
Di Fabrizio Biolè
Sottolineare che la speculazione legate alle installazioni fotovoltaiche su terreno libero nel nostro paese, e ancor più sul territorio della regione Piemonte, ha raggiunto limiti inverosimili, quando non delinquenziali, pare un mero esercizio di ripetizione.
Ripetizione di richieste, perplessità, istanze che da mesi ormai comitati, associazioni e singoli cittadini vanno ribadendo sugli organi di informazione e sui nuovi media come i social network.
E’ dunque risaputo che nelle nostre campagne sono spuntate come funghi lunghe file di capannoni e costruzioni industriali in gran parte sottoutilizzate, anche come supporto per le nuove numerose serie di impianti solari, le quali invece continuano ad essere installate spesso su suolo fertile con perdita irreversibile delle caratteristiche dello strato superficiale del terreno che ricopre le campagne piemontesi.
La speculazione sugli impianti da energia rinnovabile, derivata dalla compravendita dei certificati verdi di bersaniana memoria, comincia però ad essere palese anche per quanto riguarda la proliferazione dei grandi impianti eolici. E’ di poco tempo fa la critica feroce agli impianti offshore realizzati al largo delle coste del Molise e della Puglia.
Attualmente una “battaglia” analoga sta nascendo sul territorio piemontese, per la precisione nel territorio del comune di Garessio nel cuneese, sulle pendici del monte Mindino.
Qui è presente da qualche anno l’impianto del colle di San Bernardo, a mille metri di quota sulla direttrice tra Albenga e Garessio, cinque torri realizzate dalla società San Bernardo Wind Energy. L’attuale potenza totale è di 12,5 megawatt.
Il nuovo parco prevede 12 aerogeneratori (dei 26 del progetto originario) in una zona nella quale un impianto del genere non ha alcuna ragione di esistere, sotto ogni punto di vista: dell’ambiente, dell’accessibilità ma soprattutto della potenza del vento.
L’eolico industriale e i grandi parchi eolici, in zone di alta montagna come quella in oggetto, costituiscono una pura contraddizione. La produzione di energia rinnovabile non può avvenire a scapito della natura e dell’ambiente. Anche negli obiettivi della Convenzione delle Alpi, ratificata dall’Italia con Legge n.403 del 14 ottobre 1999, vi è quello di “ottenere forme di produzione, distribuzione e utilizzazione dell’energia che rispettino la natura e il paesaggio, e di promuovere misure di risparmio energetico”.
Innanzitutto l’eventuale via libera alla realizzazione di questo impianto creerebbe un precedente molto pericoloso per il territorio alpino, in quanto aprirebbe la strada ad una moltitudine di proposte ubicate a quote elevate, dove gli impatti sono generalmente alti e il rapporto costi/benefici sfavorevole.
Dal punto di vista dell’impatto visivo occorre prendere in considerazione l’estrema visibilità che l’impianto avrà dai territori circostanti, lontani anche decine di chilometri. Anche l’ultima configurazione dell’impianto, consistente in 12 torri di altezza 97 metri al mozzo e con rotore di 108 metri di diametro, complessivamente pari all’altezza di un palazzo di circa 50 piani avrà un impatto visivo altissimo, più che mai evidente osservando la croce votiva posta sulla cima, alta “appena” 30 metri, visibile ad occhio nudo da almeno 50 chilometri.
In più il Dlgs n° 42 del 2004 , il Piano Territoriale Regionale, adottato con D.G.R. 16 dicembre 2008, n. 16−10273, e il Piano Paesaggistico Regionale, adottato con D.G.R. n. 53-11975 del 4 agosto 2009, sono concordi nel definire l’area come particolarmente rilevante dal punto di vista paesaggistico e ambientale. Le 12 torri sono poste ad un’altitudine compresa fra 1570 e 1750 metri di altitudine e sono quindi nella maggior parte in zona soggetta a vincolo paesaggistico.
Dal punto di vista degli impatti sul consumo di territorio le opere accessorie, ammontanti a circa 3 milioni di Euro, comportano: modifica del tracciato della strada provinciale, la messa in opera di nuova viabilità per circa 2 km, piazzole enormi, fondazioni con pali di 53 metri di profondità e plinti in calcestruzzo di 19 metri di diametro. Tutte queste opere avranno un elevato impatto sulla forma dei pendii e sulla naturalità dei luoghi difficilmente mitigabili nel tempo.
