sabato, Aprile 18, 2026

La lega si fuma le biomasse


Di Davide Bono
Come è noto, tra le misure previste per l’applicazione del Protocollo di Kyoto, l’Europa ha varato il cosiddetto “Pacchetto clima”, che prevede l’aumento del 20% nell’efficienza energetica, la riduzione del 20% delle emissioni di gas serra e l’aumento del 20% della quota di energie rinnovabili entro il 2020.
Quali sono le fonti rinnovabili di energia? Per energia rinnovabile si intende una qualsiasi fonte energetica che si possa rigenerare almeno con la stessa velocità con la quale si utilizza e per l’Europa sono acqua, vento, sole, calore della terra, prodotti agricoli per la produzione di biocarburanti (biodiesel, bioetanolo) e biomasse.


La direttiva 2001/77 CE definisce come biomassa “la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall’agricoltura e dalla silvicoltura, dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani”. Sono considerate quindi biomasse e quindi fonti d’energia rinnovabili:
• legno
• residui agricoli
• prodotti di colture dedicate
• deiezioni animali
• frazione organica dei rifiuti
Tutte le fonti d’energia rinnovabili sono incentivate per Kwh prodotto tramite la fiscalità generale.
Proprio per questo il Parlamento Italiano già nel 1992 fa il furbo, inserendo nel regime incentivato tramite la delibera del Comitato Interministeriale Prezzi (Cip6) le fonti cosiddette assimilate (quindi rifiuti tal quale e scarti di raffineria), concedendo incentivi quindi anche e soprattutto ai grandi industriali (Moratti, Garrone, Marcegaglia), che ovviamente hanno disponibilità economiche per costruire impianti di grandi dimensione e si accaparrano quindi l’85% degli incentivi (per oltre 40 miliardi di euro) pagati con un sovrapprezzo sulle nostre bollette elettriche del 7%. L’ennesima truffa a danno dei cittadini a favore dei soliti pochi noti per cui l’Europa ci ha sanzionato nel 2010.
L’aspetto incentivante ha reso molto appetibile il settore delle rinnovabili e le Province (enti autorizzatori) di tutto il Piemonte sono sommerse di richieste di autorizzazione di nuovi impianti fotovoltaici a terra, “parchi” eolici e centrali a biomasse, per cui da più parti (comitati di cittadini, Stop al Consumo di Territorio, medici di base, associazioni di coltivatori diretti) è stata chiesta una moratoria in attesa del recepimento del decreto ministeriale del 10 settembre 2010 “Linee guida per
l’autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili”. Al momento sono state recepite le linee guida autorizzative per i pannelli fotovoltaici a terra (in realtà poco stringenti), e non quelle per l’eolico e soprattutto per le centrali a biomasse. In particolare esiste una lunga serie di ragioni per opporsi a queste ultime.
La logica dell’utilizzo delle fonti rinnovabili dovrebbe essere quello di:
ridurre le emissioni non solo di CO2, ma anche di inquinanti persistenti pericolosi per la salute come micropolveri, idrocarburi policiclici aromatici, diossine, ossidi di azoto, ossidi di zolfo
ridurre la dipendenza dei paesi europei dall’importazione dall’estero di fonti d’energia in quanto reperibili diffusamente in loco
ridurre la centralizzazione della produzione e della distribuzione di energia con impianti di piccola taglia distribuiti sul territorio
aumentare l’efficienza e ridurre gli sprechi di energia
Peccato che la costruzione di centrali a biomasse non rispetti nessuno dei tre punti sopra detti.
– Le biomasse producono molti più inquinanti a parità di kwh prodotto di una centrale a gas naturale sia essa a ciclo combinato o no e addirittura di una a gasolio. Inoltre nella fase di autorizzazione degli impianti i valori degli inquinanti vengono considerati singolarmente, e non viene considerata la somma delle emissioni delle centrali con l’inquinamento già presente.
– Non riducono l’importazione dai paesi esteri in quanto la quota di biomasse ad uso energetico ottenibile nella nostra Regione o nel nostro paese è già stata superata, e a quel punto o si coltivano al posto di colture ad uso alimentare o si importano dall’estero
– Non riducono la centralizzazione in quanto sono generalmente grossi impianti di grosse aziende che fanno speculazione con gli incentivi e non piccoli impianti ad uso domestico a filiera corta e a chilometro zero (cioè biomasse reperite in loco, o al massimo in un raggio di qualche chilometro
– Hanno una scarsa efficienza energetica con conversione in energia elettrica di poco superiore al 20%. Se facciamo un raffronto con l’energia elettrica prodotta tramite solare fotovoltaico a parità di superficie impiegata scopriamo che quest’ultimo produce almeno 65 volte di più e non basterebbe tutta la superficie agricola italiana a produrre la quantità sufficiente di biomasse a fini energetici, a differenza di quanto accadrebbe coprendo con pannelli fotovoltaici i tetti di tutte le case degli italiani. Per essere efficienti dovrebbero utilizzare anche l’energia termica prodotta per teleriscaldamento, spesse volte non realizzato né realizzabile. L’energia termica così prodotta risulta infatti spesso più costosa rispetto ad altre fonti di approvvigionamento (anche per via dei costi della messa a dimora delle tubature per trasportare l’acqua calda a distanza) e quindi non viene utilizzata. Ma anche se così fosse, la centralizzazione della produzione di energia termica con il teleriscaldamento non è auspicabile. Innanzitutto perché mina le basi del miglioramento delle prestazioni termiche delle case: se il riscaldamento è a consumo, l’utente sarà invogliato a consumare sempre di meno, eliminando gli sprechi e abbassando le temperature e consumando meno metano; se il riscaldamento è con un contratto capestro ventennale con una grossa centrale, non si può modificare se non allacciando altre utenze, il che è complicato per via dei costi della messa a dimora delle tubazioni.
Quindi le centrali a biomasse non possono essere considerate fonti rinnovabili. La definizione di rinnovabile è in contrasto con i piani di sfruttamento della biomassa forestale come quello previsto dalla Bresso con Legge Regionale 4/2009 e i successivi regolamenti che l’Assessore Sacchetto della Lega Nord sta estendendo. Il bosco è dotato di una sua vita di decenni per raggiungere quella biodiversità che lo caratterizza. Un piano di sfruttamento intensivo dei nostri boschi comporterà una rapida conversione di vecchi cedui in fustaie, con prelievi superiori alla capacità di ricrescita.
Per questo in Aula ho presentato una mozione di moratoria di nuovi impianti a biomasse nell’attesa di nuove linee guida autorizzative molto stringenti. La moratoria è stato bocciata dalla Lega Nord, la stessa che in Provincia di Torino ha votato sì, adducendo motivazioni tecnico-burocratiche (la probabile impugnazione) e restiamo quindi nelle mani degli uffici dell’Assessorato allo Sviluppo Economico. La nostra posizione a riguardo è quindi molto chiara: le centrali a biomassa hanno ragione di esistere solo se di micro dimensioni e se rifornite tramite filiere locali cortissime (raggio di pochi chilometri) per autoconsumo.
Scarica la mozione: Mozione biomasse.pdf

