Cambia il Ministro alle infrastrutture, da Lupi a Delrio, ma non cambia l’atteggiamento del governo nei confronti della Valsusa. Continua infatti il tentativo di comprare il consenso al TAV del territorio attraverso le compensazioni. L’operazione è semplice: far passare per contributi straordinari ciò che invece dovrebbe essere ordinario e costituzionalmente garantito. Ad esempio il diritto alla salute ai cittadini della Valsusa, la tutela dei siti culturali ed una viabilità decente. Il tutto è finalizzato ad ottenere silenzio e compiacenza sulla grande opera inutile che sta rubando il futuro alla Valle e devastando il territorio.
Un’operazione immorale, salute ed ambiente non possono e non devono essere barattati per nessuna cifra al mondo.
Le compensazioni non possono diventare un alibi per tutte le criticità del territorio. Ai sindaci ed agli amministratori locali, chiediamo di provare ad immaginare come guidare i Comuni in una valle senza TAV. Ad esempio se il Teatro civico non fosse a Susa, cosa farebbero gli amministratori? Aspetterebbero il crollo o piuttosto chiederebbero adeguati interventi da parte dello Stato?
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte
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