Non sappiamo se abbia ancora senso usare il termine “soddisfazione” quando si commentano le sentenze dei processi ai No TAV. Sicuramente nel caso del verdetto emesso oggi dal Tribunale di Torino, viste le premesse, possiamo dire che poteva andare peggio. Anche in questo caso è caduta l’inaccettabile accusa di terrorismo già addebitata ai quattro No TAV sotto processo pochi mesi fa.
Esprimiamo sollievo non solo per la riduzione della pena rispetto alle assurde richieste dell’accusa, ma anche per la concessione degli arresti domiciliari considerando le durissime condizioni di detenzione subite dai tre No TAV. Infatti sono stati sottoposti ad un anno di detenzione presso la sezione di alta sorveglianza del carcere di Ferrara.
L’opposizione al TAV trova ormai voce solo nelle aule di giustizia e non in luoghi di confronto in cui poter esporre le sue sacrosante ragioni. Impensabile poter proseguire un’opera con un simile impatto economico e ambientale senza riprendere un dialogo che preveda anche l’opzione di rinuncia totale all’opera. Inaccettabile ignorare le motivazioni che spingono sempre più persone, da ogni parte d’Italia e non solo, ad esprimere solidarietà e vicinanza a chi lotta contro quest’opera. Se il nostro può ancora definirsi un Paese civile, è arrivato il momento di restituire ai cittadini della Val di Susa il diritto di parola e di decisione sul futuro del loro territorio, sulla loro salute e, in generale, sulla loro vita.
Francesca Frediani, Consigliere regionale M5S Piemonte