Non dimentichiamo gli aspetti legati alla perdita di habitat, alla modifica delle condizioni pedologiche e vegetazionale, che influiranno sia sulle comunità vegetali che di invertebrati. Così come gli importanti impatti che l’impianto avrà su avifauna e chirotteri, molte specie delle quali sono inserite negli allegati delle Direttive comunitarie 79/409 e 92/43.
Le probabilità di incidenza sulle popolazioni stanziali e migratrici è elevata, come affermato nelle relazioni faunistiche prodotte dallo stesso proponente, ed evidenziata dalle numerose e circostanziate osservazioni inviate dalle associazioni scriventi.
Infine, e crediamo sia l’osservazione più importante e puntuale, dal punto di vista della produttività , tutti i dati concordano nel definire l’area come a media-bassa ventosità , con velocità medie del vento poste ai limiti inferiori della resa economica. Da notare che nell’area non è mai stato effettuato un rilievo anemometrico serio.
A seguito di queste considerazioni è evidente come senza gli incentivi statali impianti di questo tipo non verrebbero nemmeno pensati. A maggior ragione perde forza la presunta eco-compatibilità di questa operazione, in quanto i costi di costruzione e la bassa resa economica si possono compendiare soltanto con la presenza di un sussidio di tipo economico.
Rimane ancora da considerare un ultimo aspetto, legato alla dismissione dell’impianto. Cosa succederà fra 20-30 anni, quando sia gli incentivi economici che la vita dell’impianto saranno esauriti. Siamo certi che i costi della dismissione saranno a carico delle aziende, oppure rimarranno un peso per le comunità locali?
In conclusione, sebbene l’energia eolica possa essere in alcuni contesti una valida alternativa alle fonti fossili, possiamo ritenere che la realizzazione dell’impianto del Mindino non risponde a nessuno dei requisiti di economicità , produttività e sostenibilità ambientale che dovrebbero rendere le energie rinnovabili una possibilità compatibile per un futuro energetico migliore.
Per rimanere in tema di energie rinnovabili, vi invito a partecipare alla discussione sul nostro forum riguardante la proposta di legge regionale sull’acquisto collettivo di impianti per la produzione di energia fotovoltaica.
P.S. Domenica 13 febbraio il Comitato Mindino Libero organizza una salita collettiva sul Mindino – chi vorrà potrà firmare l’appello e godere della bellezza di grandioso panorama a 360 gradi tra il mare e le montagne – ritrovo alle ore 10 al Colle di Casotto – Garessio 2000.


Ciao, dirÃÆÃ² forse una banalitÃÆÃ .
Nel mio lavoro (come in tuti i lavori di un’azienda privata) ogni spesa deve essere giustificta attraverso un business case se vogliamo utilizzare un termine inglese. Ovvero, molto semplicemente si mettono su una colonna tutti i costi, sull’altra i ricavi,i rischi (quantificati), il piano temporale di ammortamento tutto tritato da una serie di calcoli del costo del denaro e con questo si decide se realizzare il progetto o meno. Percḫ̬ non proviamo ad infondere una cultura in cui ogni iniziativa ad ogni livello sia sottoposta ad una logica del genere? Ovviamente, mi risponderete, che tutto dipende da chi fa queste previsioni. Nel mondo del lavoro, chi sbaglia previsioni di questo tipo, viene fatto fuori. potrebbe valere la stessa regola. Ultima cosa, mi direte: ma chi controlla, dopo anni, il rendimento di un progetto? I cittadini, per esempio, se correttamente informati. Questa ̮̬ solo un’idea, ma percḫ̬ non provare a svilupparla insieme? Sono a disposizione per discuterne con voi. Ciao, Antonello
solo un appunto: non ̮̬ vero che un campo fotovoltaico a terra comporti perdita irreversibile delle caratteristiche dello strato superficiale del terreno che ricopre le campagne piemontesi.
Sul blog di ASPO piÃÆÃ¹ volte ne hanno discusso e la cosa sembra assolutamente una delle tante leggende messa in giro per contrastare il FV.
Questo non vuol dire che bisogna trasformare i terreni agricoli in campi FV, tutt’altro, vista anche la cementificazione di questo disastrato paese ̮̬ meglio preservare il piÃÆÃ¹ possibile i terreni agricoli e sfruttare i tetti di costruzioni giÃÆÃ esistenti che sono un infinitÃÆÃ oppure terreni che non potranno piÃÆÃ¹ essere agricoli percḫ̬ erosi, inquinati o quant’altro
..e allora meglio installare una centrale nucleare!!!
ma piantiamola con queste polemiche!
