sabato, Settembre 12, 2026

Finalmente seppellite le inutili Federazioni Sanitarie

Come ho avuto modo di dire in Aula, spiace quasi rigirare il coltello nella piaga delle non-riforma sanitaria del duo Cota-Monferino, per una volta che la politica ammette i propri errori e ritorna sui propri passi. Però è evidente a tutti che ci troviamo a 3 anni e mezzo dall’inizio della legislatura e a poco più di un anno dalla sua fine a ritornare praticamente alla configurazione precedente, riesumando un sistema che non aveva funzionato prima e non funzionerà neanche adesso: la Giunta infatti “individua, sentita la Commissione consiliare competente, i servizi amministrativi, tecnici, logistici, informativi, tecnologici e di supporto le cui funzioni vengono esercitate a livello di aree interaziendali di coordinamento…ferme restando le funzioni di centrale di committenza regionale attribuite alla SCR SpA, nonché le funzioni di gestione e sviluppo coordinato del sistema informativo sanitario regionale e delle tecnologie di informazione e comunicazione correlate, esercitate dall’ente strumentale della Regione individuato con deliberazione di Giunta Regionale” (cioè il CSI).

Il problema che permane, ormai riconosciuto a parole da tutti, ma mai affrontato nei fatti, è lo scollamento totale tra le Aziende Sanitarie, dotate di propria totale autonomia patrimoniale, finanziaria e giuridica e la Regione Piemonte, il che ha portato sì ad un minore influsso politico che si esplica “solo” nella nomina dei direttori, ma anche ad una quasi totale incomunicabilità e ad una quasi totale mancanza di controllo contabile e controllo di gestione da parte della Regione, tale da arrivare al paradosso di non poter inibire gare o servizi delle singole ASL in virtù di presunti risparmi tramite gare o erogazione di servizi sovra-aziendali.

Se sia il caso di aspettare qualche miracolo dal piano nazionale, con magari il ritorno alle USL, o, più modestamente, di agire per stabilire almeno a livello regionale che le nomine dei direttori avvengano per bando pubblico (e non solo su una serie di nomi scelti dall’Agenzia Nazionale), pur sapendo che neanche così si possono inibire del tutto le influenze politiche, e agire per implementare i sistemi di controllo contabili e gestionali delle ASR, spetterà deciderlo ormai alla prossima Giunta, che auspichiamo, pur conscio di tutti gli oneri del caso, sia, dopo i fallimenti di destra e sinistra, a 5 Stelle.

Davide Bono Consigliere regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte

Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358

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