Apprendiamo con piacere della proposta avanzata dal centrosinistra per introdurre anche in Piemonte il Reddito di cittadinanza. Siamo disposti a discutere nel merito la bozza di legge e non vediamo l’ora di affrontare il tema in commissione competente ed in Consiglio regionale. Stupisce semmai la doppia posizione del PD. Mentre a livello nazionale Renzi bolla come “assistenzialismo” il Reddito di cittadinanza proposto dal M5S, in Piemonte i democratici rincorrono una delle nostre principali battaglie.
A tal proposito è pronta la nostra proposta di legge “Prime misure per un Reddito di cittadinanza collegato alla partecipazione a politiche attive di formazione”, primo firmatario Davide Bono (M5S).
Il testo prevede un sussidio monetario atto a raggiungere la soglia di povertà assoluta, così come calcolata dall’Istituto nazionale di statistica (Istat), fino ad un massimo di 800 euro mensili per 36 mesi ripetibili a seconda della situazione reddituale raggiunta.
Il sussidio è rivolto alle persone in cerca di lavoro, disoccupati, inoccupati e sottoccupati. I requisiti sono: cittadinanza italiana o residenza in Piemonte da almeno 5 anni, età tra i 25 ed i 65 anni, reddito famigliare inferiore alla soglia di povertà assoluta ISTAT, iscrizione al centro di impiego competente.
Gli obblighi sono: partecipazione ad una delle azioni di formazione professionale regionale con frequenza di almeno l’80%, obbligo di accettare ogni offerta di lavoro compatibile, partecipazione ad un progetto di utilità collettiva organizzato dal Comune di residenza.
La copertura finanziaria proviene dai fondi regionali, statali ed europei della Coesione Sociale per un totale di 60 milioni di euro annui.
Gruppo regionale M5S Piemonte