Ora che il quesito referendario per abrogare le norme sul nucleare ̮̬ stato approvato, diamoci dentro a contrastare il nucleare!
E sotterriamo l’ascia da guerra verso eolico e fotovoltaico a terra!
Sarebbe da promuovere il minieolico cittadino, quello offshore in mare aperto o dove spira il vento opportuno! preferirei mille volte il fotovoltaico sui tetti e facciate di case e capannoni industriali!
Preferirei investire sul kw/h non consumato, con una forte politica per il risparmio energetico e ristrutturazioni edilizie volte a perseguire tale scopo!
Ma non si puÃÆÃ² mica criminalizzare tutto!questo post ̮̬ pura demagogia!
Viva il fotovoltaico sui tetti e per terra!
Viva l’eolico!
No ad una centrale nucleare,che con queste sterili polemiche potremo avere come bel panorama..a ridosso delle alpi e non solo!!!!
Non permettiamo uno scempio del genere; la natura e l’ambiente in generale ne risentirebbero enormemente! Ma ̮̬ mai possibile che si pensi a costruire mostruositÃÆÃ del genere in un periodo come questo, invece che investire in qualcosa di sicuro, veramente redditizio, a basso impatto ambientale e duraturo? SI alla raccolta firme e, se non bastassero, a forme di protesta realmente efficaci!!!
questa nn potrebbe essere una soluzione adatta alle alte quote senza danneggiare il paesaggio ? http://www.greenme.it/informarsi/energie-rinnovabili/765-kitegen-produrre-energia-eolica-con-gli-aquiloni
Il link sul Kite Gen ̮̬ un po’ vecchiotto…ti aggiornohttp://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-01-14/progetti-energia-pulita-made-170340.shtml?uuid=AawxUlzC
http://www.meetup.com/amici-di-beppe-grillo-di-cuneo/messages/boards/thread/10092941#38733727
Non sono d’accordo con quello che dite. Sebbene non conosca la realta’, mi pare curioso che un investimento del genere non sia supportato da un adeguata analisi costi/benefici economici. (il primo commentatore di oggi parlava di business case).
Inoltre l’obiezione che fate a riguardo dei costi di dismissione tra 20-30 anni e’, scusate, generica: la societa’ che riceve l’autorizzazione si impegna allo smantellamento. Ufficialmente. Piu’ di cosi’ cosa deve fare?
Detto questo ribalto la situazione: ci stiamo accorgendo che le energie verdi a volte sono “gialle” o rosse, ma mai grigie come il carbone!!
Suggerimento: aiutate le comunita’ locali a trarre il massimo beneficio da queste opere, come e’ giusto che sia. Ad esempio fornendogli referenti competenti che li aiutino a scegliere (la disinformazione e’ spesso molta). Dobbiamo partire con un pregiudizio in positivo, in questi casi, ed aiutare il cambiamento. Saluti.
Ciao, sapete una cosa, mesi fa ho fatto installare un impianto fotovoltaico sul tetto della mia abitazione, pago un mutuo per sostenere la spesa, pensavo che nel lungo tempo tramite gli incentivi statali avrei ammortizzato l’investimento senza fare pesare eccessivamente la cosa sul bilancio familiare
Ebbene sono mesi che la mia pratica viene rimbalzata dall’Enel con a detta loro di nuovi regolamenti (introvabili) del mese di dicembre, quando vado a casa guardo i miei pannelli che non sono attivi (mancanoo solo i contatori) e onestamente mi viene da piangere.
Se avessi saputo di questa burocrazia nella quale ̮̬ ancche difficile venirne a capo non mi sarei azzardato a fare questo investimento.
Ne sconsiglio vivamente la presa in considerzaione da parte di chi sta pensando a queste opere anche se credo sia un bene per quanto concerne l’abbassamento dell’inquinamento ovviamente senza deturpare con impainti di grossa portata il paesaggio e la natura.
Mauro
Ci manca solo un intervento di Sgarbi sul paesaggio e poi abbiamo raggiunto il fondo.
Passando sulla statale 28 e guardando verso la vallata mi ero accorto di quelle torri eoliche e ne rimasi piacevolmente colpito. Quando lessi che volevano aumentarlo ne fui felice. Ora leggo che non ̮̬ cosÃÆÃ¬ semplice.
Ma se avessimo le condizioni di vento favorevole, cosa che non abbiamo, a voi farebbero schifo una decina di torri eoliche sulla collina torinese? A me no. Preferireste una centrale a carbone?
Fatto salvo che la nostra principale fonte di energia dovrebbe essere il RISPARMIO ENERGETICO non bisogna legarsi a queste visioni ristrette.
Siete mai stati in Germania? Mettono i pannelli fotovoltaici persino sui tetti delle chiese gotiche alla faccia della Soprintendenza e bellezze architettoniche!
Evidentemente hanno leggi fatte col buon senso.
Ho letto con interesse tutti i commenti e vorrei spiegare i percḫ̩ dei nostri no brevemente, visto che a quanto pare l’articolo di Biol̮̬ non ̮̬ stato sufficiente.
A Garessio esiste giÃÆÃ un parco eolico, quindi questo comitato non ̮̬ sorto per contestare a prescindere la costruzione delle nuove pale. Il problema ̮̬ a monte.
Distruggere per sempre un ambiente importante come quello del Mindino per realizzare un parco eolico che NON RENDERA’ in energia ̮̬ assurdo e inutile.
Non serve a niente giustificare tali scempi con la scusa del “sennÃÆÃ² faranno le centrali nucleari”. Non vogliamo il nucleare, ma non vogliamo neanche distruggere inutilmente un habitat tutelato da diverse leggi (se il progetto ha giÃÆÃ ricevuto cinque no dalla conferenza dei servizi ci sarÃÆÃ un motivo!!!)
La vera soluzione ̮̬ il risparmio energetico, costruendo le nuove case con i giusti criteri e riducendo gli sprechi.
Al 26 gennaio, a 600 m di quota, in casa nostra abbiamo la caldaia spenta. 20̡̉C con una cesta di legne al giorno e acqua calda con i pannelli solari. Abbiamo investito e ristrutturato casa per portarla in classe A, questo deve essere il futuro!!!
Per ulteriori informazioni:
https://giulemanidalmindino.wordpress.com/
Per chi volesse sostenere il futuro della montagna puÃÆÃ² contattarci: mindinolibero@gmail.com
P.S. Nel comitato ci sono le professionalitÃÆÃÂ competenti per comprendere il progetto in tutte le sue parti(Geologi, Ingegneri, Dottori in Scienze Forestali ed Ambientali…) e anche noi ci chiediamo come mai “un investimento del genere non sia supportato da un adeguata analisi costi/benefici economici”… in effetti senza incentivi nessuno costruirebbe questo parco eolico!!
ciao mauro, io penso che sia necessario che si faccia il punto sulla questione “fotovoltaico” poicḫ̬ l’Enel cerca di specularci sopra in ogni modo.
A loro non sta bene che noi possiamo produrci energia rinnovabile a nostre spese.
Loro vorrebbero che noi ocntinuassimo ad essere dipendenti da un gestore e da politiche energetiche che arricchiscono solo i pochi grandi gruppi inustriali.
ciao
Sta diventando un vero disastro. Il fotovoltaico ̮̬ un mercato drogato che non riduce realmente la CO2. Il rapporto in mq tra solare termico e foto e 25 a 1 .
Non abbiamo capito una mazza. La speculazione ci seppellirÃÆÃÂ .
Tempo fa mi ero informato per la costruzione di un parco eolico e mi sono imbattuto in alcune norme che chiedevano come parametro essenziale altezza dal l.m. . Credo che sia assurdo pensare che altezza possa essere vincolante, ma lo e’. Io condivido le tue perplessitÃÆÃÂ ma sono estremamente favorevole all’eolico, ma solo a fronte di una reale ventositÃÆÃÂ . Qundi si, proponiamo pure eliminazione degli incentivi per la costruzione di impianti ma lasciamo il doppio prezzo del kwh.
Se vi interessano cittadini “produttori e distributori di energia rinnovabile che rispettano l’ambiente” potete andare qui
—> http://www.retenergie.it
Questa la situazione in provincia di Alessandria.
Impossibile capire chi abbia ragione, l’azienda ̮̬ incapace a fornire la documentazione prevista o la normativa ̮̬ come al solito “all’italiana” cio̮̬ fa di tutto per complicare qualsiasi lavoro?
