Di Davide Bono
Mercoledì 17 sono andato all’incontro presso la sede del Ministero dei Trasporti e della Infrastrutture del Comitato Tecnico-Urbanistico in relazione alle varianti al Piano Territoriale di Coordinamento-2 della PRovincia di Torino, quello che ci dovrebbe regalare, secondo le intenzioni unite di lobby economiche-casta-lobby del cemento, la linea TAV Torino-Lyon, la tangenziale est di Torino, il “wafer” di corso marche a 3 livelli, l’ampliamento del polo logistico di Orbassano, un inceneritore e mezzo ed altre amenità. Gran ciambellani della mattinata erano l’Assessore Regionale all’urbanistica ed ai lavori pubblici, Ugo Cavallera (al quarto mandato in Regione, di cui 8 anni come Assessore) e l’Arch. Paolo Foietta, Direttore Area Territorio Trasporti e Protezione Civile per la Provincia di Torino e presidente dell’Ato-rifiuti, deus ex machina della politica inceneritorista della Provincia.
A parte il siparietto dell’Ass. Cavallera, che dopo tanti anni passati in Regione a vedere sempre le stesse persone, non si ricorda nè come mi chiamo nè il nome del Gruppo Consiliare (ma si ricorda benissimo quelli di Carossa) – ma va benissimo così – si affrontano due varianti, una relativa ai Rischi di Incidenti Rilevanti (RIR), in cui si afferma che si farà un’analisi osservazionale degli impianti industriali a maggior rischio ambientale, senza prendere nessuna misura reale di cogenza cautelativa per le costruzioni a ridosso o per le falde a rischio di contaminazione (unico ad opporsi è l’Arch. Maria Teresa Roli, di Italia Nostra), come a dire che la programmazione in provincia è del tipo prendo atto della situazione e spero che non succeda nulla; la seconda, quella sulle cave che stanno infestando la provincia di Torino, oltre che quella di Vercelli, viene rimandata per approvare d’urgenza la variante sul RIR (sic!), visto che non c’è unanimità .
Per forza non c’è accordo, le cave non vanno regolamentate, se no finisce il business che permette da un lato di fare grosse buche nei terreni ghiaiosi a costi bassissimi (le concessioni con cui i Comuni concedono i diritti di “coltivazione delle cave”, una definizione che direi liricamente strafottente, sono irrisorie), per poi farne un ripristino ambientale a suon di tonnellate di rifiuti gettati dentro fino a colmare il buco. Le cave sono indispensabili alla logica dello sviluppo basato sul tondino ed il cemento di PDL, PDmenoL e soci, che gettano fiumi di soldi pubblici in un gigantesco ammortizzatore sociale complementare che cementifica il territorio con nuove strade, ponti, ospedali, capannoni, case, sempre fatte peggio, con sempre minor utilità (invece di ristrutturare l’esistente) per mantenere i consensi elettorali sul proprio territorio. Al contempo a tale logica è legata a doppia mandata quella del mondo usa e getta, dalle risorse e capacità autopulenti infinite, che induce falsi bisogni e produce merci inutili, non recuperabili, ricoperte di imballaggi che fanno aumentare i costi delle merci stesse. Tale logica porta alle discariche o agli ancora più pericolosi inceneritori.
Per verificare gli estremi di quanto sopra, siamo andati nel territorio a confine tra il biellese ed il vercellese, la terra del rifiuto, come recita un toccante documentario. Il territorio, un tempo un eden di meleti e altre piante da frutto, ora è un affastellarsi di buchi nella terra profondi fino a 40 m (uno ora è ricoperto da un laghetto di falda!!) e lunghi anche centinaia di metri, che vengono sistematicamente ricoperti di rifiuti per migliaia e migliaia di tonnellate, di materiali non stabilizzati, rifiuti tal quale, con gli inevitabili effetti collaterali quali miasmi, percolato tossico in falda, emissione di gas naturale libero a rischio esplosione, distruzione del tessuto sociale e lavorativo di tutta la zona che va da Cavaglià fino a Livorno Ferraris e oltre. E nessuna delle amministrazioni elette di destra o di sinistra sembra voler interrompre il massacro del territorio, tanto è che diversi cittadini si sono costituiti in un comitato Valle Dora appunto dal fiume che lì passa prima di sboccare nel Po nei pressi di Crescentino, e danno dura battaglia ai cavatori. Recentemente, sul modello valsusino, hanno partecipato alle elezioni comunali di Tronzano, vincendole.
Il video che vedete è stato girato dai Grilli Biellesi che insieme al Comitato Valle Dora ci hanno guidato nello “spazzatour” di questa terra che grida vendetta. Il MoVimento 5 stelle si impegna sin d’ora a presentare, di concerto con le parti interessate, una PdL che regolamenti a livello regionale le cave. Al contempo lavoreremo per scrivere un piano rifiuti regionale che contempli l’obiettivo Rifiuti Zero quanto prima, e non come quello della precedente legislatura che vìolava le leggi nazionali (65% di Raccolta Differenziata al 2012) e prevedeva due inceneritori.


Vivo a Valenza (Al) se volete vedere qualcosa di peggio, allora fatemi sapere..
Ciao Davide!
luca, vorrei poterlo non vedere, ma visto che c’̮̬…di che si tratta?