di Davide Bono
Questa mattina mi sono recato al presidio degli infermieri in sciopero della fame davanti all’ospedale "Molinette" di Torino.
L’iniziativa nello specifico è stata lanciata dal sindacato Nursing Up e prevede lo sciopero della fame di alcuni sindacalisti per sensibilizzare la Giunta Cota sull’insostenibilità di ulteriori blocchi del turnover del personale del comparto, in primis, quello sanitario.
Al momento il comparto prevede circa 27.000 dipendenti (infermieri, ostetriche, fisioterapisti, logopedisti ecc…), che, insieme ai 10.000 tecnici , 7000 amministrativi, 9.000 medici, 1000 dirigenti porta il tutto a oltre 55.000 dipendenti per un costo che supera i 3 miliardi di euro. Nel sanitario, parlando sopratutto di infermieri, vi è una classe di lavoratori che gira su tre turni, con un lavoro molto pesante, con un’età media piuttosto alta e scarso ricambio. Per la prima volta da che esiste memoria, i neo-laureati non trovano lavoro in ospedale e devono rivolgersi al privato dove spesso le cooperative spadroneggiano con contratti al limite dello schiavismo, se non della vera e propria illegalità. Non perché manchi la domanda, ma perché l’offerta è artificiosamente bloccata dalla PA, producendo delle ripercussioni su chi lavora (aumento dei turni, difficoltà a ferie, maternità…) molto pesanti.
Nel piano di Rientro 2013-2015 (chiamato astutamente Piano Organizzativo), dopo il blocco parziale del turnover 2011-2012 (ogni due pensionamenti, una sola assunzione), la Regione ha scritto con una sua Delibera un nuovo blocco (totale per il 2013) e parziale per 2014 e 2015.
Quindi se nel precedente post "piano sanitario un libro degli incubi", l’Assessore Cavallera ci aveva parlato di nuove economie, a regime (cioè al 2015), per il personale tramite blocco del turnover per 92 milioni di euro, ora si dovrebbe arriverare a regime ad un taglio di 119 milioni.
L’iniziativa lanciata dal sindacato sarà la normalità nei prossimi mesi (visto che già oggi gli infermieri denunciano che non hanno tempo di andare in bagno, figurarsi di mangiare) quanto aspettano le Regioni tutte a chiedere di finirla con i tagli a Roma? Dobbiamo aspettare i primi morti per negligenza o colpa dovuta alla stanchezza del personale sanitario?
PS. Degli 864 milioni di buco, Roma ci anticipa col DL 35 "solo" 803 milioni di euro, gli altri 61 saranno coperti per 50 milioni circa dall’aumento dell’addizionale Irpef e 11 milioni da ulteriori tagli che prossimamente il Consiglio dovrà decidere dove piazzare.