A voi la risposta.
Articolo comparso su LA STAMPA pag. 61 edizione di Alessandria, data odierna.
Quattro ore di durata, decine di enti e associazioni e circa 150 persone presenti: sono i numeri della prima Conferenza dei servizi sul progetto di centrale eolica proposto da Equipe Group tra Val Borbera e Val Curone (42 torri), seduta che si ̮̬ tenuta nellâââ‰â¢aula magna dellâââ‰â¢Itis Volta di Alessandria. La fattibilitÃÆÃ del maxi impianto ruota attorno al vincolo di inedificabilitÃÆÃ imposto sul crinale del Giarolo e degli altri monti dal Piano paesaggistico regionale (Ppr), adottato per tutelare gli ambienti montani. Equipe Group ha chiesto di escludere dal vincolo gli impianti eolici.
La Provincia ha perÃÆÃ² chiarito che la presenza della normativa al momento preclude la possibilitÃÆÃ di proseguire lâââ‰â¢iter e che la procedura ̮̬ sospesa. ÃâëEâââ‰â¢ un passaggio fondamentale âââ‰â¬Å spiegano dallâââ‰â¢amministrazione provinciale âââ‰â¬Å: da Torino devono chiarire se le torri eoliche devono essere considerate edifici e quindi non realizzabili sui crinali in questione, oppure se vanno paragonate alle
antenne televisive. In questo caso, la centrale eolica sarebbe compatibile con il PprÃâû. Lâââ‰â¢altro giorno la Provincia ha chiesto una lunga serie di integrazioni a Equipe Group. Per esempio lâââ‰â¢assenza di una stima dei costi di dismissione noncḫ̩ di garanzie per il ripristino dei luoghi. Inoltre il progetto ̮̬ carente sul piano ambientale poicḫ̩ mancano il monitoraggio sui volatili e lo studio di incidenza sulla zona di protezione speciale sui monti Ebro e Chiappo e sul aito di importanza comunitaria delle Strette del Borbera. Inoltre, lâââ‰â¢assenza di uno studio geologico e idraulico rende impossibile una valutazione del progetto. Soprattutto la Provincia ha evidenziato che senza uno studio di dettaglio sulla presenza del vento ̮̬ impossibile valutare la sostenibilitÃÆÃ economica del progetto. Pareri contrari dai Comuni di:Montacuto, Fabbrica Curone e Borghetto, favorevoli Cabella e Vignole. Oltre alWwf e Progetto ambiente, pareri sfavorevoli dal Cai e dal Consorzio per il miglioramento fondiario di Giarolo e Montacuto per il pesante impatto su pascoli, paesaggio, turismo e attivitÃÆÃ venatoria. Critiche da Confagricoltura per le conseguenze per lâââ‰â¢allevamento. Equipe Group commenta: ÃâëI Comuni contrari, cosÃÆÃ¬ come la ComunitÃÆÃ montana, hanno fatto interventi di carattere politico poco attinenti alla conferenza dei servizi. Molte delle integrazioni richieste sono giÃÆÃ pronte in quanto erano giÃÆÃ previste da parte nostraÃâû. La societÃÆÃ presenterÃÆÃ il resto entro 90 giorni. Intanto la Provincia avvierÃÆÃ lâââ‰â¢audizione pubblica per ascoltare tutte le parti anche sui progetti di Enel Green Power e Concilium, al momento non procedibili per carenza di documentazione.
Da operatore del settore permettetemi alcune riflessioni.
