sabato, Settembre 12, 2026

Inaccettabile rischiare la vita per partorire in Ossola

Una vergogna senza scusanti quanto accaduto alla donna dell’Ossola, e solo per caso fortuito non ci sono state conseguenze gravi sul neonato o sulla partoriente. Queste le conseguenze del frettoloso piano di chiusura dei punti nascita operato dalla Giunta Cota.

Pur se avvalorato dalle linee guida internazionali e dagli obblighi nazionali, il punto nascite di Domodossola poteva e doveva essere mantenuto nel pieno della propria operatività come presidio in area disagiata o comunque doveva essere garantita la piena disponibilità del punto nascite di Verbania per gestire i casi dell’Ossola, con trasporti in sicurezza tramite la presenza di una STAM per i trasporti dei “parti complicati” (assente nonostante le dichiarazioni della Regione al TAR).
A maggior ragione pensando che il “baratto” con l’emodinamica non ha portato ancora all’apertura di quest’ultima e che, comunque, quando sarà aperta, sarà in via sperimentale per solo per 8 ore al giorno nei feriali, senza sapere se mai diverrà operativa h24 7/7.

Ora partorire nell’Ossola – non pensiamo ai soli residenti ma anche ad eventuali turisti svizzeri o italiani – è diventato un rischio sia per i nascituri che per le mamme. E questo, in un paese civile, all’inizio del XXI secolo, non è accettabile.

Davide Bono – Consigliere regionale MoVimento 5 Stelle Piemonte
MoVimento 5 Stelle Domodossola

Ufficio Stampa gruppo consiliare regionale MoVimento 5 Stelle 347-1498358

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