L’indagine condotta dall’Ufficio valutazione del Senato certifica il fallimento dell’assessorato al Lavoro sul piano Garanzia giovani: non ha prodotto nulla di positivo nella nostra regione. L’ingresso nel mondo del lavoro è stato precarizzato: aumentati i contratti di tirocinio (+3,5%) e diminuiti apprendistato (-1,7%) e contratti a tempo determinato brevi (-2,6%). In sostanza, aumentano i contratti con meno diritti e retribuzione e diminuiscono quelli con più tutele, il tutto a fronte di un non indifferente investimento di soldi pubblici.
Avanziamo molti dubbi sull’utilizzo da parte della Regione dei 97 milioni di fondi pubblici (europei FSE – YEI e nazionali, fondo di rotazione) messi a disposizione dal programma Garanzia Giovani. La Giunta ha puntato oltre il 76% del totale su formazione e tirocinio lasciando a zero voci importanti come il Bonus occupazionale (utile a promuovere nuovi contratti a tempo determinato), apprendistato, sostegno all’auto impiego e all’auto imprenditorialità. Solo briciole anche per il Servizio civile regionale. Perché la fetta più grossa è andata alle agenzie formative e non a misure concrete per promuovere l’occupazione e responsabilizzare le imprese? In questo modo il Piemonte ha buttato dalla finestra un’occasione importante per invertire la rotta.
Solleciteremo nuovamente l’assessore Pentenero a riferire in Consiglio regionale su questo vero e proprio disastro. Avevamo già chiesto chiarimenti sugli effetti di Garanzia giovani e ci era stato risposto che la misura aveva avuto un buon riscontro, ma i dati emersi dall’indagine condotta dall’ufficio valutazione del Senato raccontano tutta un’altra storia e smentiscono platealmente la Giunta Chiamparino.
Un fallimento dimostrato dai numeri evidenziati dalla seguente tabella contenuta nel dossier dell’Ufficio Valutazione del Senato.

Si può notare come per i giovani che rientrano nel piano Garanzia Giovani (eleggibile 15-29 aa) l’utilizzo di contratti con scarse tutele come il Tirocinio abbiano avuto un’impennata a discapito di contratti di lavoro con maggiori diritti e garanzie come ad esempio Apprendistato, Tempo indeterminato e Tempo determinato breve. Una tendenza che non si è riscontrata con i giovani che non rientrano nel piano (Non eleggibili 30-40aa) dove il mercato del lavoro non ha subito l’influenza della politica regionale. Si può dire dunque che dove la Giunta regionale ha messo mano, i risultati sono peggiorati.
Non è andata meglio nel resto d’Italia, Garanzia Giovani infatti è stato un fallimento totale del Partito Democratico anche su scala nazionale. E’ sufficiente guardare i numeri contenuti nella tabella dove emerge che rispetto ad una crescita maggiore di occupazione giovanile negli altri stati dell’Unione (media europea +1,2) in Italia si è cresciuti di appena lo 0,3%. Impietoso il confronto con altre nazioni aderenti al programma Garanzia Giovani. Ad esempio Spagna, Portogallo e Grecia che hanno registrato un aumento superiore, in alcuni casi prossimo ai due punti percentuale.


