sabato, Aprile 18, 2026

Il danno, la beffa e la risposta dei cittadini


di Fabrizio Biolé
e Davide Bono
Nuova triste puntata relativa allo scippo del referendum regionale sulla caccia:
come ormai tutti i piemontesi sanno, diverse pressioni provenienti da parlamentari del PD (primi tra tutti Stefano Esposito e Giorgio Merlo) hanno indotto, colto da improvvisa parchezza, il presidente Cota a intraprendere un rischioso e deprecabile iter verso l’ennesimo annullamento del referendum in tema di attività venatoria, avendo intravisto, come possibile soluzione, l’abrogazione totale della legge quadro regionale 70 del 1996.


Detto; fatto:
due settimana fa, come raccontato qui, in fase di discussione del Disegno di Legge di Finanziaria si è compiuto lo strappo e l’emendamento abrogativo della legge 70 è stato votato a maggioranza in aula consiliare. Come da accordo, il consiglio (la maggioranza) avrebbe dovuto parallelamente votare un ordine del giorno che inpegnasse la Giunta ad affrontare in modo solerte l’argomento. I paletti inseriti all’interno del documento di indirizzo, ridicoli, non avrebbero per nulla potuto garantire una buona ed equa futura legge. L’unica certezza sarebbe stata quella di impegnare l’intero consesso consiliare alla discussione di un nuovo testo, da approvarsi possibilmente entro l’inizio della prossima stagione venatoria di settembre 2012.
In realtà, complice la recente spaccatura all’interno del maggior partito di maggioranza, il Popolo della Libertà, che ha perso cinque consiglieri, confluiti in un nuovo gruppo "Progett’Azione", l’ordine del giorno collegato al disegno di legge sulla finanziaria 2012, cui la pericolosa abrogazione della 70 era un emendamento, non è stato licenziato dal Consiglio e i piemontesi si sono ritrovati con il danno e la beffa: un legge cancellata per annullare un legittimo referendum – precedente pericoloso e sprezzante – senza un impegno, pur non vincolante, ad affrontare la discussione di una nuova legge sostitutiva, come il principio di sussidiarietà prescrive alle Regioni in numerosi settori.
Dopo la vergognosa dissociazione di una maggioranza che, complice e sottoscrittore il gruppo dell’Unione di Centro, ha redatto l’insulso atto di indirizzo – che aumentava di 4 le specie protette, aumentava di due le domeniche senza caccia e, con un artificioso giro di parole, lasciava invariato il prelievo venatorio su terreno innevato – e poi non l’ha votato, i gruppi di minoranza hanno subito chiesto che il Presidente Cota, impegnatosi in prima persona in conferenza dei capigruppo, venisse a relazionare sulla questione.
Nel video qui sopra potete vedere la convinzione del Presidente rispetto ad una trattazione solerte in commissione del nuovo testo regionale sulla caccia, il quale, in sessione pubblica di consiglio, ripete quanto detto in sessione di capigruppo, ribadendo il proprio impegno affinchè l’Assessore Sacchetto presenti un testo da affrontare subito dopo la discussione del bilancio di previsione 2012.
Ora: come ben evidenziato all’interno del Regolamento consiliare, la calendarizzazione delle discussione di disegni e proposte di legge viene regolarmente discussa nella commissione di capigruppo cosiddetta "di programmazione quadrimestrale", la cui ultima seduta è stata mercoledì 23 maggio. Con nostro sommo stupore (ma anche no…) all’interno di detto documento non figura alcun accenno ad un nuovo testo di legge regionale sull’attività venatoria! Claudio Sacchetto, reduce dalla campagna elettorale a primo cittadino della città di Cuneo garantisce, tramite l’Assessore Maccanti, di stare solertemente lavorando al testo e, contemporaneamente il presidente, che viene beffato nei fatti da un membro della propria Giunta, fa ben magra figura.
Se un altro triste tassello si aggiunge alla complessivamente risibile, ma anche sprezzante, gestione dell’affaire referendum, un ulteriore motivo di protesta si somma alle istanze che domenica 3 giugnoil Comitato Referendario, supportato da decine di associazioni e diverse forze politiche, tra le quali spicca il MoVimento 5 Stelle, elencherà e esprimerà a gran voce alla manifestazione nazionale"Restituiteci il Referendum e la Democrazia", cui invitiamo tutti i cittadini attivi per un pomeriggio di condivisione, al fine di far capire alla Giunta Regionale, alla maggioranza consiliare, ma anche al Partito Democratico, muto testimone, quando non abile manovratore, dello strappo democratico attuato da Cota e Sacchetto, che noi non ci stiamo! L’appuntamento è per le ore 15,30 davanti alla stazione di Porta Susa.

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