sabato, Aprile 18, 2026

Le trasformazioni sostenibili


Di Davide Bono e Marco Scibona
Ho presentato una quarantina di emendamenti in questo Bilancio di Previsione del 2011 per cercare di dare un po’ di ossigeno ai settori più colpiti dai tagli che il governo Tremonti e la Giunta Cota si ostinano a chiamare “lotta agli sprechi” e “messa in efficienza”. Noi di lotta agli sprechi non ne abbiamo vista per ora (ma attendiamo poco fiduciosi il prosieguo della legislatura…se Giovine non patteggia) nè di taglio di grandi opere inutili e relative compensazioni (pensiamo al TAV Torino-Lyon o ai 3 milioni di euro per l’inceneritore di Torino…).


Sta di fatto che nella Commissione Trasporti in un servizio ferroviario che cade a pezzi, nell’attesa di siglare il contratto di servizio con l’aguzzina Trenitalia (e nel frattempo pagare le sanzioni milionarie e progettare l’Alta Velocità che non serve alle migliaia di pendolari), escludendo l’apertura alla concorrenza privata, abbiamo individuato la possibilità di risparmiare qualche milione di euro dal Piano Autobus, senza apportarvi dei tagli di servizi. Questo Piano prevede al momento 74 milioni di euro di investimenti per sostituire gli autobus obsoleti dal punto di vista ambientale ancorchè dal punto di vista meccanico e di carrozzeria (infiltrazioni, spifferi). Se ci fosse un metodo, che non sia quello fasullo dei filtri antiparticolato, per rendere i motori degli autobus più puliti, diminuendone i costi di gestione, il tutto ad un prezzo abbordabile (poche migliaia di euro), permettendo di prolungarne la vita, si potrebbero liberare risorse per altri capitoli di spesa facendo contemporaneamente un bene all’ambiente e alle tasche di molti.
Purtroppo il metodo più in voga oggi, quello dei filtri antiparticolato dei motori ciclo diesel, non fa altro che fermare le particelle in un “filtro” e poi “rigenerarlo” tramite la frammentazione e l’espulsione alle alte temperature, rendendole ben più pericolose perchè nanoparticelle direttamente respirabili fin in fondo ai polmoni e di lì al torrente circolatorio. Serve, infatti, un modello innovativo che agisca a monte (che sostituisca o elimini la fonte inquinante come prevede la Convenzione di Stoccolma e successivo Regolamento 850/2004/CE) e non un modello a valle che miri a mitigare l’impatto degli inquinanti prodotti (spesso con esiti incerti).
Il 22 Ottobre abbiamo visitato l’Ecomotive Solutions, branca della Dimtech (nota per le centraline delle auto da corsa) che ha brevettato una centralina (D-Gid) che permette di far andare veicoli con motore a ciclo diesel con un mix di carburanti, sostituendo una quota di gasolio con una quota corrispettiva di gpl o metano, abbattendo di molto sia i costi di esercizio che le emissioni ambientali. Si tratta di interfacciarsi con l’elettonica di controllo del motore prelevandone i segnali rilevanti per poter decidere quanto gasolio sostituire con il gas a seconda della richiesta di potenza, del numero di giri, peso del mezzo, pendenza della strada e quant’altro. La rilevanza dell’innovazione sta nel fatto di non dover fare interventi radicali nel motore ma solo piccole modifiche marginali e per di più reversibili. Questo, qualora venisse accettato dalla motorizzazione e omologato a livello europeo, permetterebbe di rispettare le norme anti-inquinamento senza dover comprare ex novo un mezzo a gasolio, facendo risparmiare il 95% della spesa a aziende municipali, ditte di trasporti e, magari in futuro, anche automobili private.
Sinceramente non crediamo tanto nell’abbattimento degli inquinanti promessi dalle varie categorie EURO succedutesi negli anni che ci sembrano più che altro tentativi di obsolescenza programmata per far continuare a vendere automobili e autobus in un mercato sovrasaturo. Con questa semplice modifica della centralina la Dimtech dichiara riduzione dei costi di gestione fino al 20% (il mix di carburanti arriva fino al 50% ed il costo del carburante incide per oltre il 40%) e degli inquinanti emessi Nox (-30%) e particolato (-50%) nonchè della CO2 (-20%), a paragone dei costosissimi motori Euro5.
Chiederemo pertanto che la Giunta Regionale si faccia promotrice dell’omologazione di questo brevetto ed eventualmente proponga a delle aziende del trasporto pubblico locale di farsi tester dell’innovativa proposta di questa ditta alessandrina che fa innovazione senza incentivi pubblici.

