
Dopo l’analisi della Corte dei conti sul programma F35, che ha messo in luce il raddoppio dei costi sollevando forti dubbi sulle problematiche tecniche, anche la Regione Piemonte faccia sentire la propria voce. Un progetto con costi esorbitanti e vantaggi minimi per il nostro territorio. Inoltre il ritorno occupazionale per il Piemonte, nello stabilimento di Cameri (NO), è ridicolo. I 6 mila lavoratori promessi dal Governo sono solo un miraggio. Ad oggi invece a fronte di un investimento complessivo che arriva a 19 miliardi sono occupati appena 700 dipendenti, risorse umane ed economiche che dovrebbero invece essere investite nel settore civile o delle nuove tecnologie.
Il silenzio della Regione è ancora più preoccupante considerando l’approvazione in consiglio regionale di un ordine del giorno, a prima firma Gianpaolo Andrissi, che chiedeva al Governo di partecipare ai negoziati in assemblea nazionale dell’ONU contro la proliferazione delle armi nucleari.
Il PD e la maggioranza di centrosinistra non possono da una parte dichiararsi contro il nucleare e dall’altra sostenere la produzione, nella nostra regione, di vettori come gli F35 destinati a trasportare ordigni nucleari.
Presenteremo in Consiglio regionale un ulteriore atto d’indirizzo per chiedere al Governo italiano di ratificare il trattato per la messa al bando delle armi nucleari, nel frattempo approvato all’ONU, e chiederemo a tutti i consigli comunali piemontesi di esprimersi in tal senso contro le armi nucleari ed i folli progetti che vi stanno dietro come quello F35.
Gianpaolo Andrissi, Consigliere regionale M5S Piemonte