Tralasciando il tema legato ai parametri economici del futuro impianto eolico, che come qualunque progetto che si rispetti ̮̬ soggetto ad attenta analisi tecnico/economica da parte dei finanziatori che naturalmente andranno a valutare la produttivitÃÆÃ e quindi la redditivitÃÆÃ economica dello stesso, lâââ‰â¢unico reale elemento di ââ∠âdiscordiaâââ¬Ã imputabile ad impianti eolici e (incredibilmente) anche a quelli fotovoltaici di grande taglia ̮̬ il loro impatto visivo. Ma vi rendete conto che il tema ̮̬: ââ∠âmi piaceâââ¬Ã o ââ∠ânon mi piaceâââ¬Ã oppure ââ∠â̮̬ belloâââ¬Ã o ââ∠â̮̬ bruttoâââ¬ÃÂ. Lâââ‰â¢impatto visivo, senza che nessun ingegnere ambientale si scandalizzi o qualche soprintendente abbia un malore nel leggere queste affermazioni, alla fine della fiera ̮̬ un parametro soggettivo legato alla cultura, al senso estetico di un paese o di un individuo. Ma lo sapete che gli impianti fotovoltaici a terra anche di grande taglia scompaiono dietro una siepe di appena 3 m! Lâââ‰â¢eolico non si puÃÆÃ² nascondere ma câââ‰âÂ¢ÃÆÃ¨ a chi piace vedere delle pale che girano e producono energia verde e a chi non piacciono. Il tema termina qui, non ci sono altri reali impatti legati allâââ‰â¢utilizzo di impianti eolici o fotovoltaici in un territorio idoneo alla loro realizzazione. Mi auguro vivamente che gli sforzi di alcuni pseudo ambientalisti si concentrino su temi ben piÃÆÃ¹ importanti che opporsi allo sviluppo di eolico e fotovoltaico sul nostro territorioâââ¬Ã¦ ma come credete si possano rispettare i parametri del 20-20-20âââ¬Ã¦ con lâââ‰â¢eolico del sud Italia?âââ¬Ã¦ beh, forse qualche palettina eolica potremmo accoglierla pure noi âââ¬Ã¦ non credete? E non ditemi di fare eolico nella pianura padana che vi rimando a rileggere il sussidiario delle medie!
Pensierino della sera: un parco eolico ââ∠âfatto maleâââ¬ÃÂ ÃÆÃ¨ soltanto brutto (forse), un inceneritore ââ∠âfatto beneâââ¬Ã fa venire il cancro!! Meditate gente, meditate!
Juri
Da operatore del settore permettetemi alcune riflessioni.
Tralasciando il tema legato ai parametri economici del futuro impianto eolico, che come qualunque progetto che si rispetti ̮̬ soggetto ad attenta analisi tecnico/economica da parte dei finanziatori che naturalmente andranno a valutare la produttivitÃÆÃ e quindi la redditivitÃÆÃ economica dello stesso, lâââ‰â¢unico reale elemento di ââ∠âdiscordiaâââ¬Ã imputabile ad impianti eolici e (incredibilmente) anche a quelli fotovoltaici di grande taglia ̮̬ il loro impatto visivo. Ma vi rendete conto che il tema ̮̬: ââ∠âmi piaceâââ¬Ã o ââ∠ânon mi piaceâââ¬Ã oppure ââ∠â̮̬ belloâââ¬Ã o ââ∠â̮̬ bruttoâââ¬ÃÂ. Lâââ‰â¢impatto visivo, senza che nessun ingegnere ambientale si scandalizzi o qualche soprintendente abbia un malore nel leggere queste affermazioni, alla fine della fiera ̮̬ un parametro soggettivo legato alla cultura, al senso estetico di un paese o di un individuo. Ma lo sapete che gli impianti fotovoltaici a terra anche di grande taglia scompaiono dietro una siepe di appena 3 m! Lâââ‰â¢eolico non si puÃÆÃ² nascondere ma câââ‰âÂ¢ÃÆÃ¨ a chi piace vedere delle pale che girano e producono energia verde e a chi non piacciono. Il tema termina qui, non ci sono altri reali impatti legati allâââ‰â¢utilizzo di impianti eolici o fotovoltaici in un territorio idoneo alla loro realizzazione. Mi auguro vivamente che gli sforzi di alcuni pseudo ambientalisti si concentrino su temi ben piÃÆÃ¹ importanti che opporsi allo sviluppo di eolico e fotovoltaico sul nostro territorioâââ¬Ã¦ ma come credete si possano rispettare i parametri del 20-20-20âââ¬Ã¦ con lâââ‰â¢eolico del sud Italia?âââ¬Ã¦ beh, forse qualche palettina eolica potremmo accoglierla pure noi âââ¬Ã¦ non credete? E non ditemi di fare eolico nella pianura padana che vi rimando a rileggere il sussidiario delle medie!
Pensierino della sera: un parco eolico ââ∠âfatto maleâââ¬ÃÂ ÃÆÃ¨ soltanto brutto (forse), un inceneritore ââ∠âfatto beneâââ¬Ã fa venire il cancro!! Meditate gente, meditate!
