Il progetto originale del TAV esce dalla porta e rientra dalla finestra. Il tracciato originario, da sempre bocciato dai sindaci, si ripresenta ora con la “benedizione” di Foietta (nuovo presidente dell’Osservatorio). Al di là degli aspetti tecnici, è la dimostrazione di come l’opinione del territorio ancora una volta non venga tenuta in minima considerazione andando, peraltro, a minacciare l’oasi naturalistica del Parco Orsiera Rocciavrè e la collina morenica di Rivoli.
Anche questa volta inoltre si collega ipocritamente un’opera inutile come il TAV in Valsusa ad un’altra necessaria alla reale esigenza di gestire al meglio il traffico merci sul nodo torinese, in quanto i convogli merci non possono transitare sul passante ferroviario.
Infatti il problema di spostare le merci da gomma a ferro è concreto, ma ancora una volta si sceglie la soluzione più costosa ed impattante sotto il profilo ambientale. Ovvero un tunnel ferroviario proprio sotto la città, nella tratta fra Settimo ed Orbassano. Non sarebbe più semplice ed economico seguire la traccia della tangenziale almeno per un pezzo e riutilizzare l’attuale linea storica?
Il Piemonte ritiene prioritaria la spesa di altri 3 miliardi di euro in cemento e buchi, mentre si taglia sulla sanità e sul trasporto pubblico locale? Ennesimo sperpero che si somma agli 8,16 miliardi (formalmente dichiarati) del TAV in Valsusa.
Federico Valetti, Consigliere regionale M5S Piemonte
Vicepresidente Commissione Trasporti
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte

