Finalmente l’Assessore Cavallera ha deciso di dare risposta alla mia richiesta di comunicazioni in Aula in merito alla disattivazione e ricollocazione delle funzioni ospedaliere del Valdese di Torino, impinta nella conferenza dei Capigruppo in data 9 ottobre. La vicenda dell’ospedale Valdese è l’emblema dell’incapacità e della malafede della Giunta Cota, incapace ed incurante di rispettare impegni presi per norma di legge con i cittadini e con interlocutori autorevoli e rappresentativi quali la Tavola Valdese, impegni tramite i quali la Regione Piemonte nel 2004 aveva riconosciuto “l’alto valore sociale dell’attività svolta”, impegnandosi a garantire il mantenimento dei livelli di prestazione erogati dai presidi ospedalieri della CIOV (Commissione Istituti Ospedalieri Valdesi).
La sospensiva non è stata accolta, è vero, ma resta ancora da sciogliersi il nodo della vicenda nel merito: si parla di febbraio 2014. E se il TAR dovesse rovesciare le indicazioni con il nuovo pronunciamento, come farebbe la Giunta Regionale a retrocedere dalla strada avviata di ricollocazione dell’Oncologia al Martini e della TAC all’oftalmico? E, soprattutto, come ottemperare alla necessità di garantire la continuità delle cure alle pazienti affette da adenocarcinoma o altri tumori della mammella, essendo naufragata pure la postulazione della “Breast Unit” al Sant’Anna, con le pazienti che sono andate in cerca di nuovo personale medico che le seguisse nella difficile battaglia contro una malattia spesso mortale?
Se è pur vero che si doveva accogliere la richiesta romana di ridurre il numero di posti letto a 3,7 per 1000 abitanti, non si doveva per forza incidere sul Valdese, per specificità, eccellenza del presidio e accordi precedentemente stipulati. Pacta servanda sunt. E ha poco da affermare con sprezzante calembour il Presidente Cota che il Valdese non sarebbe stato un ospedale ma “una struttura in cui venivano erogati alcuni servizi ospedalieri”, per cui ora sarà conseguentemente trasformato in un poliambulatorio.
I cittadini ricorderanno chi ha avuto tanto coraggio di calpestare il comune sentire dei piemontesi.
Davide Bono
Consigliere regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte
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