Juri
Incredibile fotovoltaico
GSE: 4000 MW di impianti fotovoltaici installati nel 2010 e in attesa di connessione, piÃÆÃ¹ 1850 giÃÆÃ connessi. Una cifra da record mondiale, che ci porta a un soffio dagli obbiettivi per il 2020. Ma il mondo del fotovoltaico teme la fine degli incentivi, e resta una domanda: come ̮̬ possibile che non ce ne siamo accorti?
http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=fotovoltaico-impianti-record-installazione-4000-kw-mondo-gse
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La questione ̮̬ veramente molto semplice: il Mindino ̮̬ tutelato da diversi vincoli previsti dalle norme regionali ed ̮̬ solo a causa dell’insistenza dell’azienda proponente che il progetto non ̮̬ stato accantonato definitivamente.
DispiacerÃÆÃÂ agli ultras dell’eolico, ma in Italia esiste ancora qualche legge che tutela l’ambiente.
Leggo che secondo qualcuno il nord Italia dovrebbe ispirarsi a quello che ̮̬ accaduto nel sud, forse dimenticandosi che che dello sviluppo eolico delle regioni meridionali sono piene le cronache, anche quelle giudiziarie.
Ma potremmo passare anche sopra ai vari scadali e scandaletti eolici e dire che comunque ̮̬ un bene che al sud ci siano tutti questi impianti che producono tanta buona energia rinnovabile.
Peccato che perÃÆÃ² la produttivitÃÆÃ degli impianti eolici in Italia sia veramente bassa: 1255 ore equivalenti. In Germania la produttivitÃÆÃÂ ÃÆÃ¨ 1455 o.e. – in Olanda 2162 o.e. – in Irlanda 2345 o.e.
Una pala eolica installata in Italia produce la metÃÆÃÂ rispetto ad una pala istallata in Irlanda (e anche la Germania non va molto bene).
E evidente che le pale sono state installate dove c’̮̬ poco vento. E percḫ̬ lo hanno fatto? Percḫ̬ grazie ai poderosi incentivi su puÃÆÃ² guadagnare molto anche producendo poco.
Siamo stati molto bravi a finanziare il ricco tenore di vita dei finanzieri eolici.
Evviva!
La questione ̮̬ veramente molto semplice: il Mindino ̮̬ tutelato da diversi vincoli previsti dalle norme regionali ed ̮̬ solo a causa dell’insistenza dell’azienda proponente che il progetto non ̮̬ stato accantonato definitivamente.
DispiacerÃÆÃÂ agli ultras dell’eolico, ma in Italia esiste ancora qualche legge che tutela l’ambiente.
Leggo che secondo qualcuno il nord Italia dovrebbe ispirarsi a quello che ̮̬ accaduto nel sud, forse dimenticandosi che che dello sviluppo eolico delle regioni meridionali sono piene le cronache, anche quelle giudiziarie.
Ma potremmo passare anche sopra ai vari scadali e scandaletti eolici e dire che comunque ̮̬ un bene che al sud ci siano tutti questi impianti che producono tanta buona energia rinnovabile.
Peccato che perÃÆÃ² la produttivitÃÆÃ degli impianti eolici in Italia sia veramente bassa: 1255 ore equivalenti. In Germania la produttivitÃÆÃÂ ÃÆÃ¨ 1455 o.e. – in Olanda 2162 o.e. – in Irlanda 2345 o.e.
Una pala eolica installata in Italia produce la metÃÆÃÂ rispetto ad una pala istallata in Irlanda (e anche la Germania non va molto bene).
E evidente che le pale sono state installate dove c’̮̬ poco vento. E percḫ̬ lo hanno fatto? Percḫ̬ grazie ai poderosi incentivi su puÃÆÃ² guadagnare molto anche producendo poco.
Siamo stati molto bravi a finanziare il ricco tenore di vita dei finanzieri eolici.
Evviva!
La questione ̮̬ veramente molto semplice: il Mindino ̮̬ tutelato da diversi vincoli previsti dalle norme regionali ed ̮̬ solo a causa dell’insistenza dell’azienda proponente che il progetto non ̮̬ stato accantonato definitivamente.
DispiacerÃÆÃÂ agli ultras dell’eolico, ma in Italia esiste ancora qualche legge che tutela l’ambiente.
Leggo che secondo qualcuno il nord Italia dovrebbe ispirarsi a quello che ̮̬ accaduto nel sud, forse dimenticandosi che che dello sviluppo eolico delle regioni meridionali sono piene le cronache, anche quelle giudiziarie.
