Siamo il primo paese produttore di riso in Europa e in Piemonte si coltiva più della metà del riso italiano.
L’obbiettivo del M5S è la tutela del riso italiano dalla concorrenza sleale, soprattutto dei paesi extra-Ue, che non seguono le regole comunitarie di base.
Ed è proprio sul rispetto delle regole comuni che è indirizzata la nostra richiesta per la tutela delle produzioni locali di riso biologico. Si può concretizzare solo potenziando i controlli su chi approfitta delle falle del sistema per ottenere facili guadagni, vista l’alta remunerazione dei prodotti bio. Il tutto a discapito del “sistema biologico”, che si basa anche sulla fiducia dei consumatori.
Sul fronte dei controlli sul “finto bio” grazie a vari interventi (Int.234 12/2014 e int.812 12/2015) in Consiglio Regionale del M5S, abbiamo ottenuto il risultato concreto, di smuovere la Giunta mettendo in campo azioni a difesa delle produzioni biologiche “vere” che hanno portato a indagini e denunce a 6 aziende agricole per falso riso biologico e sequesto di 3800 tonnellate.
Il biologico vero che senza scorciatoie fonda le sue produzioni sulla naturale interazione tra organismi viventi, pedoclima e azione dell’uomo, escludendo l’impiego di prodotti chimici di sintesi, con la pratica delle rotazioni e l’ausilio anche di moderne tecniche agronomiche o di diserbo meccanico.
Chiediamo ancora uno sforzo all’Assessore all’agricoltura piemontese per aumentare il numero dei controlli sulle aziende e sui “controllori” (organismi di controllo) direttamente in campo.
Solo la Regione può intervenire in tal senso, come già fatto dalla Toscana. Il falso bio è ormai un’emergenza nazionale, non solo nel settore del riso, così come documentato anche dalla trasmissione Report.

