Anche il Salone del Libro vittima della mancanza di programmazione in ambito culturale da parte della Regione Piemonte, “degnamente” supportata nella sua azione di smantellamento da Comune di Torino e Provincia. Una perla come il Salone avrebbe dovuto essere curata, custodita e fatta crescere con ogni tipo di attenzione e invece in questi anni non si è tracciata alcuna nuova visione strategica per il futuro.
Era ovvio che servisse un cambio dei vertici ma avrebbe dovuto essere programmato con cura, non provocato da un “provvidenziale” scandalo giudiziario e da una successiva guerriglia tra le persone nominate nel Cda proprio da Comune e Regione. Cari sindaco Fassino e presidente Chiamparino, decidere di non decidere equivale a decidere male in un secondo momento!
Ed infatti le nomine di Lapucci e Gastaldo lo dimostrano e certificano il regalo del Salone alle banche. La politica, ancora una volta, abdica al proprio ruolo consegnando nelle mani degli Istituti di credito un gioiello di Torino e del Piemonte. Come insegnano le pessime esperienze di banchieri sistemati in punti chiave dell’amministrazione, questi finiscono sempre per non fare gli interessi dei cittadini.
Auspichiamo che quantomeno la nomina di due banchieri ai vertici della kermesse culturale possa portare un minimo di lucidità in ambito economico – finanziario. Da grandi esperti di conti e bilanci non potranno che stroncare sul nascere la folle proposta dell’assessore Parigi di fondere Salone e Circolo dei lettori. Accoppiare un evento culturale di primo livello in difficoltà economiche con una realtà che appare come un vero e proprio proprio pozzo senza fondo di denari pubblici (2 milioni stimati solo nell’ultimo anno) è un suicidio. E dimostra peraltro che l’unico interesse dell’assessore è estendere ulteriormente il suo già ampio potere in ambito culturale.
Chiara Appendino, Consigliere comunale M5S Torino
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte