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14 Commenti

  1. Occhio alla fregatura! L’altra settimana il mio meccanico mi aveva accennato a queste soluzioni, mi ha anche fatto notare però che con gli incentivi dati ai motori a gas immediatamente dopo cioè,in questi giorni anche il prezzo del gas è aumentato moltissimo
    C’è anche un risvolto negativo motoristico,che l’usura delle valvole (detto dagli addetti alla rettifica)sia molto aumentata.Queste soluzioni sono pagliativi per non arrivare velocemente ai motori veramente più ecologici e per spillarci un altro pò di soldi per modificare i motori diesel

  2. Non potreste mettere sul sito il bilancio di previsione? Leggendolo potrebbero emergere idee di modifica che potreste tradurre in emendamenti.

  3. Nel 1980 ho studiato il progetto bifuel sviluppato in Brasile dalla Banca Mondiale, con la collaborazione della FIAT che per quello scopo ha proprio realizzato il motore FIRE, che poteva funzionare a alcool e/o a benzina.
    Una realtà ancora esistente in Brasile, con qualche prova su strada in sardegna, con veicoli a motore a benzina addizionata di un 20% di alcool.
    La biomassa utilizzata è la canna da zucchero, che ha potenzialità, nei climi adatti, notevolissime. Purtroppo tutti questi studi, e sono passati 30 anni! – non riescono ad allontanarsi dai motori esistenti, benzina e diesel, che è provato hanno rendimenti molto bassi. Il solo cambio del carburante di per se non riesce a ottenere grandi miglioramenti.

  4. @ Adriano
    Mentre aspettiamo che i politici si decidano a cambiare il concetto di mobilità (campa cavallo…) e che le case automobilistiche si convincano a cambiare il sistema di propulsione dei veicoli (…che l’erba cresce), questa proposta mi pare eccellente. Consente di non comprare nuovi veicoli, risparmiando così un botto di soldi tuoi e miei!

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  9. Ho dei seri dubbi sulla riduzione dei NOx.
    Comunque il sistema diesel/metano l’aveva già fatto la Etra di Rovereto (ora spostatasi a Trento).
    Il concetto è lo stesso, solo più sofisticato per l’uso di centraline, che sui mezzi modificati dalla etra una decina (o più…forse più) non c’era.
    Ancora più interessante è la conversione mantenendo il ciclo diesel.
    qui premiscelando combustibile il ciclo cambia e diventa un ibrido, iniettando direttamente metano (o GPL) liquido in camera si lavora ancor meglio.
    Ancora meglio, trattandosi di rinnovabili, gli oli vegetali (che funzionano da dio, anche esausti) o gli alcoli…
    Vedasi progetto Best in collaborazione con Scania e ATC di La Spezia…Scania ha semplicemente modificato i motori, che con RC maggiorato a 28:1 (vado a memoria, potrei sbagliare) e iniettori maggiorati, riescono ad espletare il ciclo diesel ad etanolo…
    Progetto del 2005.

  10. Se funziona davvero quelli della Ecomotive Solutions diventeranno miliardari!
    Nessuna casa automobilistica si lascerà scappare un’opportunità del genere!
    Pensa a quegli stupidi della Peugeot che hanno investito miliardi per produrre i FAP. Pensa a tutti gli altri che stanno investendo caterve di soldi per abbattere gli NOx e superare le normative EURO6 o Tier2Bin5; altro che iniezione di urea, catalizzatori riducenti, FAP e EGR di alta e/o bassa pressione.
    Sono contento che ogni tanto si scoprono queste ‘rivoluzioni’ che cambieranno il mondo dei trasporti.
    ah, solo una nota: ti ricordi Beppe (Grillo) quando respiravi i gas di scarico di quell’auto che utilizzava un motore endotermico alimentato ad idrogeno? Purtroppo ho scoperto che non era proprio solo vapor acqueo qllo che inalavi ma anche una discreta dose di NOx (e così su due piedi direi anche a livelli superiori alle normative vigenti)

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