Oggi abbiamo interrogato la giunta sul mega cavidotto TERNA che dovrebbe attraversare la Valsusa. La risposta dell’assessore De Santis (in allegato) non è servita a chiarire i numerosi interrogativi sul progetto, anzi ne ha aggiunti di ulteriori.
Ancora non è chiaro per quale motivo il Ministero abbia vietato il passaggio del cavidotto in galleria lungo l’autostrada SITAF, disponendo la realizzazione di cunicoli “dedicati” da realizzare lungo le strade provinciali e statali con evidenti disagi alla popolazione.
Tuttavia TERNA nel corso degli incontri pubblici sul territorio ha riferito come la richiesta del Ministero sia costosa e pericolosa per la salute a causa della composizione delle rocce, mentre a poche centinaia di metri si scava il mega tunnel del TAV. Delle due l’una, se scavare è pericoloso per TERNA dovrebbe esserlo anche per il TAV. La Regione Piemonte, in linea con TERNA, parla addirittura di non fattibilità tecnica. Insomma, non si riesce ancora a comprendere se il passaggio del cavidotto nel bel mezzo di diversi paesi valsusini sia dovuto ad un problema di minor costo per TERNA, a questioni di natura ambientale o di non fattibilità tecnica.
L’aspetto più assurdo riguarda il costo esorbitante dell’opera: 1,4 miliardi di euro. La cui copertura, per metà, sarà in costi riversate sulle bollette dei cittadini. Perché la Valsusa dovrebbe tollerare un’altra infrastruttura che non porterà alcuna ricaduta positiva sul territorio? Gli unici beneficiari saranno i soci di TERNA, e tra questi anche la Cassa Depositi e Prestiti. Da sempre legata a doppio filo alla sinistra delle grandi opere.
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte

