sabato, Aprile 18, 2026

Fratelli d’Italia, l’Italia (per fortuna) s’è desta!

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Qualunquismo e antipolitica.
Questi gli appellativi che da anni ci sentiamo rivolgere, da destra e da sinistra. Ci accusano di fare “di tutta l’erba un fascio”, di dire che “tanto sono tutti uguali”.
Al di là del fatto che le nostre denunce di malaffari di vario genere sono sempre piuttosto circostanziate, è interessante osservare come i più qualunquisti siano proprio quelli che tanto ci criticano, poiché cadono nell’errore di fare accuse generalizzate e prive di riscontri, puntando sul fatto che è quasi impossibile seguire tutto ciò che scrivono i giornali o che si vede in tv, e che le calunnie nei nostri confronti trovano sempre terreno fertile nei media tradizionali.


La rete tuttavia non perdona, e questa volta ad essere stato “pizzicato” a gettare fango su di noi è stato uno dei protagonisti della “nuova stagione” del centrodestra, uno dei teorici della “tattica dello spezzatino” per arginare l’emorragia di voti del Pdl. Stiamo parlando di Guido Crosetto, il co-fondatore insieme a La Russa e Meloni di Fratelli d’Italia, nuovo soggetto politico per i finti rottamatori di Berlusconi.
Lo Shrek della Provincia Granda durante la trasmissione “Coffee Break” andata in onda il 29 ottobre scorso su La7 si è infatti reso autore della seguente perla: “Cosa faranno i quindici [Consiglieri Regionali eletti in Sicilia, nda] lo vedremo io vedo … perché a me questa visione bucolica, arrivano quelli di 5 Stelle tutti puliti, … io vedo quelli che ci sono in Piemonte, sai il tuo collega in Piemonte con i soldi del gruppo ha assunto il fratello, non è una cosa molto diversa da quello che ho visto fare in Lazio da altri … e a me, che da qualche anno lo faccio, i miei fratelli fanno altro e nessuno della mia famiglia lavora, quindi non è questione del partito” […] ” ti cito la fonte l’ho letto sui giornali e non è stato smentito”.
L’affermazione – oltre che completamente falsa – è gravissima, poiché ci imputava di aver assunto un congiunto con i fondi del Gruppo consiliare destinati al personale. Non è dato di capire quale fosse la fonte di Crosetto, anche perché – a dispetto di quanto affermato – non l’ha citata, ma è possibile che abbia giocato sull’omonimia tra Vittorio Bertola (Consigliere comunale di Torino) e Giorgio Bertola, collaboratore del Gruppo consiliare; il riferimento è in ogni caso completamente fuori luogo, in quanto i due non sono parenti.
Abbiamo dato mandato al nostro legale di sporgere una denuncia-querela per diffamazione, e vi terremo informati sui successivi sviluppi.
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