
Maggioranza spaccata sul divieto di caccia di domenica. Ieri in terza Commissione è andato in scena l’ennesimo duello tra Sel e Mdp da una parte e Pd dall’altra. In seguito al parere negativo della maggioranza su due emendamenti di M5S, Sel e Mdp, che chiedevano di introdurre il divieto, i consiglieri Grimaldi ed Ottria hanno abbandonato i lavori in Commissione facendo saltare il numero legale. E’ la dimostrazione di come su un tema importante la maggioranza regionale sia lacerata. Questa situazione rischia di far perdere tempo prezioso ai piemontesi che da anni attendono una nuova legge sulla caccia.Intanto in Commissione, nonostante gli scontri interni alla compagine di governo, sono stati approvati 4 emendamenti molto importanti del M5S. Abbiamo chiesto infatti di rispettare la sentenza della Corte Costituzionale n. 139 del 2017, che ha dichiarato illegittime cinque disposizioni varate dalla Regione Liguria.
Grazie al nostro intervento, per l’attuazione dei piani di controllo faunistico, le province e la Città metropolitana non si potranno avvalere dei cacciatori indicati dagli organismi di gestione, ma solo delle guardie venatorie e dei proprietari o conduttori dei fondi agricoli interessati (purché muniti di licenza per l’esercizio venatorio). Lo stesso varrà per le aree protette, dove il controllo delle specie della fauna selvatica sarà attuato solo dal personale dipendente del soggetto gestore dell’area protetta.
Giorgio Bertola, Consigliere regionale M5S Piemonte


Faccio notare semplicemente che il voler escludere i cacciatori dal controllo della fauna selvatica implica secondo l’ articolo 3 della Costituzione Italiana l’ esclusione anche dei proprietari dei fondi. Altrimenti si crea una evidente discriminazione sociale. L’ articolo 3 dice (in sintesi) che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di condizioni PERSONALI E SOCIALI” e che “E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Questo articolo rappresenta un principio FONDAMENTALE della Repubblica che e’ al di sopra della legge 157. Siccome la selvaggina e’ bene indisponibile dello Stato i proprietari o conduttori dei fondi non hanno alcun diritto o privilegio rispetto agli altri cacciatori. La licenza per uso venatorio abilita ESCLUSIVAMENTE all’ attività venatoria che inoltre e’ una mera attività sociale. Di sicuro in Italia. La licenza per uso venatorio non abilita a nessuna forma di controllo, neanche se coadiuvato da altri individui autorizzati. Evidentemente l’ articolo 19 della legge 157 viola un principio fondamentale della Costituzione! Solo un ignorante o una persona in malafede può affermare il contrario. Da un punto di vista pratico, per chi non capisce nulla ne’ di caccia ne’ di controllo, tra una persona che ha semplicemente una licenza di caccia ed un’ altra che, oltre alla licenza di caccia, ha anche l’ abilitazione a fare controlli e/o caccia di selezione c’e’ un abisso…. a favore di quest’ ultima.