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17 Commenti

  1. E’ corretto limitare l’uso delle biomasse a situazioni di elevata efficienza (cogenerazione e trigenerazione) che utilizzino l’energia contenuta nel combustibile almeno per l’85%. Quindi no a impianti solo elettrici che hanno un rendimento inferiore alla media nazionale (oggi al 46%) per la produzione elettrica.
    Ma limitare l’uso delle biomasse solo al “micro”, cioè il caminetto o la stufa in campagna non è corretto. Infatti, il micro non può limitare le emissioni di inquinanti (costerebbe troppo) e questo per le biomasse sarebbe un guaio. Solo il “piccolo” (diciamo max 1 MWe) può permettere un compromesso ragionevole tra alta efficienza e costo di investimento/gestione. Ricordiamo che il fotovoltaico produce energia elettrica e non calore. Quindi progetti di teleriscaldamento a scala locale possono essere molto utili per ottimizzare l’uso della biomassa. Non esageriamo con un approccio che sa molto di ideologico. Ciao.

  2. Che dire … è incredibile come la CIP6 aggiungendo a fonti rinnovabili il semplice termine di “assimilabili” abbia creato un guadagno di 40 miliardi di euri per aumentare altra ricchezza ai soliti petrolieri ma alla fine della fiera per aumentare l’inquinamento. Proprio il contrario di quello che si vuole ottenere dalle rinnovabili !!!
    Da poco ho incominciato a leggere un saggio di Ferruccio Pinotti “la lobby di dio” ed è incredibile che ,parlando con la maggior parte della gente , si pensa che il problema sia solo il nano o al massimo il parlamento.
    Pinotti con indiscutibile chiarezza (alla Travaglio) afferma come “comunione e liberazione ” e il suo braccio economico “Compagnia delle opere” sia il vero problemae la vera regia chetira a suo piacimento i fili della politica !!!
    Ragazzi siete grandi !!!

  3. Vero quello che dici, ma a questo punto si dovrebbe andare oltre e arrivare alla microcogenerazione condominiale superando l’assurdità legislativa per cui un condominio può installare un microcogeneratore SOLO per alimentare elettricamente le utenze condominiali e non gli alloggi dei condòmini, ovvero nessuno passerà a un sistema di cogenerazione tipo TOTEM/TANDEM a livello cittadino perchè impraticabile a meno di appoggiarsi a un ente terzo tipo una ESCO che fornisca il servizio energetico completo (quindi con un costo). Ma è possibile in Italia andare in una direzione di autodeterminazione delle persone invece che sempre e solo verso la centralizzazione in mani terze dei propri diritti?

  4. Hai tutto il mio appoggio.
    Io sono un giornalista della Provincia di Torino, sto seguendo da anni l’iter burocratico sulla costruzione di un impianto a biomasse di 5MW in un paesino di poco meno di 5mila abitanti: una vera follia insomma.
    Un Comitato cittadino prima e un Circolo di Legambiente poi hanno fatto serate di sensibilizzazione, incontri, procedimenti al Tar e da 5 si è passati a 3 e quindi a 1MW.
    Il sindaco (del PDL) dal canto suo ha sempre tirato avanti per la sua strada ignorando per lo più le proposte di dialogo e di mediazione.
    Ora la ditta ha ricevuto l’ok alla costruzione della centrale da parte della Provincia ma il cambio di combustibile o il rifornimento da altre nazioni estere è dietro l’angolo.
    Le Biomasse non sono una fonte rinnovabile, o per lo meno non come le altre.
    Grazie di quello che stai facendo.

  5. andate tutti affan**lo !
    con sta storia dell’energia ho i co***ni tritati… imparate TUTTI quanti a NON SPRECARLA l’energia ! e ad amare la TERRA per ciò che essa costantemente ci dona … e il problema energetico è risolto .
    ossequi

  6. Purtroppo la LEGA se le fumerà le Biomasse ma NOI TUTTI ci respireremo il loro “fumo passivo”.
    Per la serie (LORO e le loro CRICCHE) padroni a CASA NOSTRA!!!!
    Diffuso su Fabionews
    Grazie
    fabio

  7. Ragazzi, voglio aggiungere un commento a favore delle centrali a biomassa non troppo micro:
    1) consente di riattivare la filiera bosco-energia, con la coltivazione dei boschi, che è sempre avvenuta prima della guerra (pensiamo alla produzione di castagne nell’appennino), e quindi di aiutare il ripopolamento delle valli.
    2) la manutenzione del bosco aiuta in maniera eccezionale la riduzione del rischio idrogeologico e di incendio, con indiretti benefici sulle casse comunali e provinciali, ovvero di tutti.
    Quindi le centrali a biomasse SONO A FONTE RINNOVABILE DI ENERGIA (non raccontiamoci balle), secondo me non dovete affermare il contrario, piuttosto spingere l’acceleratore sulla sostenibilità della filiera corta (o cortissima come dite voi). Ciao.

  8. se credete tanto a queste cose allora andate a votare la gente che le diffonde!! non limitatevi a mettere un “mi piace” su facebook o a scrivere un commento che critica gli altri partiti; non vi va bene quello che fa il governo e/o il vostro comune? bene avete la possibilità di farlo sapere!
    votate Movimento 5 stelle in tutte le provincie di TORINO!! facciamo qualcosa di concreto per cambiare le cose non le solite chiacchere al vento che non servono a nulla!

