Garantire il diritto al suicidio medicalmente assistito e tutelare la dignità delle persone che soffrono.
È l’obiettivo della proposta di legge che ho depositato in queste ore in Consiglio regionale, con l’auspicio che venga discussa il prima possibile. Il testo ricalca i contenuti della proposta di legge di iniziativa popolare già avanzata in Piemonte dall’Associazione Luca Coscioni, con oltre 11mila firme raccolte a supporto, nonché le norme approvate in Toscana e Sardegna.
La proposta intende garantire un percorso chiaro, uniforme e tempestivo in Piemonte per le persone che, ricadendo nelle condizioni fissate dalla storica sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, chiedono l’accesso all’aiuto medicalmente assistito a morire, assicurando al contempo piena informazione, presa in carico palliativa e tutela degli operatori. La sentenza Cappato-Antoniani riguarda persone affette da patologie irreversibili, con sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili, dipendenti da trattamenti di sostegno vitale e pienamente capaci di decisioni libere e consapevoli. A decidere sui singoli casi sarà una Commissione medica multidisciplinare permanente, istituita in ogni azienda sanitaria.
Questa norma garantirà finalmente procedure uniformi e certe, a tutela del diritto delle persone che soffrono di autodeterminarsi. Si tratta di un atto di civiltà fondamentale, per una legge che il Piemonte non può più attendere. Oggi più che mai serve senso di responsabilità, è arrivato il momento che la politica faccia la sua parte.
COLUCCIO (M5S): “FINE VITA, DAL M5S UNA PROPOSTA DI LEGGE SUL SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO IN PIEMONTE”
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