’alveo dei fiumi a valle e il riciclo dei materiali di risulta dalle demolizioni. Staremo a vedere, verba volant, ma ora sono scritti nero su bianco.
E’ necessario muoversi con urgenza perché il nostro territorio piemontese, sotto pesante attacco della lobby del tondino e del cemento e dei loro burattini politici da decenni, rischia di non risollevarsi più. Di imprenditori come il fu Olivetti non se ne vede più traccia alcuna. Ora abbiamo le cooperative rosse, granaio di voti e consensi della sinistra, poi i grandi gruppo come Impregilo, i Gavio, Ligresti, Franco Costruzioni Real Estate, DeGa, Rosso Costruzioni che si contendono gli ultimi pezzi edificabili di un territorio devastato dal cemento e dall’inquinamento, in una Pianura Padana sempre più camera a gas e sempre meno verde Padania. 
Corollario alla cementificazione selvaggia è l’altrattanto deregolata (o sregolata) cavazione. Appena si trova un terreno ghiaioso-sabbioso, ad esempio nelle valli di origine glaciale o di origine fluviale, arrivano in massa le aziende cavatrici (spesso riconducibili agli stessi gruppi costruttori a cui rivendono a buon prezzo il materiale cavato nel più italico dei conflitti di interesse) che pietiscono concessioni ai comuni o alle province facendo leva sui loro indebitamenti, ottenendo sempre nuove concessioni ed allargamenti a prezzi irrisori: 0,45 (ora 0,47) €/m3 di materiale estratto. Gli stessi buchi creati divengono magicamente ottimi posti dove gettare rifiuti (si spera solamente urbani ed assimilati ma siamo in Italia…) di province come Vercelli totalmente inadempienti, per cui il proprietario degli stessi (che spesso con la sua holding ha anche partecipazioni in una multiutility che gestisce rifiuti) riceve fino a 100€/ton, chiudendo così il ciclo tecno-antropico nella peggiore delle vie Gluck: là dove c’erano meleti e prati rigogliosi ora ci sono stormi di tafani sopra distese di immondizia coperte da teli grigi e copertoni esausti. 
Non ultimo, i pochi residenti (privati e piccole aziende) che resistono e non vogliono cedere i loro terreni ai cavatori o agli speculatori (che comprano i terreni a basso prezzo per poi farli fruttare nel ciclo cave-discariche) vengono letteralmente accerchiati dall’ “effetto groviera” finendo quindi per fuggire a gambe levate rendendo così una zona già economicamente depressa per via della crisi una specie di terra fantasma in cui si aggirano solo polverosi camion di ditte lombarde. 
In tutto questo l’attività di controllo e programmazione della Regione dov’è? Lontana, limitandosi ad aggiornare ogni due anni agli indici Istat il corrispettivo bassissimo delle tariffe del diritto di escavazione. La Giunta Cota ha recentemente innalzato a 0,47 € (da 0,45 €) dopo che nel 2007 la Giunta Bresso aveva tentato di portarlo a 0,75 €/m3, poi prontamente abbassato dietro pesanti attacchi lobbistici a 0,45 €: così si intuisce tra le fila del discorso del consigliere del PD Taricco e così ci fa capire il consigliere dell’IDV, Buquicchio. Quest’ultimo nonostante un viaggio nel territorio delle cave vercellesi nella precedente legislatura in cui aveva promesso fuoco e fiamme per impedire un ulteriore peggioramento della situazione, ora tenta di giustificare la basse tariffe con la garanzia dell‘occupazione!! Spregevole e fuori luogo: peccato per lui che girasse un video sulla rete di quelle promesse da cui abbiamo preso un estratto. I forti guadagni delle imprese edili derivano dalla speculazione e dal girare i capitali all’estero nei paradisi fiscali, oltre all’utilizzo di manodopera in nero, senza le minime tutele sindacali e di sicurezza, tant’è che i morti sono in aumento costante in percentuale alle ore di lavoro. Il lavoro diminuisce perché non c’è più nulla da costruire: le case e i capannoni sono sfitti e abbandonati, le opere viarie e ferroviarie necessarie sono state già eseguite e necessitano dell’ordinaria amministrazione e di una programmazione efficace ed efficiente del trasporto pubblico locale per il pendolarismo. Perché non investire invece nella realizzazione di un’autostrada digitale in fibra ottica che permetta di aumentare gli acquisti da casa, il telelavoro e di far girare più le informazioni e meno le persone e le merci, creando meno stress, meno ingorghi e meno inquinamento ambientale, acustico e visivo-olfattivo, liberando tempo e risorse per la crescita del benessere dei piemontesi?

Ps. Ogni anno eliminiamo solo in provincia di Torino 30.000 ton di plastica non riciclabile che potrebbe essere trasformata in sabbia sintetica con una piastra di trattamento a freddo (quindi a zero emissioni) con triturazione della stessa che invece vanno o in discarica o ad incenerimento. La stessa frazione residua (30%) a valle di un’ottima raccolta differenziata dei rifiuti urbani (provincia di Novara, Verbania, alcuni comuni dell’astigiano, Consorzio Chierese), epurata di ogni frazione organica e putrescibile ed ogni altra frazione recuperabile, potrebbe essere indirizzata ad uguale trattamento. Per questi materiali la Provincia di Torino in mano al PD si è detta non interessata in quanto sarebbero fuori mercato visti i troppi bassi costi di cavazione…

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