  9. E’ da tempo che cerco un’opinione del Movimento 5 stelle chiara riguardo alle biomasse e finalmente lo trovata. Lo dico con lo spirito di capire bene che direzione il Movimento intende tenere.
    Sono laureato triennale, e frequento un corso magistrale in Scienze agroambentali, per cui l’argomento mi sta a cuore da un punto di vista “professionale” oltre che ambientale.
    Francamente capisco e condivido i concetti proposti di filiera corta, ciclo breve ecc. Detto questo però mi sembra che i dati forniti manchino innanzitutto di fonti, e senza queste francamente non vado oltre nelle critiche o nelle lodi. Credo quindi che come già suggerito altri interventi non si possa tacciare come non rinnovabile l’uso delle biomasse, o delle centrali a biogas (qual’è l’opinione a riguardo di queste?).
    Finisco chiedendo se già esiste un comitato scientifico a riguardo, non che il lavoro dei 2 consiglieri regionali sia vano o scevro di scientificità.

  10. Sui gas organici si può e sopratutto si deve fare molto perchè sono per la maggiore gas metaniferi e quindi gas serra.
    Voglio sottolineare che le deiezioni animali producono molto gas metanifero dalla loro digestione e le sostanze residue sono azotate e quindi alimento per le piante.
    Un dato: 1 m cubo di rifiuto organico produce in 10 anni 250 m3 di gas metaniferi + silossani (oggi ci si fa vernici tanto pubblicizzate, fluidi per ORC ed hanno preso il posto del triclorene).
    Non sprechiamo la porzione alimentare per produrre biodisel, mi sembrerebbe di buttare via il pane avanzato a tavola: lo regalo a chi ha gli animali da mantenere……
    Parliamone ….
    Ciao,
    Mauro

  11. L’uomo ha sempre utilizzato le fonti di energia rinnovabili… ha utilizzato il fuoco, da sempre, per scaldarsi, l’acqua per l’idroelettrico, il vento per i mulini… si è sempre ingegnato e l’unica risorsa che non ha ancora utilizzato come fonte di energia è il sole. E’ inutile farsi tante elucubrazioni : il sole è lì e la nostra tecnologia è pronta per sfruttarne l’inesauribile risorsa.
    Ma se lo facessimo da subito dovremmo fare i conti con un sistema parassitario e radicato che si opporrebbe : penso all’ENI, all’Enel e tutti quei carrozzoni che fanno del teleriscaldamento e della fornitura di gas per acqua calda, il loro cavallo di battaglia.
    Ora : se continuiamo a rimanere indietro sulle possibilità offerte dal solare, ci ritroveremo a dover importare l’energia prodotta da altri paesi ( così come stiamo già facendo ) ed anche, paradossalmente, quella prodotta con il solare. La Germania sta tappezzando una metropoli come Berlino, la Spagna si sta adeguando e noi? noi dobbiamo solo liberarci delle sanguisughe che governano questo dannato paese! Non possiamo aspettarci nulla da ometti usurati da decenni di potere o di falsa opposizione, dobbiamo per prima cosa liberarcene, votando m5s ovunque, buttare tutte le leggi fregatura che hanno varato ( compreso il cip6 ), e cominciare ad avviare uno nuovo ciclo economico partendo dal solare, costituendo una filiera virtuosa : Impresa – Amministrazione pubblica – cittadino. Diamoci da fare!! Aldilè delle manifestazioni, che sono importanti per la presenza sul territorio, evolviamoci ad esseri umani liberi, non eternamente paurosi o titubanti! Il solare renderebbe inutile biomassa, metano e tutto il resto, e spingendo sull’acceleratore, con un’oculata gestione ed un aumento della domanda e dell’offerta i costi diminuirebbero del 50 per cento. Cos’ come è successo per l’auto : prima era accessibile a pochi poi è diventata di massa. Solare poi vuol termico e fotovoltaico… basterebbe epurare lo stato da questi boiardi, dai manager pubblici inquisiti e corrotti, dagli imprenditori privati che vivono e prosperano di aiuti e sulle nostre spalle, per istituire quella filiera virtuosa che farebbe rinascere questo paese. Divulghiamo e convinciamo i nostri parenti, amici o vicini a votare questi ragazzi e tiriamo fuori gli attributi per alzare finalmente la testa.

