sabato, Aprile 18, 2026

Lettera aperta a Diego Novelli

Riceviamo e pubblichiamo
Caro Novelli, leggo quotidianamente Nuova Società e mi trovo in sintonia con la sua libera voce come con poche altre.
La qual cosa non mi impedisce oggi di dissentire totalmente dal contenuto dell’articolo Amici di Grillo, pensateci! perché in buona sostanza è nulla più del vecchio discorso del votare turandosi il naso. Ovvero proprio il discorso della scelta del male minore che ha condotto alla catastrofe il paese.


La barbarie non si può  contrastare cercando vie mediane come, per esempio, quando si rimorchiano gli ex alleati dei barbari (in Piemonte, perché altrove le alleanze perdurano), i bigotti amici di Cuffaro che promettono più privato ovunque, dalla sanità alla scuola.
Se non si offende sono io a parlare di “cecità politica”. Possibile che l’esperienza degli ultimi anni non insegni nulla? possibile chiudere gli occhi sul fatto che è anche la degenerazione di una sinistra di potere – sempre più apparato, sempre più autoreferenziale, sempre più comitato d’affari, sempre più all’inseguimento programmatico dell’avversario -  che ha spianato la strada a Berlusconi?
Una sinistra che senza lo shock di un’erosione di voti da parte di chi non è a destra non troverà mai la capacità o la volontà di rigenerarsi. Consolidando così le premesse perché la barbarie regni sovrana nei tempi a venire.
Quelle che ho espresso sono considerazioni generali, ma quotidianamente corroborate dalla riflessione su quello che avviene attorno a me, nel mio Canavese. Un territorio devastato non solo da imprenditori-finanzieri canaglia che hanno dissipato patrimoni frutto di creatività e fatiche generazionali, ma da una classe politica che non conosce precedenti per enormità di scempi ambientali e di sperperi di pubblico denaro. Una classe politica che ha vergognosamente alimentato grosse aspettative occupazionali (Mediapolis, Polo pubblico amministrativo di Loranzè, Silfab di Borgofranco) quando o ne mancavano del tutto le premesse o, peggio, quando essa stessa è stata corresponsabile del loro fallimento. Una classe politica che può bocciare, come avvenuto a Ivrea, per “direttiva superiore”, una delibera di iniziativa popolare contro un traforo immensamente costoso e immensamente inutile che porta in città un venefico traffico di attraversamento. Una classe politica che ha dato sostegno alla speculazione edilizia più sfacciata e devastante e che, in barba a piani paesaggistici evidentemente solo di facciata, continua a incoraggiare la realizzazione di immense aree commerciali quando il settore è già saturo o in profonda crisi.
Ecco, caro Novelli, se non fossi intenzionato a votare per la Lista 5 Stelle, il giorno delle votazioni resterei a casa, come tanti altri. In preda alla rabbia e alla frustrazione. Perché non avendo modo di scrivere sulla scheda i miei desiderata, il mio voto per Bresso alla fin fine incoraggerebbe proprio le scelte che più contrasto.
Con immutata stima
Pier Giuseppe Gillio  – Ivrea 18 marzo

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