sabato, Aprile 18, 2026

Manager strapagati e Ospedali al collasso

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di Davide Bono

Mentre infermieri ed operatori sanitari subiscono turni massacranti percependo stipendi appena decenti; mentre agli infermieri del Maria Vittoria di Torino viene vietato di consumare la pausa pranzo fuori dalla corsia, mentre alle Molinette di Torino vengono licenziati 67 dipendenti addetti alla mensa; mentre a medicina legale di Orbassano (TO) i servizi igienici per i disabili non esistono; mentre a Casale Monferrato (AL) dopo il dramma Eternit vengono eliminati i posti letto di oncologia; mentre a Cuneo un paziente muore dopo esser caduto da una barella; mentre si riducono i servizi sanitari in tutto il Piemonte in seguito  alla delibera “sfascia ospedali” approvata dal PD; mentre l’uscita dal piano di rientro del debito sanitario si allontana sempre più… l’assessore regionale Saitta non trova di meglio da fare che aumentare la paga ai manager, per decine di migliaia di euro annui.

L’idea è quanto di più sbagliato si possa introdurre nel già disastrato sistema sanitario piemontese. Ancora più grave che provenga da chi ricopre un importante ruolo regionale come assessore alla Sanità e nazionale come Presidente della Commissione Salute nell’ambito della Conferenza Stato – Regioni. Anziché affrontare il problema in ambito nazionale, fissando paletti condivisi per evitare questo assurdo “calciomercato” dei manager, Saitta non fa altro che alimentare l’indegna compravendita dei dirigenti. Potrebbe apparire come un’uscita maldestra, dettata forse dalla rabbia per aver “perso” il fidato ex direttore generale Moirano che ha fatto armi e bagagli per trasferirsi in Sardegna alla guida dell’Asl unica. Comprendiamo l’amarezza per l’improvvisa separazione dal “gemello diverso” Moirano, ma Saitta dovrebbe capire che in questo modo amplifica un effetto domino destinato ad allargarsi all’intero paese producendo un fiorente mercato dei manager pagati profumatamente con i soldi dei cittadini italiani. Niente di più sbagliato, le priorità dei cittadini sono ben altre. Per bloccare questa pericolosa deriva è necessaria una regola su base nazionale condivisa da tutte le Regioni.

Visto che Saitta rinuncia al proprio ruolo di coordinatore della Sanità, allora la faremo noi una proposta complessiva. Stiamo redigendo una proposta per introdurre il tetto di 150 mila euro annui di stipendio ai manager della PA piemontese, sanitari in testa, considerando come limite massimo accettabile 10 volte lo stipendio minimo di un lavoratore dell’ASL.

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