Ma potremmo passare anche sopra ai vari scadali e scandaletti eolici e dire che comunque ̮̬ un bene che al sud ci siano tutti questi impianti che producono tanta buona energia rinnovabile.
Peccato che perÃÆÃ² la produttivitÃÆÃ degli impianti eolici in Italia sia veramente bassa: 1255 ore equivalenti. In Germania la produttivitÃÆÃÂ ÃÆÃ¨ 1455 o.e. – in Olanda 2162 o.e. – in Irlanda 2345 o.e.
Una pala eolica installata in Italia produce la metÃÆÃÂ rispetto ad una pala istallata in Irlanda (e anche la Germania non va molto bene).
E evidente che le pale sono state installate dove c’̮̬ poco vento. E percḫ̬ lo hanno fatto? Percḫ̬ grazie ai poderosi incentivi su puÃÆÃ² guadagnare molto anche producendo poco.
Siamo stati molto bravi a finanziare il ricco tenore di vita dei finanzieri eolici.
Evviva!
buongiorno a tutti,
sinceramente non sono in possesso di dati come il caro Marco, lo dico senza polemica credimi, pero io da umile studente di ingegneria abitante proprio a garessio (comune sotto il monte mindino per chi non lo sapesse) sinceramente non credo che le pale eoliche siano un brutto investimento, e poi sempre meglio di centrali a idrocarburi o peggio nucleari.
Detto questo chiedo se qualcuno sa dirmi i valori di produzione delle pale sul colle san bernardo (impianto composto da 5 pale sempre sopra garessio) perche sinceramente i valori medi degli impianti italiani mi interessano molto relativamente per sapere se il monde mindino puo o no essere un posto produttivo.
Per la cronaca a noi abitanti hanno detto che l’impianto sarebbe a “prato rotondo”, vicino al colle mindino, quindi non proprio di fianco alla croce.
In piu devo rispondere ad alcuni messaggi dei giorni precedenti:
NON ̮̬ vero che non c’̮̬ la strada per andare a prato rotondo solo non ̮̬ asfaltata.
SE si parla di paesaggio poi bisogna anche dire che il monde mindino difficilmente entrerÃÆÃÂ nella classifica unesco!
mi spiego meglio: un conto ̮̬ dire che alcuni parchi eolici che hanno fatto sulle coste sicilia hanno rovinato il paesaggio un conto ̮̬ dire che a prato rotondo costruiscono un parco eolico.
Non essendo pero in possesso di molte info accetto risposte repliche e critiche senza problemi.
Pero non diciamo a prescindere che il parco eolico li non si puÃÆÃ² fare.
Ultima cosa e concludo, una cosa che mi da un po fastidio ̮̬ sentire lezioni di ambientalismo e di convivenza con la natura magari da gente che abita in citta per comprare il pane anche se ̮̬ a 1 Km fa andare 4 litri di gasolio, si scalda a metano tutto l’inverno poi per quando va al mare passa dal colle san bernardo vede le pale eoliche e dice che schifo hanno rovinato il paesaggio montano come se garessio fosse un villaggio nel nepal a 6000 m.
voglio dire l’alta montagna ̮̬ un’altra cosa e anche i bei paesaggi.
Le pale hanno innalzato i valori di quei 4 boschi che prima valevano a male a pena la legna che c’era sopra.
Quando ho sentito le prime volte Sgarbi che sbraitava contro l’eolico ho pensato “Ma percḫ̬ grida cosÃÆÃ¬?”, poi mi sono un po’ informato ed effettivamente le cose andrebbero fatte un po’ meglio.
Per esempio bisognerebbe evitare il piÃÆÃ¹ possibile di creare dei giganti come quelli che si sono fatti nel sud, ma creare dei campi piÃÆÃ¹ piccoli e compatibili.
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Per quanto riguarda l’ estetica, a me i generatori eolici piacciono un sacco. E quando viviamo nella pianura piu’ inquinata d’europa, mi viene da ridere al pensiero degli argomenti proposti per osteggiare l’eolico. Credete che la fauna (e noi, che ancora contiamo piu’ della fauna) sia piu’ danneggiata da un generatore eolico o da una centrale termoelettrica? O da “una cesta di legna” con tutte le sue emissioni “naturali” e cancerogene?
http://www.granda.net/default.aspx?tabid=4038&IDNews=3984
in questi giorni pare che abbiamo già tracciato la strada per i mezzi….