Questo pomeriggio ho preso parte alla manifestazione promossa dal Comitato “Mettiamoci le tette”, in difesa dell’ex ospedale Valdese di Torino, che ha visto i medici senologi effettuare visite gratuite di prevenzione.
L’ex ospedale Valdese, polo d’eccellenza della lotta al tumore al seno (chirurgia senologica, plastica ricostruttiva ed oncologia), ha subìto la doppia mannaia della Giunta Cota e di quella Chiamparino. La prima ha stabilito la chiusura mentre la seconda non ha fatto nulla per riaprire l’ospedale senza nemmeno prevedere un percorso immediato ed efficace di risposta terapeutica. Gli stessi esponenti democratici, nella precedente legislatura, avevano manifestato l’intenzione di mantenere attivo l’ospedale. Passati dall’opposizione alla maggioranza è cambiata anche la loro posizione sulla vicenda, avendo permesso la chiusura di un punto di riferimento unico nel suo genere.
Inaccettabile che a pagare la riorganizzazione della rete ospedaliera siano proprio le donne affette da tumore al seno, ben una su otto secondo le recenti statistiche. A loro la politica regionale ha vergognosamente voltato le spalle.
Condividendo le richieste di ex pazienti ed ex operatori chiediamo la convocazione urgente di un tavolo di confronto con la Giunta. E’ necessario valutare la riapertura della struttura, peraltro oggetto di ristrutturazione alla vigilia della chiusura dell’ospedale nel dicembre 2012. Che cosa intende fare l’assessore Saitta di questa struttura di proprietà regionale? Nell’arco di 15 anni sono stati già spesi 3 milioni di euro provenienti da fondi regionali, più 1 milione della Tavola Valdese. A questi fondi, ad oggi sprecati, vanno aggiunti quelli dovuti alla mobilità passiva conseguenti al pendolarismo dei pazienti verso le nuove sedi di lavoro degli ex professionisti del valdese (molti di loro attivi fuori dal Piemonte).
Stefania Batzella, Consigliere regionale M5S Piemonte

