Chiamparino sulle proprie dimissioni cambia idea ogni due giorni. Prima era il 9 luglio 2015 a prescindere dalla pronuncia del TAR, poi ha corretto il tiro parlando di “sessione estiva del TAR”, e adesso “non appena diventerà evidente che ci si mette sulla strada di Cota”, lasciando il tutto in un’indefinitezza chiaramente voluta. In tanto il Piemonte, ancora una volta, resta in bilico con l’ennesimo Governo regionale che potrebbe cadere da un momento all’altro.
Alla luce delle nuove dichiarazioni appare chiaro come Chiamparino sia ormai ostaggio del proprio partito. Evidentemente sta avendo l’effetto desiderato il pressing dei Consiglieri regioanli di Pd e del segretario regionale Gariglio, probabilmente più interessati a salvaguardare la propria poltrona piuttosto che garantire un esecutivo stabile ai cittadini piemontesi.
L’attuale presidente sta dimostrando piena sintonia con il suo predecessore Cota, anch’egli incollato alla poltrona fino all’ultimo istante. Nessuna differenza tra centro destra e centro sinistra. Stesse vicende giudiziarie (firme false), stesse promesse tradite (aumento delle tasse e tagli alla sanità) e stesso attaccamento al “cadreghino”.
Gruppo Consiliare M5S Piemonte

