Oggi l’Assessore alla Sanità si è presentato in Commissione Sanità con diapositive stringate riguardanti la revisione della rete ospedaliera, la rimodulazione delle reti assistenziali ed il rilancio del territorio.
Diapositive in cui non vi sono dati ma suggestioni dal Regolamento Ospedaliero nazionale che recepisce la legge “Balduzzi” e il Patto della Salute.
In soldoni, si parla come al solito di chiusure ospedaliere e potenziamenti fantomatici del territorio, per un risparmio che diventa investimento di addirittura 330 milioni di € l’anno. Come e dove non si sa.
Peccato che manchino i “nomi e i cognomi”. Un ospedale di riferimento con DEA di II livello chiuderà perché all’interno dello stesso quadrante: tra il Mauriziano e il San Luigi di Orbassano il prescelto sembra il San Luigi di Orbassano. Su che basi non è dato saperlo, non essendoci state presentate tabelle con i servizi mancanti al San Luigi. E le conseguenze successive. Cosa succederà all’emodinamica ad esempio?
Per quanto riguarda gli ospedali cardine in discussione è il Martini. Anche qui senza apparenti motivazioni se non che “ci sarebbero troppi ospedali cardine a Torino”. Ancora più complessa la partita nel VCO e Alessandrino: non passano più gli ospedali plurisede e quindi tra Verbania e Domodossola e tra Novi Ligure (AL) e Tortona (AL), due saranno declassati (quasi sicuro Domodossola e Tortona). Anche qui su che basi non è dato saperlo. Acqui Terme (AL) che, inizialmente doveva essere un ospedale cardine, viene definitivamente declassato ad ospedale di territorio con un Pronto Soccorso semplice.
Susa (TO), Cuorgnè (TO), Ovada (AL), Ceva (CN) diventano ospedali di area disagiata con deroghe rispetto ai limiti imposti da Roma.
Inaccettabile che la revisione della rete ospedaliera ci venga portata in Commissione il mercoledì, millantando una discussione sul territorio e con i consiglieri che non c’è stata. La delibera di giunta sarà approvata lunedì e portata al Tavolo romano mercoledì per provare – dice l’Assessore – ad uscire dal Piano di Rientro e provare a tornare ad assumere.
Trattasi di una bufala usata a fini ricattatori. A parte che le opposizioni non hanno strumenti per ottenere un prolungamento della discussione in Commissione, in ogni caso non possiamo accettare che passi sempre la logica dell’emergenza per far passare scelte discrezionali. Con la vecchia logica dei partiti.
Davide Bono, Consigliere regionale M5S Piemonte
vicepresidente commissione sanità
Stefania Batzella, Consigliere regionale M5S Piemonte

