sabato, Aprile 18, 2026

Fermiamo l’inceneritore di Torino!


Di Davide Bono e Giorgio Bertola
Ci siamo occupati più volte del modo errato in cui viene concepita la gestione dei rifiuti nella nostra Regione, dove invece di seguire i metodi delle amministrazioni più virtuose si perpetua la dannosa pratica dell’incenerimento e della distruzione di risorse, in ossequio a forti interessi economici e politici.
Da qualche tempo un crescente numero di cittadini si è mobilitato in tutta la Regione, attraverso dei comitati spontanei, per contrastare in modo democratico il fenomeno e al contempo informare i cittadini sulle alternative possibili.


A Nord del Piemonte ha recentemente preso il via una petizione popolare contro l’ipotesi di un nuovo inceneritore di quadrante, mentre nell’area torinese la mobilitazione contro il costruendo inceneritore del Gerbido ha già raccolto migliaia di adesioni, e presto le firme verranno consegnate agli amministratori dei principali Comuni della Provincia di Torino; proprio qui il Coordinamento No Inceneritore Rifiuti Zero Torino ha avviato anche una battaglia legale contro l’impianto. Nei giorni scorsi è stato infatti presentato un ricorso avanti al TAR del Piemonte per impugnare il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per la realizzazione e la successiva gestione dell’inceneritore.
Il ricorso è firmato dall’Associazione Pro Natura e da alcuni cittadini residenti nelle vicinanze dell’impianto, ed è contro contro la Provincia, il Comune di Torino, Arpa e T.R.M, ed evidenzia violazioni rispetto alla giurisprudenza amministrativa in materia di V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale), sulla base della legislazione in materia ambientale nazionale ed europea.
Le normative vigenti a livello nazionale e comunitario prevedono infatti che siano prioritariamente esaminate le alternative all’incenerimento, anche in considerazione della ormai accertata tossicità per l’uomo di taluni inquinanti emessi da questi impianti.
Nel ricorso vengono citati, a supporto delle violazioni asserite, autorevoli studi e ricerche tra i quali lo Studio Moniter, commissionato dalla Regione Emilia Romagna e pubblicato nel 2011, che ha accertato un aumento di Linfomi Non Hodgkin, di bambini nati pretermine e con basso peso alla nascita connesso all’esposizione agli inquinanti tipici degli impianti d’incenerimento.
Il MoVimento 5 Stelle promuove da sempre la strategia Rifiuti Zero come metodo virtuoso di gestione dei rifiuti, attraverso la riduzione della produzione, il riciclo, il recupero di materia e la riprogettazione in alternativa all’incenerimento. Al di là degli indubbi vantaggi per la salute collettiva, una gestione di questo tipo procurerebbe 200 mila posti di lavoro in più con un rientro dell’investimento in 3 anni, senza effetti negativi e spese per lo smaltimento e la successiva bonifica ambientale!
Come già accaduto per altre azioni legali portate avanti da comitati di cittadini ci siamo impegnati a fornire – attraverso il nostro Conto Progetti – un supporto finanziario per affrontare le spese legali, integrando le donazioni dei cittadini promosse dal Coordinamento.
Il Coordinamento ha bisogno comunque di fondi, sia per le iniziative legali che per le attività di informazione e divulgazione sul territorio e chiede quindi l’aiuto di tutti i cittadini che credono nell’importanza della tutela della salute e della corretta gestione delle risorse.
Fai una donazione.

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