  12. Cari amici, consiglio di ESSERE PIU’ PRECISI e di parlare anzichè di “Centrali a biomasse” di “Centrali a conbustione di biomasse” poichè, esistono processi che utilizzano biomasse, preferibilmente di scarto, che tramite processi di digestione anaerobica producono energia elettrica, biometano, idrometano.
    Questa tecnologia, se concepita su piccola scala e a filiera corta (di pochi km,) possiede caratteristiche di sostenibilità ambientale ad un livello raramente raggiungibile da altre tecnologie di produzione di energia da fonti rinnovabili … pertanto distinguerei radicalmente le “CENTRALI A COMBUSTIONE DI BIOMASSE” con le “CENTRALI DI DIGESTIONE DI BIOMASSE”
    Saluti VIVA5STELLE!!!!

  13. grazie dei molti commenti.
    io ero molto scettico anche sul biogas, ora dop aver visto Report peggio. finchè ci sono di mezzo gli incentivi, il mercato distorto genererà mostri. nella pianura padana il mais viene usato per produrre biogas col kwh incentivato a 28 cent (mentre costa normale 7 kwh), così che i contadini vendono o affittano i terreni al doppio o al triplo, mandando sul lastrico tutta la filiera agricolo-zootecnica.
    pensiamoci.
    per quello dico micro (che non è nè la stufa da 5 kw nè l’impianto da 1 mWe, ma probabilmente intorno a 50-100 kw) con prodotti propri di scarto…del proprio campo senza andarci a buttare cibo o mangime o usare suoli fertili per produrre energia.
    qualcuno ha scritto: abbiamo il sole, sfruttiamolo. mettiamoci tutti 3 kw di pannelli e spegniamo le centrale a carbone, e le vecchie e a gas…
    e l’energia può produrre calore con le pompe di calore in case messe in efficienza…

  14. la questione della costruzione delle centrali a biomasse di grande dimensione è stato un argomento molto dibattuto nel Roero l’anno scorso. Un movimento di cittadini dal basso si è riunita in un comitato opponendosi alla realizzazione di una centrale a Canale d’alba, e dopo una “battaglia” durata mesi la terza conferenza dei servizi ha detto di NO. Il comitato organizzando serate informative e raccogliendo migliaia di firme, ha sensibilizzato la popolazione che chiaramente non era stata informata della costruzione su un territorio a base agricola (pesche, uva, ortaggi) di un mostro catalogato come ECO. Il discorso in consiglio di Bono, racchiude esattamente le problematiche e le perplessità che avevamo incontrato noi e riguardano l’incentivazione e di come e cosa il legislatore intende per Rinnovabile. In più il dubbio è: chi ha il controllo di cosa viene bruciato nella centrale? e se una discarica vicina dovesse riempirsi e il proprietario della centrale la “riconvertisse”? prenderebbe ulteriori incentivi per incenerire immondizie e risidui non legnosi…chi potrebbe impedirglielo? e poi, è giusto che sia di proprietà privata una centrale a biomasse che emette pm10 e fumi in quantità su tutto il territorio a solo vantaggio economico del proprietario che per sicurezza abita molto lontano dal luogo???
    Noi ce l’abbiamo fatta e qui non si costruirà…spero che anche in altri luoghi dove son previsti progetti del genere, la gente si organizzi, perchè è l’unico modo possibile per rendere partecipative scelte di singoli che ricadono sulla vita di decine di migliaia di persone.
    a star bene
    dema
    la nostra bella storia è riassunta e sintetizzata su
    http://roeroconsapevole.blogspot.com/

  15. Mi trovate d’accordo su molti punti ma non sul fatto che tutte le case debbano essere dotare di pannelli solari e fotovoltaici per la produzione di energia. In primo luogo i pannelli, sia solari che fotovoltaici, come le pale eoliche, ecc., sono a forte impatto visivo, perciò arrestiamo fin da subito questa distruzione del paesaggio, fenomeno che mi preme perchè sta progressivamente rovinando le Langhe… pensiamo anche a questo importante aspetto!!! oltre al fatto che concettualmente vivendo in una società dovrebbe essere lo stato a produrre energia a basso costo e pulita, e non ogni singolo individuo di una nazione. Se ogni regione, provincia, comune individuasse delle aree da destinare/sacrificare alla produzione di energia nelle sue svariate forme (cosa che per altro potrebbe coincidere con le aree industriali per esempio…), eviteremmo veramente di rovinare l’ambiente che ci circonda!!!

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