giovedì, Luglio 29, 2021

Sinistra, Ecologia e Libertà: perchè Piemonte e Canavese così diversi dalla Puglia?

Come tanti ho accolto con piacere la notizia della strepitosa affermazione di Vendola alle primarie pugliesi. Grande successo di una nuova proposta alternativa alla politica sclerotica della sinistra di potere, della destra governativa e di un centro cuffariano che di volta in volta si candida con il miglior offerente.
Un possibile segnale positivo di un’altra forza politica, oltre al MoVimento 5 Stelle, in grado di rompere i vecchi schemi della casta grazie alla partecipazione popolare.


Eppure questi sentimenti si sono immediatamente raffreddati quando ho avuto notizia delle scelte elettorali operate in Piemonte dal movimento di Vendola. Infatti, come noto, il coordinamento piemontese di Sinistra, ecologia e libertà ha recentemente annunciato che correrà alle elezioni con il Partito Socialista in appoggio alla candidatura della Bresso.
Decisione che non ha mancato di suscitare immediate e scandalizzate reazioni di una base che non solo ha visto calare dall’alto le scelte dell’alleanza, ma che dovrebbe accettare il matrimonio con chi la pensa in modo addirittura opposto in materia di TAV, di nucleare, di inceneritori, di privatizzazione della sanità. E poi c’è la questione morale, tanto richiamata a livello nazionale, in clamoroso conflitto con le fedine penali di certi candidati socialisti.
Costernazione in Canavese, perché nella lista figurerebbe Luigi Ricca. Il nostro politico locale, attualmente assessore regionale, che non solo ha noti trascorsi con la legge per problemi di tangenti, ma che è sempre stato costantemente schierato con le più devastanti iniziative a danno dell’ambiente.
Basti ricordare la vicenda Mediapolis, ovvero la concessione di cementificare 800mila mq di suolo agricolo di pregio regalata ad una società che non ha mai offerto la minima garanzia di concreti risvolti a livello occupazionale (garanzie che la nostra attuale classe politica non si è nemmeno sognata di chiedere). Una società che dice di voler aprire tre nuovi grandi centri commerciali, con l’obiettivo di “farci vivere lo shopping come esperienza emotiva”, in epoca di forte recessione economica e di crescente chiusura di esercizi, dove l’esperienza emotiva più importante per molti sarebbe arrivare a fine mese! E di Mediapolis Ricca è stato fino a oggi il paladino più intransigente.
Come non ricordare poi l’emendamento scandaloso presentato da Ricca (in compagnia bipartisan con il PDLlino Gian Luca Vignale) al Consiglio regionale in sede di discussione della legge finanziaria 2009, emendamento che fece cadere il vincolo ad alta tutela dell’ecosistema acquatico del Chiusella (e dell’alto Sesia) a beneficio, a suo dire, della realizzazione di una centrale idroelettrica presso il ponte romanico di Fondo. Scelta talmente rovinosa che solo un anno più tardi, anche per pressione dei Sindaci, dei comitati di cittadini e dei movimenti ambientalisti, il Consiglio fu costretto a ripristinare il vincolo.
Si potrebbero menzionare molte altre vicende in cui Ricca ha assunto posizioni in totale antitesi con gli assunti programmatici di SEL, ma mi limiterò a ricordare un fatto recente. Nella riunione di maggioranza che precedette ad Ivrea la discussione della proposta di delibera popolare sottoscritta da 800 cittadini per lo studio delle alternative al traforo di Montenavale (altro inutile e costosissimo buco in una montagna), fu proprio Ricca a intervenire pesantemente per chiedere a una maggioranza diversamente orientata la bocciatura della richiesta. Non mancando di minacciare in caso contrario pesanti ritorsioni da parte della Regione che non avrebbe più concesso alla città finanziamenti precedentemente promessi.
Evidentemente, come ai vecchi tempi di Craxi, gli appalti di opere pubbliche per i socialisti (quantomeno in Canavese) vengono prima di ogni altra cosa. Anche quando le opere non servono o sono addirittura dannose.
Ho ricordato che nella casa piemontese di SEL ci sono in questi giorni fortissimi contrasti. Proprio per questo spero che gli scenari possano ancora cambiare. Diversamente, in futuro, la nuova formazione potrà essere soltanto ricordata come una suicida nella culla.
E questo è uno dei motivi per cui corriamo da soli. Esistono altre forze politiche in grado di sottrarsi alle vecchie logiche, in grado di cambiare realmente le regole del gioco? O sono solo fenomeni illusori, un gioco di specchi, un teatrino per riportare artificiosamente consensi a PD e PDL?

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